“TeleFlora” e la solita Crotone senza spina dorsale

Un grande centro scommesse e diversi cavalli tra cui scegliere. E’ l’immagine che riassume al meglio il contesto politico di Crotone. Ognuno punta sul cavallo che ritiene più papabile e insieme si preparano per conquistare il palazzo. Capita, anche, che sia il cavallo a scegliere il puntatore. La natura, qui, è un concetto relativo.

Chi abbia scelto chi non è importante saperlo, sta di fatto che Esperia Tv e il Gruppo Marrelli hanno puntato su Flora Sculco&Friends. Da Esperia Tv a TeleFlora il passo è breve: smielate quando è in studio e complimenti vivissimi ed elogi anche quando non c’è. Perché sì, qui siamo oltre al democristianesimo che caratterizza la rete e ha caratterizzato la battaglia (eterna) per il “Marrelli Hospital”; qui siamo al volemose bene, al siamo uniti per Crotone. E sul loro carro, data la loro voglia di cambiare, c’è spazio per tutti, uomini e donne, giovani e vecchi. E a proposito di giovani: che fai, non ti giochi la carta Davide Carrabetta? Non scherziamo: il carro è ampio e i primi posti devono occuparli coloro che hanno «séguito sul web» (siamo a questi livelli) e che si sono distinti per la loro devozione verso Santo Massimo. E poi i gggiovani sono sempre ottimi per dare un’immagine (contenuti zero) di freschezza: che fai, non agglomeri quella “Blu Gioventù” che puzza tanto di vecchio e retorica? Tutto fa brodo visto il livello ma niente, a conti fatti, fa sostanza e credibilità.
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Un penoso “match politico” senza contenuti

Uno spettacolo indecoroso quello andato in onda su Esperia TV. Gli interventi visti a “Match Pol”, il nuovo format di Salvatore Audia, sono stati di una bassezza unica e di un’inutilità superiore alla candidatura di Giancarlo Rizzo per Fiamma Tricolore a sindaco di Crotone. Il motto del programma è “incontri e scontri”, come dire: noi ve l’avevamo detto. Il punto è che gli “scontri” avrebbero avuto ragion d’esistere a patto che ci fossero stati gli “incontri”, e di questi nemmeno l’ombra. Gli incontri prevedono infatti una scaletta ben definita che possa dare il la allo sviluppo dei temi da dibattere: come mantenere l’aeroporto in vita?; come risolvere il problema del fallimento delle partecipate?; il Pd e gli altri candideranno gli uomini coinvolti in gettonopoli? E se sì, con che faccia?

E ancora: in merito alla bonifica, cosa può davvero fare il Comune di Crotone?; in cantiere ci sono idee e misure in merito all’urbanistica, alla sicurezza, alle sanzioni per chi sporca e non fa la differenziata?; e a proposito di differenziata: qualcuno ha un piano serio e concreto per dare il via a un processo volto a ridurre i rifiuti e ad accrescere il senso civico? E cosa più importante: qualcuno ha in mente un modello città?
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L’anchorman democristiano e le TV della ‘nduja

Non credo abbia bisogno di presentazioni: è il volto più noto nonché direttore di rete di Esperia TV, la televisione di Massimo Marrelli. Da più di quattro anni ormai entra nelle case dei calabresi come presentatore del TG di rete e de “La Calabria ci riguarda”, una sua creatura nata durante il periodo più duro per le sorti del Marrelli Hospital (oggi in viaggio verso l’apertura).

Salvatore Audia è un crotonese adottivo: è nato a San Giovanni in Fiore e ha avuto anche una piccola parentesi politica come assessore del comune silano. Fa giornalismo praticamente da sempre. E’ stato conduttore di diversi TG regionali prima di approdare nel Gruppo Marrelli.

La sua innata predisposizione nei confronti del mezzo televisivo è innegabile. E’ semplicemente esemplare davanti alla macchina da presa: mai una sbavatura linguistica, pochissimi inceppi, massima chiarezza espressiva. Peccato per gli argomenti e il suo approccio verso questi, spesso futili e troppo spesso trattati con una sorta di patina protettiva che lo esula dal rischio di prese di posizione.

Con tutti gli interlocutori si comporta da amicone; a tutti riserva le solite battutine sul tipo di conversazione da impostare («ci diamo del tu o del lei?»); non si espone praticamente mai e non insidia nessuno con domande di rilevanza; loda in maniera spassionata ogni suo ospite sottolineando sempre che «non si tratta di piaggeria o di circostanza». E ha ragione: lui il pomeriggio toglie le vesti di giornalista e indossa quelle da democristiano d’altri tempi. Sono tutti amici, tutti simpatici, tutti intellettualmente onesti. Intanto la critica politica muore a colpi di fuffa e sorrisetti.

Del resto è semplice capire la sua figura: se lo si paragona a Vespa lui anziché infastidirsi si compiace. Insomma, stiamo parlando di Bruno Vespa e non di Enzo Biagi. Comunque sì, de gustibus.  Continua a leggere “L’anchorman democristiano e le TV della ‘nduja”