Aeroporto, tutta la verità

Crotone vuole volare. E’ questo lo slogan che rimbalza tra social e giornali ininterrottamente da almeno 3 mesi, e che si ripresenta puntualmente ad ogni protesta a favore dell’aeroporto cittadino, chiuso dallo scorso novembre. A voler volare è anche Reggio Calabria, dove sempre da 3 mesi circa la popolazione si sta mobilitando contro la possibile chiusura dello scalo.

E’ una situazione critica quella degli scali aeroportuali calabresi: escluso quello internazionale di Lamezia Terme, Crotone e Reggio vivono una perenne crisi. E non si parli dei «numeri da record»: a contare davvero è l’attività economica. Le proteste, intanto, stanno andando via via moltiplicandosi, tanto da essersi quasi unite: si manifesta contro la chiusura dei due aeroporti.

Ad ogni modo, il destino di entrambi gli scali è legato unicamente al bando di gara dell’ENAC che deve identificare un nuovo gestore. Il nome del vincitore si sarebbe dovuto sapere già a dicembre scorso, ma a seguito di un ricorso (che ha riammesso in gara la Sagas) i tempi si sono allungati. La speranza è che il nuovo gestore venga definito entro la fine di gennaio. Solo dopo l’identificazione di un nuovo gestore gli scali potranno essere pienamente operativi. Continua a leggere “Aeroporto, tutta la verità”

L’abbandono di Ryanair e il peso pari a zero del Pd calabrese

Il Governo ha aumentato le tasse aeroportuali da 6 a 9 euro e la compagnia irlandese di voli low – cost ha annunciato che, a partire da ottobre, abbandonerà lo scalo di Crotone. Non appena appresa la notizia, le prime cose che si sono palesate agli occhi chi guarda con un minimo di attenzione, sono state, sostanzialmente, queste: la prima è che Matteo Renzi, nell’agenda del Governo, non ha riservato al meridione nemmeno una posizione di media classifica, vista l’assenza di altre infrastrutture e il ruolo vitale che comporta l’aeroporto per Crotone; la seconda riguarda la totale inconsistenza della classe dirigente calabrese e crotonese in quota PD: se questa, infatti, avesse avuto un peso minimo, il Governo l’avrebbe tenuto in considerazione e avrebbe capito di conseguenza che alzare le tasse ad una compagnia che vive sui prezzi bassi non avrebbe agevolato, ma al contrario messo seriamente a rischio, la permanenza della stessa nella città di Crotone. Quindi, quando Artutro Crugliano Pantisano o il giovane dem Aquila parlano, rispettivamente, di un «rapporto ottimale con Renzi» e di una «deputazione che si fa sentire a Roma», dicono solo balle.
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Vallone ha preferito le rotonde ai voli: le velleità di un uomo irresponsabile

Vallone, non meno di due mesi fa, ricordava alla popolazione, ai microfoni di Lino Polimeni, di essere l’artefice degli oltre 10 cantieri aperti in città. Lo faceva come punto di arrivo di una giunta. Come dire che questa giunta si è mossa sul territorio e ha promosso la riqualificazione urbana.

Senza andare nello specifico più di tanto, dunque tralasciando l’opportunità di avere così tante rotonde inutili ed esteticamente deleterie, la cosa che desta scalpore, sconcerto e odio è la provenienza dei soldi utilizzati per realizzare queste opere di così scarso profilo: le royalties destinate al sostentamento della società aeroportuale del Sant’Anna. In poche parole Vallone, in vista della scadenza del mandato, ha pensato di utilizzare i fondi della sopravvivenza di un territorio per puri fini propagandistici; va da sé che aprire cantieri in città ha più risonanza mediatica e sociale che investire burocraticamente in una società, nonostante l’importanza vitale che questo comporti. Ci troviamo difronte, oggi più che mai, all’incapacità amministrativa di un sindaco (forse il peggiore della storia) e di un partito, il PD crotonese, distrutto anche e sopratutto dall’ambizione e dalla volontà di non mollare l’osso di Vallone e i suoi. Continua a leggere “Vallone ha preferito le rotonde ai voli: le velleità di un uomo irresponsabile”