L’acqua calda del Financial Times e il silenzio su Pugliese soldato di Enzo Sculco

Arriva il Financial Times a Crotone e scopre l’acqua calda. Città depressa, giovani che emigrano, politica e ‘ndrangheta in ottimi rapporti, grillini in crescita al sud e il Pd in fortissimo calo. Tutto già tristemente noto. Tutto già ampiamente scritto. Poi però intervista Ugo Pugliese e questi dice che non farà campagna elettorale per nessuno. Perché lui è indipendente. Politicamente indipendente. Falso. Pugliese non ha un partito, ma è espressione diretta di Enzo e Flora Sculco che sono un partito vivente da oltre 10.000 voti. Un partito a conduzione familiare che all’occorrenza recluta soldati. Un po’ come la Legione Straniera francese che arruola chiunque dandogli uno stipendio, loro imbarcano tutti e mettono i voti. Poi magari alcuni finiscono in galera, ma tanto il tenutario è abituato alle condanne e quindi non si scandalizzano. Continua a leggere “L’acqua calda del Financial Times e il silenzio su Pugliese soldato di Enzo Sculco”

Una medaglia al petto: Enzo Sculco ci ha querelati

Otto del mattino. Suona il citofono. «Carabinieri». «Stiamo cercando Antonio Belluomo Anello. E’ atteso in caserma».

Non ho risposto io. Non ero in casa. I militari, per fortuna, hanno subito spiegato a mia madre che si trattava di fatti legati alla mia attività di blogger, e che quindi non c’era da preoccuparsi.

Mi reco in caserma con la convinzione che volessero sentirmi in vista dell’imminente processo scaturito dalla querela di Enrico Pedace, consigliere di maggioranza dell’area Sculco adiratosi dopo un pezzo pubblicato su Il Pitagorico nel quale mostravo perplessità sulla caratura politica del soggetto. Aspetto il maresciallo che mi fa subito accomodare nel suo ufficio. «Si segga, non c’è nulla per cui preoccuparsi». «Sì, dottore, lo so: a breve ci sarà il processo. Sono stato già avvisato». A quel punto il maresciallo mi ferma e mi dice: «Quale processo?». «E’ stato querelato ieri». Ottimo. Apprendo così che il pluricondannato Enzo Sculco, dopo oltre due anni, ha deciso di seguire i suggerimenti di chi da tempo gli consiglia di querelarmi. Una medaglia al merito sul petto. Un’altra. Grazie.

L’unica cosa che mi ha turbato, o meglio infastidito, è stata leggere “l’Onorevole Vincenzo Sculco”. Onorevole? Chi? Enzo Sculco? Con più condanne passate in giudicato si fa chiamare ancora «Onorevole»  (con tanto di “o” maiuscola”)? Continua a leggere “Una medaglia al petto: Enzo Sculco ci ha querelati”

Grazie, Gratteri. Ora indaghi su Crotone

«Il vento in Calabria sta cambiando». È una frase che, ultimamente, ripete spesso Nicola Gratteri. E ha tutto il diritto di farlo: da quando è stato eletto Procuratore di Catanzaro, lo scorso 21 aprile 2016, ha portato a termine numerose indagini e sta lavorando incessantemente su più fronti, in tutta la regione. Basti pensare che il territorio crotonese, in meno di un anno, è stato interessato da due grandi operazioni: Jonny e StigeComplessivamente circa 250 persone tratte in arresto e beni sequestrati per oltre 70 milioni di euro.

In fondo lo sappiamo bene: la ‘ndrangheta controlla il territorio. Commercianti, imprenditori, “società civile”, politici e amministratori: si rivolgono tutti (per necessità, imposizione o disperazione) alle famiglie per avere qualche beneficio (voti, lavoro, prestazioni mediche, permessi, agevolazioni, soldi). Il quadro emerso dall’operazione Stige (cui nome deriva dal mitologico fiume dell’odio) è “drammatico”, e mette in luce una diretta influenza delle ‘ndrine nella vita amministrativa di diversi comuni. Era la ‘ndrangheta a decidere chi eleggere come sindaco, ed era la ‘ndrangheta a decidere chi eleggere come presidente della Provincia di Crotone attraverso l’intimidazione dei gregari delle cosche ai danni dei consiglieri comunali (in seguito alla riforma Delrio le elezioni provinciali sono divenute di secondo grado).

Durante la conferenza stampa, a Gratteri, sono state poste da più giornalisti domande come: «E su Crotone, «Indagini sul capoluogo?», «E quindi Crotone?». Tanti interrogativi che hanno prodotto una sola risposta da parte del procuratore: «Mo’ vediamo». Come a dire “tenetevi pronti”. Perché Crotone si è vista trasversalmente interessata dalle recenti indagini, ma i meccanismi di fondo potrebbero non essere troppo diversi. Anzi, potrebbero essere identici.

