Sculco sceglie Rori De Luca: l’assessore in odore di conflitto d’interessi

Dopo la mancata elezione in consiglio comunale, Rori De Luca c’è entrato di prepotenza a un anno dall’insediamento del povero Ugo Pugliese. Nel 2016, Rori, prese poco meno di 100 voti (alla faccia dell’«uomo di successo») ma Enzo Sculco gli promise che non lo avrebbe dimenticato. Nel frattempo, il buon Rorino, prese in mano la Cross Legal Consulting, società alla quale Enzo Sculco si è affidato per  gestire la negoziazione tra Comune di Crotone ed Eni in vista delle (chiacchierate) attività di bonifica. Ha scelto un soggetto esterno e lo ha fato in modo diretto, senza gara. Una parcella di 39.000 euro, infatti, non impone obblighi di concorrenza e permette l’assegnazione libera. Continua a leggere “Sculco sceglie Rori De Luca: l’assessore in odore di conflitto d’interessi”

Coi voti di Sculco fa il sindaco per Sculco

Senza arte né parte, Ugo Pugliese è stato catapultato in politica da Enzo Sculco senza un vero e sincero progetto per la città. Politicamente invertebrato, Ugo rispondeva perfettamente all’identikit tracciato dalla potente famiglia politica crotonese, il cui declino sembrava ormai inevitabile fino a qualche anno fa (quando il capostipite era ai domiciliari e la delfina era ancora un pesciolino rosso). Oggi, invece, con lo spicciafaccende piazzato al Comune, la figlia in Regione che fa lingua in bocca con gente del calibro di Guccione, e Nicodemo Parrilla neo Presidente della Provincia, gli Sculco sono ritornati più agguerriti e forti di prima. Controllano Comune e Provincia di Crotone e contano su un plotone di amministratori all’interno del territorio crotonese dove, per altro, ha sede la fetta maggiore del loro bacino elettorale. Così, grazie ai sindaci e ai consiglieri dei comuni provinciali, Enzo ha piazzato un altro suo galoppino che, giustamente, non ha perso tempo per ringraziarlo sui giornali definendo l’ex leader della Margherita – oggi interdetto per sempre dai pubblici uffici – come la sua guida. In realtà si tratta di un vero e proprio telecomando che dirige tutto fuori dalle Istituzioni, alla luce del sole e senza che stampa, sindacati e gran parte delle altre forze politiche dicano alcunché (una cosa gravissima che dovrebbe essere oggetto di discussioni e di esposti alla Procura della Repubblica). Ma non solo. Parrilla, alias Enzo Sculco, ha vinto soprattutto grazie ai voti dei franco tiratori come Mario Galea, un dilettante della politica che si atteggia a portento. Già ai tempi del ballottaggio, insieme allo zio Rocco Gaetani (un uomo che rappresenta al meglio la mediocrità della classe dirigente crotonese), Galea diede il primo grande segnale spostando il suo pacchetto voti su Ugo Pugliese, indebolendo così Rosanna Barbieri, candidata a sindaco del suo partito. Ieri Galea è stato sfiduciato dal ruolo di capogruppo all’interno del Consiglio Comunale. Al suo posto proprio la professoressa Barbieri, la stessa alla quale l’allora spavaldo Galea all’indomani del ballottaggio attribuiva la sconfitta. Insomma, un vero talento politico il nipote dell’artigiano della qualità Gaetani: da doppiogiochista a silurato nel giro di pochi mesi. Ma Enzo è misericordioso, e Galea lo sa. Continua a leggere “Coi voti di Sculco fa il sindaco per Sculco”

Bonifica, Pugliese non sa che pesci prendere

Dio solo sa quanto Crotone attenda di veder bonificata l’ex area industriale. E’ dal 1993 che si parla di “mettere in moto operazioni di bonifica”, e dopo un abbondante ventennio le cose sembrano finalmente concretizzarsi. Dapprima lo smantellamento della maggior parte degli stabili e degli edifici dell’area, i primi lavori preliminari, e, dopo una serie di problemi, finalmente il progetto.

Progetto che ha colto un po’ tutti di sorpresa. Syndial infatti ha proposto un’opera di bonifica insolita dalle nostre parti, anche se ampiamente utilizzata in tutto il resto del mondo: il tombamento dei rifiuti. Si prevede infatti la creazione di due colline artificiali (degli Ulivi e dei Tamerici), utilizzate per contenere i rifiuti e i materiali di scarto ricavati dalle operazioni di bonifica del terreno circostante. Nel complesso, almeno 11 anni di lavori. Continua a leggere “Bonifica, Pugliese non sa che pesci prendere”

Eni e Crotone: un rapporto mortale duro a morire

Se la sigla Eni stesse per “Ente Nazionale Intossicazioni”, e non per “Ente Nazionale Idrocarburi”, molte cose sarebbero più chiare e accettabili, alla luce del fatto che il nome già lasciava intendere. Purtroppo per loro, e per noi, non è così. L’Eni è la più grande multinazionale italiana, una partecipata statale, considerata la sesta potenza mondiale nel campo petrolifero subito dopo colossi come Shell e Total. Insomma, una fabbrica di soldi. E dove ci sono tanti soldi, immancabilmente, dietro, ci sono sempre astuzie, omicidi, libri paga e oscurità di vario tipo. Diciamo che, in questi contesti, non c’è mai del bianco puro e che nei consigli di amministrazione di queste aziende non si siede mai il signor Candido Bianco.

Eni fattura circa 170 miliardi di euro annui, soldi che vengono impiegati anche per corrompere, come è emerso da una recente inchiesta che vede indagati diversi dirigenti del cane a sei zampe. Nei fascicoli anche il nome del faccendiere Luigi Bisignani che avrebbe fatto da garante e da apri pista a questa corruzione di carattere internazionale. Questi, e non solo questi gli affaracci di Eni.

La coscienza dei trivellatori statali pare essere più nera del pelo del loro cane – mostro. Un logo che qualcosina avrebbe dovuto far presagire, viste, poi, le mostruosità perpetrata sul territorio italiano. Infatti, controllate di Eni come EniChem e Syndial, sono state portatrici di tumori in gran parte del mezzogiorno e in alcuni casi, addirittura, di malformazioni, causati dalle scorie tossiche mal smaltite e dal conseguente inquinamento ambientale.

In città come Crotone, la presenza di Eni, ha causato solo morte. Il mostro portò le sue fabbriche negli anni ’20 (Montedison), dismettendole poi verso la metà degli anni novanta. La sua presenza aumentò sì il reddito procapite, il livello socioculturale del territorio e rese la città pitagorica il primo polo industriale della Calabria, ma una volta levate le tende uscirono fuori gli inghippi.
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