Ugo e Rosanna, avete il coraggio di fare un patto con la città?

Meno di una settimana e avremo il nome del prossimo sindaco di Crotone. Ugo Pugliese e Rosanna Barbieri: l’ardua scelta sarà tra questi due candidati che qualcuno chiama “cartonati“. Ironia a parte, il voto del 19 giugno sarà importante per la città perché i prossimi saranno cinque anni determinanti, caratterizzati da una quantità massiccia di fondi europei e non solo (il Governo ha stipulato di recente i cosiddetti patti per il sud che porteranno una mole di denaro non indifferente anche a Crotone) che investiranno il territorio. In questi ultimi vent’anni Crotone è stata incapace di spendere per bene il denaro europeo, sprecandolo in operette fatte male o rimandandolo al mittente per mancata progettazione. Quando questo succede c’è solo un responsabile: la pessima squadra di governo. Quando i soldi non vengono spesi (o vengono spesi malissimo) significa che gli amministratori avrebbero dovuto fare altro nella vita e non politica. Per questo è importante scegliere assessori competenti, capaci di guardare al futuro, di essere un minimo lungimiranti. Se gli assessori continueranno a essere scelti col metodo Devona o il metodo Marseglia (in virtù dei voti portati e non delle competenze effettive) Crotone sprecherà l’ennesima occasione. Spenderanno una minima parte dei tanti soldi che arriveranno e poi diranno di aver fatto tanto e bla, bla, bla. No, fermatevi un attimo.
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Le Supercazzole di Vallone e del team Sculco

Per chiudere in bellezza questa squallida e noiosa campagna elettorale mancava solo la supercazzola finale a 5 giorni dal voto. Anzi, le supercazzole. Vallone si definisce «un buon sindaco» e minaccia la città annunciando la sua permanenza in politica, mentre gli sculchiani arrivano a parlare di Pugliese come del «comandante» di questa avventura. Il primo è un caso perso, un bugiardo cronico che vive su un altro pianeta, … Continua a leggere Le Supercazzole di Vallone e del team Sculco

Flora l’«orgogliosa» e il gretto provincialismo dei crotonesi

Pensavo che la politica italiana più brutta, quella del berlusconismo e del post berlusconismo, non avesse altro da offrire o che, quantomeno, non potesse fare proseliti in piccole e dimenticate realtà come quella crotonese. Mi sbagliavo. Evidentemente, quando ci pensavo, non tenevo conto del provincialismo marcio e dell’esistenza della famiglia Sculco, dinastia formatasi nei sindacati e – ahinoi – infiltratasi col tempo nella politica che conta. Attenzione: stiamo parlando della politica crotonese e parte di quella calabrese; politica d’accatto, senza uomini di statura e di livello, che conta nulla ma pur sempre di politica si tratta.

Prima che lo facesse fuori la magistratura, era Enzo a dare direttamente le carte sul tavolo: nel 2006, ai tempi della Margherita di cui era leader, ha contribuito in maniera notevole alla vittoria bulgara del centrosinistra di Vallone. Prima era stato in Provincia in qualità di vice presidente (di recente è stato condannato per danno erariale al risarcimento di undicimila euro nei confronti della stessa Provincia che amministrava) poi in Regione come consigliere, dove decadde ancora per mano di quella straordinaria entità che molti odiano ma che per fortuna esiste e ci ricorda con chi abbiamo a che fare.
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In controtendenza “Il Pitagorico” diventa cartaceo e arriva nei bar

“Il Pitagorico” vuole dimostrarsi controcorrente: in un’epoca in cui dalla carta si passa al web, questo blog ha deciso (per un solo numero) di passare alla stampata. Qualche decina di copie da distribuire nei principali bar della città col fine di arrivare a quella parte di cittadinanza che si informa ancora attraverso i mezzi tradizionali, dunque non consultando il web. Quelli che andremo a proporre … Continua a leggere In controtendenza “Il Pitagorico” diventa cartaceo e arriva nei bar

Peppino e il Pd, traditori e fallimentari

Sarebbe interessante capire quanto ViviCrotone, la campagna di promozione turistica voluta dal Comune di Crotone, abbia influito positivamente sulla stagione estiva di quest’anno; se i costi per la produzione del sito internet (privo della sezione eventi e contenente info errate) e del video (più suggestivo che concreto) siano in qualche modo rientrati e se non siano serviti soltanto per una squallida e solita copertina senza sostanza e infine se l’Assessorato al Turismo creda di aver fatto un buon lavoro con questa campagna di promozione al netto di una stagione priva di eventi di intrattenimento e d’aggregazione degni di nota.