Tanto per dire: in un’intercettazione del 2006, alcuni membri della ‘ndrina cirotana vengono sorpresi a discutere su chi far eleggere sindaco. Giuseppe Spagnolo, esponente della cosca, nell’annunciare il suo sostegno a Nevio Siciliani (ex sindaco di Cirò Marina, finito agli arresti) pronuncia una frase indicativa: «Aiutiamo quelli con i soldi». Continua a leggere “Grazie, Gratteri. Ora indaghi su Crotone”

Sculco sceglie Rori De Luca: l’assessore in odore di conflitto d’interessi

Dopo la mancata elezione in consiglio comunale, Rori De Luca c’è entrato di prepotenza a un anno dall’insediamento del povero Ugo Pugliese. Nel 2016, Rori, prese poco meno di 100 voti (alla faccia dell’«uomo di successo») ma Enzo Sculco gli promise che non lo avrebbe dimenticato. Nel frattempo, il buon Rorino, prese in mano la Cross Legal Consulting, società alla quale Enzo Sculco si è affidato per  gestire la negoziazione tra Comune di Crotone ed Eni in vista delle (chiacchierate) attività di bonifica. Ha scelto un soggetto esterno e lo ha fato in modo diretto, senza gara. Una parcella di 39.000 euro, infatti, non impone obblighi di concorrenza e permette l’assegnazione libera. Continua a leggere “Sculco sceglie Rori De Luca: l’assessore in odore di conflitto d’interessi”

Dilettanti allo sbaraglio: Pugliese dimettiti e torna in barca

Questo sindaco non ha la più pallida idea di come si amministri una città. È inadatto, incapace, poco esperto, ovviamente subordinato e per questo non conscio di quanto avviene nel suo territorio. A tratti fa anche pena dal punto di vista umano. Come ieri sera quando scappare non era più possibile e si è presentato alla folla con l’aria di chi era appena uscito, perdente, da un campionato di schiaffi tanto era imbambolato e spaesato. Non sapeva cosa dire. Sembrava vittima del più classico dei malintesi della commedia all’italiana: un passante scambiato per un’altra persona viene ricoperto di insulti e domande alle quali non sa rispondere. Peccato per lui non fosse un film dei Vanzina ma la realtà che da più di un anno viene denunciata su questo periodico: quella di una città affidata a una manica di incapaci messi lì da Enzo Sculco, il vero sindaco e capo di tutto a Crotone. E’ lui il dominus. E’ lui che ieri doveva presentarsi in prefettura, non il suo alter ego.

Perché Ugo ce l’ha dimostrato ieri per l’ennesima volta quando a domande precise non rispondeva o lo faceva in maniera fumosa per poi smentirsi il giorno seguente: non è cosa sua. Ritorni a raccogliere le firme per l’aeroporto, riprenda in mano lo Yachting Club, si goda le sue passioni marinaresche ma si dimetta. Per la città ma anche per se stesso (umanamente parlando).

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Caro Gianluca, belle parole ma pessimo interlocutore

Hanno colpito un po’ tutti le parole di Gianluca Pacecca, giovane crotonese che ha deciso di scrivere a Ugo Pugliese. Una lettera aperta con la quale Gianluca ha chiesto al sindaco più attenzione verso la città, i suoi spazi, i suoi luoghi storici, i suoi giovani. Belle parole, a tratti un po’ troppo utopistiche, indirizzate però alla persona sbagliata. Anzi, alle persone sbagliate. Credo infatti che cercare di interloquire con questa gente sia tanto inutile quanto sbagliato. E non si tratta di snobismo o del tanto vituperato (quanto vitale) disfattismo: è pura logica. Cercare un dialogo con chi indossa la fascia tricolore per conto di un uomo condannato in definitiva per reati che vanno dal danno erariale alla concussione, il cui nome è indissolubilmente legato alle clientele peggiori, dunque alla politica più deleteria e meno propensa allo sviluppo del senso civico dei suoi cittadini (il fulcro della lettera di Gianluca), e che per la legge italiana non può nemmeno recarsi alle urne (ma che per la legittimazione che la gente, i giornali e le istituzioni tutte continuano a dargli può amministrare dall’esterno un’intera provincia), non può che rivelarsi uno sforzo inutile e, soprattutto, controproducente ai fini di una comunità finalmente critica. Nel senso più nobile e sano del termine (criticare affinché le cose migliorino, diceva Pound). Continua a leggere “Caro Gianluca, belle parole ma pessimo interlocutore”

Aeroporto, ecco perché quest’estate (probabilmente) non si volerà

Torniamo a fare il punto sull’aeroporto di Crotone. Ci eravamo lasciati, appena sei mesi fa, con un dettagliato resoconto di cosa era accaduto al nostro scalo dal fallimento di aprile 2015 alla mancata proroga di ottobre 2016. Sebbene ci sia ancora chi sostiene che il Comune di Crotone si mosse per tempo, è oramai chiaro ai più che le cose andarono diversamente da come le raccontano il sindaco (quello con la fascia) e suoi soldatini (pensate: lo disse addirittura O’Connor, amministratore delegato di Ryanair). Lo scalo reggino infatti, a differenza del nostro, è tutt’oggi aperto nonostante il fallimento della società di gestione Sogas S.p.A. e nonostante la crisi ancora insoluta di Alitalia. Proprio perché agirono diversamente rispetto ai signori di via Roma.

