Università degli Studi di Crotone: un’idea, una speranza, una necessità

Un futuro degno dell’Antica Kroton. Questo è ciò che chiediamo. La realizzazione dell’ateneo crotonese, la nascita dell’UniKro, la possibilità unica per riprendere un territorio ormai alla deriva. L’indotto che si verrebbe a creare, con l’aiuto  di un’intelligente, seria e paterna politica di espansione, rilancerebbe la città e la cultura. Un’idea, una speranza, una necessità.image

«Una città senza università resta un paese»

Il passato più recente ricorda Crotone come “la Stalingrado del Sud” per via delle tante fabbriche. Per molti anni è stata la città simbolo dell’industria calabrese, e dunque la più ricca (reddito pro-capite). Tuttavia, questa storia, non c’appartiene. Oggi, statistiche alla mano, risulta essere la città più povera d’Italia, con un tasso di disoccupazione giovanile altissimo unito a quello dell’emigrazione nella fascia 15-24 anni. E’ in ginocchio: l’economia è ferma da decenni ormai, la produzione è perlopiù agricola e le infrastrutture sono pressoché inesistenti. Nel 2011 è stata privata persino della ferrovia. Manca un piano autostradale che colleghi la provincia col resto della regione e del paese, l’aeroporto resta un’incognita perenne (oltre un milione di perdite l’anno). Le speranze per i ragazzi pitagorici sono i callcenter o la fuga. Chi può scappa, chi no si perde. E la città del non lavoro, della scarsa qualità di vita e dei grandi tumori (inquinamento da Zinco).

Checché se ne dica però, c’è una Crotone che vuole emergere ma non può: è intrappolata in una bolla socioculturale arretrata e povera, priva di ambizioni, in pasto alla politica clientelare e ‘ndranghetista. La buona gioventù deve emigrare anche per studiare. La rete sociale è tenuta in piedi dal walfare familiare, dalle pensioni dei nonni e dai lavori saltuari dei genitori. Il futuro, per molti, si chiama disoccupazione e depressione.

Il passato più passato però, era un altro. Cultura e sapere. Innovazione del pensiero e valorizzazione territoriale.

Pitagora da Samo scelse Crotone per fondarvi la più importante e imponente scuola magnogreca mai esistita. Nel 530 a.C. nacque quella che cambiò le regole e il pensiero dell’Antica Grecia e dell’occidente: la Scuola Pitagorica. Immaginereste se Filolao di Crotone, il più grande divulgatore delle dottrine pitagoriche e primo ad intuire l’ipotesi di un grande fuoco propulsore al centro dell’universo, anziché Pitagora e il suo pensiero, avesse incontrato Romano Prodi e i suoi callcenter? Dove sarebbero finiti, oggi, il sapere e la divulgazione degli scritti e del pensiero di Pitagora?

Un accostamento esagerato forse, che però spiega al meglio la situazione odierna: se continuano a proporci cuffie e contrattucoli da far firmare, la nostra cultura, il nostro sapere e la nostra emancipazione che fine faranno? Per questo l’Università degli Studi di Crotone non è solo un buon proposito messo qui da due ragazzi (Antonio Belluomo Anello e Andrea Arcuri), ma è la sola chiave di lettura di quello che è e dovrà essere lo sviluppo vero del territorio. La sola ed unica realtà concreta, l’ultima chance per Crotone e la sua provincia. Lo studio, la ricerca e la comunità non potranno che giovare a noi cittadini, giovani, lavoratori, insegnanti, ricercatori e a chiunque sceglierà di rimanere in questa Città. Lo intuirebbe persino un bambino l’indotto economico e di sviluppo sociale e culturale che porterebbe la nascita dell’ateneo crotonese.

Innanzitutto le infrastrutture. Un centro universitario obbligherebbe lo sviluppo di tutti i collegamenti del territorio: ferrovia, pullman di linea, strade e autostrade. E quindi cantieri, lavoro, operai e investimenti. Nascite di nuove aziende. Ma non solo. L’erogazione dei servizi subirebbe una ristrutturazione totale e di avanguardia: più efficienza, meno beghe e più servizi. Per l’economia una scossa e uno stimolo mai visti prima. Incremento della popolazione: dalla provincia e dalla regione migliaia di studenti saranno pronti a scegliere l’UniKro; dunque immissione straordinaria di moneta, una scossa al mercato immobiliare con impennate di affitti e vendite. Nuove costruzioni edilizie. La ripresa dei locali giovanili e dei luoghi di cultura: dai pub alle discoteche, dai caffè ai teatri alle librerie. Ma cosa più importante, la cultura.