Al di là della stoccata volutamente populista, ci sono alcuni punti da chiarire: è possibile definire ‘Stagione Estiva’, di una città a vocazione turistica (sulla carta), quella in cui i soli protagonisti sono stati la mancanza di eventi e un’imponente e ripetuta fuoruscita di liquami su spiagge, strade e in mare? Può essere tollerata e ancor più minimizzata una tale situazione, senza che nessuno se ne prenda le responsabilità? Che amministrazione può ancora legittimarsi dopo aver, con le proprie incompetenze, negato, derubato, resa inutile l’estate ad una città che d’estate e di sola estate vive? Solo una amministrazione così radicalmente malata, cosciente dei propri vizi, poteva continuare, con strafottenza e spocchia – tipiche di chi amministra interessi non proprio coniugati a quelli della città – questa folle corsa verso il nulla per poi magari ripresentarsi alle ‘Amministrative 2016’ vestita di bianco, come i Senatori dell’Antica Roma a mo’ di candida verginità politica. E guai a ricordare, a questi signoroni di stirpe, che il loro soggiorno nel palazzo di piazza della Resistenza si è dimostrato, oltreché deludente in merito alle promesse e dunque alle aspettative, totalmente fallimentare come quello di nessun altro prima. Nemmeno il commissario cittadino può permettersi di fare obiezioni: dopo un’intervista a La Provincia nella quale bocciava tutti e tutto, è stato costretto, dal suo stesso partito, a rivedere quanto dichiarato. Quando un partito si dice ‘Democratico‘.

LE PROMESSE E IL PROGRAMMA TRADITO

Maurizio Tricoli, dopo la succitata intervista, è stato costretto a rivedere e a puntualizzare. Aveva detto quello che è sotto gli occhi di tutti – anche a quelli di Vallone e compagni – e cioè che il patto con gli elettori e con la città è stato tradito, mai rispettato, depennato, infangato. “Ottanta… voglia di fare per Crotone” era il titolo del programmino elettorale di Vallone: dodici pagine in cui elencava i suoi progetti, le sue virtù, i suoi piani. In nome delle «forze rinnovatrici realmente interessate al cambiamento», Vallone aveva garantito che quella di Pitagora sarebbe divenuta «una città più umana, vivibile, sicura» con finalmente un Comune simile ad «una casa di vetro, dove il cittadino è il padrone di casa». Dopo quattro anni e mezzo (e nove e mezzo in totale) niente di tutto ciò è stato rispettato né tantomeno preso in considerazione: la residenza del Sindaco è tutto tranne che un posto accogliente per il cittadino e il riversamento dei liquami in mare è solo l’ultimo dei fattori che ne determinano l’assoluta invivibilità di Crotone. Continua a leggere “Peppino e il Pd, traditori e fallimentari”

Da Rocco Gaetani ai “Giovani Crotone”: la retorica gentista senza prospettive

Il “Gentismo” è una nuova – poi non più di tanto – corrente di pensiero nata sull’onda dilagante del “grillismo” che ha investito, in pieno, il nostro paese intorno al 2011. Non a caso, tra i suoi più illustri esponenti, spiccano i nomi dei vari Di Battista, Sibilia, Taverna; e tra i suoi simpatizzanti più agguerriti, un’orda impazzita di elettori Cinque Stelle. Dalla sua instaurazione, per merito di Beppe Grillo, la corrente ha però abbracciato diversi colori politici e strati sociali; a Destra, ad esempio, l’hanno adottata la Meloni e Salvini, a sinistra Landini. Essere “Gentista” significa occuparsi di tutti e di tutto, al di là dell’opportunità e delle competenze. Essere “Gentista” è oggi un dovere civico: altrimenti fai parte del male e della casta.