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Aeroporto, tutta la verità

Crotone vuole volare. E’ questo lo slogan che rimbalza tra social e giornali ininterrottamente da almeno 3 mesi, e che si ripresenta puntualmente ad ogni protesta a favore dell’aeroporto cittadino, chiuso dallo scorso novembre. A voler volare è anche Reggio Calabria, dove sempre da 3 mesi circa la popolazione si sta mobilitando contro la possibile chiusura dello scalo.

E’ una situazione critica quella degli scali aeroportuali calabresi: escluso quello internazionale di Lamezia Terme, Crotone e Reggio vivono una perenne crisi. E non si parli dei «numeri da record»: a contare davvero è l’attività economica. Le proteste, intanto, stanno andando via via moltiplicandosi, tanto da essersi quasi unite: si manifesta contro la chiusura dei due aeroporti.

Ad ogni modo, il destino di entrambi gli scali è legato unicamente al bando di gara dell’ENAC che deve identificare un nuovo gestore. Il nome del vincitore si sarebbe dovuto sapere già a dicembre scorso, ma a seguito di un ricorso (che ha riammesso in gara la Sagas) i tempi si sono allungati. La speranza è che il nuovo gestore venga definito entro la fine di gennaio. Solo dopo l’identificazione di un nuovo gestore gli scali potranno essere pienamente operativi. Continua a leggere “Aeroporto, tutta la verità”

Coi voti di Sculco fa il sindaco per Sculco

Senza arte né parte, Ugo Pugliese è stato catapultato in politica da Enzo Sculco senza un vero e sincero progetto per la città. Politicamente invertebrato, Ugo rispondeva perfettamente all’identikit tracciato dalla potente famiglia politica crotonese, il cui declino sembrava ormai inevitabile fino a qualche anno fa (quando il capostipite era ai domiciliari e la delfina era ancora un pesciolino rosso). Oggi, invece, con lo spicciafaccende piazzato al Comune, la figlia in Regione che fa lingua in bocca con gente del calibro di Guccione, e Nicodemo Parrilla neo Presidente della Provincia, gli Sculco sono ritornati più agguerriti e forti di prima. Controllano Comune e Provincia di Crotone e contano su un plotone di amministratori all’interno del territorio crotonese dove, per altro, ha sede la fetta maggiore del loro bacino elettorale. Così, grazie ai sindaci e ai consiglieri dei comuni provinciali, Enzo ha piazzato un altro suo galoppino che, giustamente, non ha perso tempo per ringraziarlo sui giornali definendo l’ex leader della Margherita – oggi interdetto per sempre dai pubblici uffici – come la sua guida. In realtà si tratta di un vero e proprio telecomando che dirige tutto fuori dalle Istituzioni, alla luce del sole e senza che stampa, sindacati e gran parte delle altre forze politiche dicano alcunché (una cosa gravissima che dovrebbe essere oggetto di discussioni e di esposti alla Procura della Repubblica). Ma non solo. Parrilla, alias Enzo Sculco, ha vinto soprattutto grazie ai voti dei franco tiratori come Mario Galea, un dilettante della politica che si atteggia a portento. Già ai tempi del ballottaggio, insieme allo zio Rocco Gaetani (un uomo che rappresenta al meglio la mediocrità della classe dirigente crotonese), Galea diede il primo grande segnale spostando il suo pacchetto voti su Ugo Pugliese, indebolendo così Rosanna Barbieri, candidata a sindaco del suo partito. Ieri Galea è stato sfiduciato dal ruolo di capogruppo all’interno del Consiglio Comunale. Al suo posto proprio la professoressa Barbieri, la stessa alla quale l’allora spavaldo Galea all’indomani del ballottaggio attribuiva la sconfitta. Insomma, un vero talento politico il nipote dell’artigiano della qualità Gaetani: da doppiogiochista a silurato nel giro di pochi mesi. Ma Enzo è misericordioso, e Galea lo sa. Continua a leggere “Coi voti di Sculco fa il sindaco per Sculco”

Bonifica, Pugliese non sa che pesci prendere

Dio solo sa quanto Crotone attenda di veder bonificata l’ex area industriale. E’ dal 1993 che si parla di “mettere in moto operazioni di bonifica”, e dopo un abbondante ventennio le cose sembrano finalmente concretizzarsi. Dapprima lo smantellamento della maggior parte degli stabili e degli edifici dell’area, i primi lavori preliminari, e, dopo una serie di problemi, finalmente il progetto.

Progetto che ha colto un po’ tutti di sorpresa. Syndial infatti ha proposto un’opera di bonifica insolita dalle nostre parti, anche se ampiamente utilizzata in tutto il resto del mondo: il tombamento dei rifiuti. Si prevede infatti la creazione di due colline artificiali (degli Ulivi e dei Tamerici), utilizzate per contenere i rifiuti e i materiali di scarto ricavati dalle operazioni di bonifica del terreno circostante. Nel complesso, almeno 11 anni di lavori. Continua a leggere “Bonifica, Pugliese non sa che pesci prendere”