Siamo più antichi di Roma, possediamo un tesoro archeologico straordinario. Il tempio di Hera Lacinia (Capocolonna) diventerà luogo di ricerca, studi e investimenti di riqualificazione. Senza contare l’area provinciale che pullula di borghi antichi, castelli aragonesi e tesori archeologici ancora da scoprire. Siamo una provincia completa: Crotone e il suo mare, insieme a quello di Isola e Le Castelle, a pochi chilometri dalla montagna innevata e incontaminata della Sila Crotonese. Potremmo diventare il fiore all’occhiello della Regione, l’esempio di un Sud meritevole e capace, che sfrutta a pieno ogni singola potenzialità. Tutto questo si chiama UniKro. Il nostro domani parte dalla consapevolezza della nostra storia. La città ha bisogno di dimenticare un presente scaduto e di riappropriarsi di quel passato innovatore che ha reso grande Kroton.

Tutto questo potrebbe sembrare impossibile, soprattutto per quelli che, in sella alla solita vecchia retorica infarcita dai soliti mille luoghi comuni, premono sul contesto “Calabria – Sud Italia” (per quanto abbia ragion d’esistere), senza mettere in conto che la città di Cosenza, più specificamente la cittadina di Rende, ne è l’esempio lampante.

Fino agli anni settanta, Rende non era che un villaggio collinare. Grazie alla politica di allora, proprio da quelle colline, riuscirono a togliere fuori il gioiello che tutti noi conosciamo oggi: quasi 40.000 studenti, le più importanti facoltà d’Italia, un campus immenso (il più grande delle grandi università di tutto lo Stivale), buona qualità di corsi di laurea, la seconda biblioteca più grande del mezzogiorno e primati vari. La cosa più straordinaria è l’effetto prodotto: il benessere economico di un’intera provincia si poggia sul Campus di Arcavacata. Dal niente sono riusciti a creare un grande ateneo e una grande Provincia. Per quale motivo, Crotone, non dovrebbe emulare tali successi? Dalla nostra abbiamo il territorio, la storia, la necessità, la voglia e ipoteticamente anche gran parte dei fondi.  La Calabria conta ben tre poli: Università della Calabria, Università della Magna Graecia e Università Mediterranea. Rispettivamente Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Manca l’UniKro. Manca Crotone. Manca la storia.

Noi siamo a lavoro. Stiamo creando un blog completo in tutto, che fornisca l’idea e le possibilità ed evidenzi le toppe, i blocchi, i risultati, i benefici ma anche un focus diretto sui corsi, le sedi, i fondi, gli indotti e tutto quello che gira intorno a questo progetto. Siamo sognatori, non siamo pazzi. Conosciamo ogni singola difficoltà, dal territorio all’economia corrente ma questo non ci fermerà almeno sul fronte di proposta e divulgazione. Perché siamo certi che l’UniKro potrà diventare il sogno di chiunque ami questa città e sente il bisogno di una boccata d’aria concreta. Abbiamo fatto una media, con dati alla mano, di quello che potrebbe essere il numero degli studenti (età compresa tra i 18 e i 24 e tra i 24 e i 32) che potrebbero scegliere Crotone come meta universitaria sia dalla provincia che dalla regione. I risultati sono dalla nostra. La strada è lunga, tortuosa e poco illuminata ma ci stiamo munendo di torce e buone gomme per poter percorrerla. Stiamo ingaggiando molti giovani preparati sulla questione università, ma non solo. Il nostro sguardo è diretto in ogni direzione e dunque abbiamo bisogno di chiunque conosca bene il territorio e sia pronto a dare il suo contributo (minimo o grande che sarà) a questa straordinaria causa, che noi, spinti dall’amore e dalla rabbia che proviamo verso questo territorio, abbiamo deciso di portare avanti.

Questo non è da considerarsi nemmeno l’inizio, bensì la genesi. L’origine di quello che, speriamo davvero, tra 5 o 30 anni che siano, sarà ricordato come il principio della rinascita: UniKro.

Attualmente ci sono due modi per poter prendere parte alla discussione, proporre in prima persona, esporre dubbi, partecipare e condividere idee per l’UniKro e per Crotone: iscriversi al gruppo facebook “L’Angolo di KRO” e mettere “Mi piace” alla pagina correlata. Non siamo utopisti né lobotomizzati, siamo semplicemente sognatori di una Crotone in grado di riappropriarsi di ciò che da sempre le appartiene: cultura e sviluppo.

di Antonio Belluomo Anello

Crotone, 22 ottobre 2014

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