A livello nazionale, il “Gentista” medio, si caratterizza per la sua straordinaria attenzione verso problematiche di carattere economico, sociale e internazionale; passa infatti dall’affrontare discussioni sul debito greco a quelle sull’immigrazione, sino ad arrivare al padre dei problemi, che vede protagonisti i due Marò detenuti in India. Tutto questo con una velocità ed una semplicità tipiche di chi ha studiato nelle migliori università del globo, e può dunque dispensare consigli e porre sul tavolo soluzioni senza timore alcuno. Continua a leggere “Da Rocco Gaetani ai “Giovani Crotone”: la retorica gentista senza prospettive”

Un comitato inesistente e un doppio gioco irriverente: l’onestà di chi non ce l’ha

Chapeau. Il cappello non può che essere levato davanti a tanta buona volontà e dedizione. Spendere la domenica, per alcuni unico giorno di riposo, alla pulizia di Capo Colonna non può che essere un gesto da lodare, riprendere e perché no, anche emulare. Considerato poi, cosa di non poco conto, che il tutto è stato fatto gratuitamente e a proprie spese (guanti, sacchi).

Ora, pensandoci bene, l’intervento non è stato del tutto gratuito. Forse qualche entrata di natura non economica sarà stata preventivata da chi ha organizzato l’iniziativa. Già, chi ha organizzato l’iniziativa? Su Il Crotonese di martedì 17 febbraio 2015, Giuseppe Pipita, nell’articolo che riporta la notizia fa il nome del “Comitato #SalviamoCapoColonna”.

Qui ci troviamo di fronte ad uno strano caso di notizia nella notizia. Quella principale diventa proprio  l’esistenza del comitato. Infatti, le ultime, lo davano per sciolto, sbranato vivo dall’eccessivo protagonismo e dallo scarso senso comune di alcuni. Pipita invece lo da per vivo e vegeto, aggiungendo novità di rilievo: oltre al comitato e ai liberi cittadini – scrive -hanno preso parte all’iniziativa anche gli attivisti “No Cemento a Capo Colonna”.
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#OccupyCapoColonna: ipocrisia e spocchia. Facciamo il punto

Il ridicolo sta ormai oscurando ogni forma di lealtà politica e di confronto. L’ipocrisia, l’impreparazione e la voglia matta di esporsi col solo fine di farlo, stanno evidenziando tutta la mediocrità e la imparzialità di politici, giornalisti, opinionisti non richiesti, dirigenti, aspiranti politici, imbrattacarte, nullafacenti, finti cultori e di tutti coloro che hanno espresso, nei modi più erronei, la propria opinione su ciò che sta avvenendo ed è avvenuto a Capo Colonna. Hanno saputo strumentalizzare un riscatto cittadino accusandolo di essere a sua volta strumentalizzato. A tutti costoro va riconosciuto tale merito, perché figlio di esperienza politica deviata e pseudo giornalismo d’opinione. Tranquilli, avrete ciò che vi spetterà e la vostra, presunta quanto sbandierata, superiorità intellettuale non  subirà alcun regresso nella cerchia radical chic cui vi rifate sempre prima di proferire parola, che sia una. Detto ciò, quello che preme è mettere qualche puntino, di quelli grossi, su molte ma molte “I”.

Un paio di democratici, finti giovani, e qualche fascista poco incline al confronto, hanno sentenziato: quella di Capo Colonna è una battaglia politica, portata avanti dai Cinque Stelle, dunque strumentalizzata, alla quale, noi, non partecipiamo o ci impediscono di partecipare. Niente di più patetico, falso e incredibilmente strumentale da far invidia a Gasparri. Il comitato “Salviamo Capo Colonna” è nato in maniera spontanea. All’interno di esso è presente sì una buona fetta proveniente dal meet-up cittadino, ma anche e soprattutto liberi cittadini o, come il sottoscritto, di tutt’altro avviso politico. Ciò che questi signori non capiscono è che, diversamente da loro e dalla loro ambizione sfrenata, non tutti antepongono idee politiche ad ogni costo e non tutti, come loro, fingono di sentirsi in simbiosi con la propria terra, le proprie radici, di credere che sia davvero la cultura l’unico bene che un domani potrà ridare il pane a Crotone, salvo poi sgattaiolare non appena una miccia si accende. Continua a leggere “#OccupyCapoColonna: ipocrisia e spocchia. Facciamo il punto”