A una città senza coraggio serve un giornalismo dirompente

Abbiamo bisogno della balia. Di un Messia che ci indichi la via. Perché noi non siamo in grado di camminare da soli, di attraversare una strada senza un adulto che ci tenga la mano. Pensiamo sia troppo difficile, o da stupidi, se non vediamo che, pur non necessariamente insieme a noi, ma almeno dall’altra parte della carreggiata, ci sia qualcun altro nelle  medesime condizioni. A quel punto siamo tutti pronti a correre, senza nemmeno fare attenzione alle macchine o se ci sia il verde, il giallo, il rosso. Ci buttiamo alla cieca, senza ragionare, senza pensare: come i primitivi toccavano il fuoco per conoscerne l’effetto, noi sfidiamo la sorte perché così ci sembra giusto. E non lo facciamo perché lo sentiamo, piuttosto perché lo sente qualcun altro e dunque, se lo fanno gli altri, lo facciamo anche noi. Poi, se è Giletti a dirlo, figuriamoci: tutto acquista di veridicità, di attendibilità e addirittura di senso. Perché se è Pedace del Crotonese ad informarci sulle commissioni, non conta; sarà anche vero ma non ne vale la pena. Mica si chiama Massimo e ha 4,5 milioni di spettatori (lettori). Poi vuoi mettere un teatrino, con tanto di tronista (Meo) e sfidante (Spanò), con un articolo in bianco e nero? Ma non scherziamo.  Continua a leggere “A una città senza coraggio serve un giornalismo dirompente”

#OccupyCapoColonna: ipocrisia e spocchia. Facciamo il punto

Il ridicolo sta ormai oscurando ogni forma di lealtà politica e di confronto. L’ipocrisia, l’impreparazione e la voglia matta di esporsi col solo fine di farlo, stanno evidenziando tutta la mediocrità e la imparzialità di politici, giornalisti, opinionisti non richiesti, dirigenti, aspiranti politici, imbrattacarte, nullafacenti, finti cultori e di tutti coloro che hanno espresso, nei modi più erronei, la propria opinione su ciò che sta avvenendo ed è avvenuto a Capo Colonna. Hanno saputo strumentalizzare un riscatto cittadino accusandolo di essere a sua volta strumentalizzato. A tutti costoro va riconosciuto tale merito, perché figlio di esperienza politica deviata e pseudo giornalismo d’opinione. Tranquilli, avrete ciò che vi spetterà e la vostra, presunta quanto sbandierata, superiorità intellettuale non  subirà alcun regresso nella cerchia radical chic cui vi rifate sempre prima di proferire parola, che sia una. Detto ciò, quello che preme è mettere qualche puntino, di quelli grossi, su molte ma molte “I”.

Un paio di democratici, finti giovani, e qualche fascista poco incline al confronto, hanno sentenziato: quella di Capo Colonna è una battaglia politica, portata avanti dai Cinque Stelle, dunque strumentalizzata, alla quale, noi, non partecipiamo o ci impediscono di partecipare. Niente di più patetico, falso e incredibilmente strumentale da far invidia a Gasparri. Il comitato “Salviamo Capo Colonna” è nato in maniera spontanea. All’interno di esso è presente sì una buona fetta proveniente dal meet-up cittadino, ma anche e soprattutto liberi cittadini o, come il sottoscritto, di tutt’altro avviso politico. Ciò che questi signori non capiscono è che, diversamente da loro e dalla loro ambizione sfrenata, non tutti antepongono idee politiche ad ogni costo e non tutti, come loro, fingono di sentirsi in simbiosi con la propria terra, le proprie radici, di credere che sia davvero la cultura l’unico bene che un domani potrà ridare il pane a Crotone, salvo poi sgattaiolare non appena una miccia si accende. Continua a leggere “#OccupyCapoColonna: ipocrisia e spocchia. Facciamo il punto”