La bruttezza mentale del Pd e di Peppino Vallone

Se uno pensa male non potrà che scrivere male. Se uno è brutto dentro non potrà che togliere fuori bruttezze. Se un’amministrazione è intrisa di bruttezza mentale, vale a dire incapace di pensare al bello (il bene è utopia) per la città e i cittadini, non potrà che sfornare obbrobri clamorosi e mancare occasioni continuamente. E così hanno fatto Peppino Vallone e il Pd: in dieci anni – data la loro bruttezza di pensiero – hanno impoverito urbanisticamente la città, lasciato operette a metà o abbandonate a se stesse e, ovviamente, sprecato occasioni.

L’elenco, credetemi, potrebbe occupare almeno tre pezzi sul blog ma preferisco limitarmi a sottolineare quella che è forse l’opera più brutta e insensata (dopo gli omaggi a Pitagora e a Milone, ovviamente) che questa brutta e insensata amministrazione abbia lasciato alla città: la fontanella di fronte il cimitero. E pensare che la nomea di fontanaro è rimasta al compianto Senatore. Quella installata (alla meno peggio, giusto per mettere qualcosa come gli infiniti e orribili rondò che hanno invaso Crotone) di fronte il campo santo è il biglietto da visita di un uomo, Peppino Vallone, che non ha vissuto la città, non l’ha amata e non l’ha imparata a conoscere e di un partito, quello Democratico, che è ormai alla canna del gas culturalmente e politicamente, privo di nuove figure, azzannato dalla vecchia guardia provinciale che non vuole che le cose cambino. Col tacito consenso di tutti.
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Caro PD, fare non è sinonimo di bene: giù la maschera, zero alibi

Mio caro Partito Democratico di Crotone,
ti scrivo questa lettera per portarti a conoscenza di un concetto fondamentale che potrebbe anche ritornarti utile in futuro, nel caso, già da maggio, dovessi trovarti all’opposizione: fare non è sinonimo di bene. Sai, caro Partito Democratico, in questi lunghissimi e interminabili dieci anni, hai governato questa città, ereditando l’arduo compito dal compianto Pasquale Senatore, e non ne hai azzeccata una. In nessun ambito hai lasciato un segno tangibile, anzi. Molte partecipate sono fallite e tutte le tue promesse venute meno: siamo la provincia, tra le 5 calabresi, con il tasso più basso di differenziata. Solo il 10% stando ai dati di Arpacal di qualche giorno fa.

Hai fatto tanto in termini di opere, così come dice spesso tuo figlio Peppino, ma tra le tante non ce n’è una fatta bene e conservata nel tempo. Ti vanti di aver aperto 16 cantieri contemporaneamente ma non dici che molti di quei soldi, utilizzati per opere più che discutibili, provenivano dalle royalties e servivano come quota di partecipazione nel Consiglio d’Amministrazione dell’aeroporto Sant’Anna per tenere vivo lo scalo (oggi in vita ma in perenne rischio). Continua a leggere “Caro PD, fare non è sinonimo di bene: giù la maschera, zero alibi”

Gaspare Da Brescia: «Su Pitagora e Milone vandalismo culturale»

Il sogno più grande dello scultore Gaspare Da Brescia è quello «di una Crotone che si riappropri della sua storia e della sua identità culturale». Lui, crotonese di nascita ma residente in Sardegna, da oltre 30 anni esporta nel mondo il nome della città e il mito dei suoi personaggi più illustri attraverso la bellezza e l’unicità delle sue opere.

Tanto è l’amore verso il suo lavoro e la sua cittadina che in passato ha dato vita ad un «laboratorio artistico e di stimolo» dal quale è uscito fuori una sorta di “Progetto Partecipativo” sostenuto da cittadini di ogni età e volontari dediti non solo ad imparare le tecniche scultoree ma a capire come potersi «riappropriare della città dal punto di vista culturale». L’idea si dimostrò vincente al punto che da quella esperienza nacque, nell’ambito di una visione più ampia di pitagorismo artistico, la ormai celebre statua bronzea, di oltre tre metri, che il maestro dedicò a Pitagora.

L’interesse e il gradimento generale nati intorno all’opera, suscitarono e stuzzicarono le velleità di amministrazioni e politici in generale. All’inizio le attenzioni furono tante e tante furono le intenzioni più o meno esplicite di una volontà concreta verso l’intero progetto culturale. Come spesso succede però, passarono i mesi e nessuno più si ricordò della statua. Forse anche per la libertà di pensiero dell’artista che non si schiera e segue solo la sua arte come quando, negli anni 2000, rifiutò la proposta dell’allora sindaco Senatore di realizzare il tanto chiacchierato “Gladio”. Continua a leggere “Gaspare Da Brescia: «Su Pitagora e Milone vandalismo culturale»”

Statua a Pitagora: come è stato scelto e quanto è costato l’architetto?

Manca poco al completamento dell’opera dedicata a Pitagora, voluta dal Comune di Crotone e progettata dall’architetto Salvatore Ruperto, situata vicino il Cinema Teatro Apollo.

Al di là delle considerazioni passate sull’opportunità di collocarla in un piccolo spartitraffico triangolare, distante dalla piazza principale, e senza commentarne l’estetica, una serie di dubbi – leciti e senza riserve – si presentano alla porta dopo aver letto il nome dell’architetto.

Mi chiedo, infatti, se il Comune di Crotone abbia presentato un bando per la progettazione della statua da dedicare al matematico e, ancora, l’ammontare del totale speso tra la prestazione dell’architetto, i lavori e i materiali utilizzarli per la realizzazione.

Al momento pare che non sia dato saperlo. O meglio: il Comune non ha reso pubblico e fruibile nessun dato a riguardo. Continua a leggere “Statua a Pitagora: come è stato scelto e quanto è costato l’architetto?”

Comunali 2016: non si muove foglia che Sculco non voglia

Gli anni passano, la giustizia fa il suo corso ma il Denis Verdini di Strongoli non ha nessuna voglia di mollare il suo scettro e liberare la politica crotonese dal giogo dei suoi umori: è difatti – ancora – il parere di Enzo Sculco a determinare le alleanze della politica crotonese nonché il futuro della città stessa.

Alle Elezioni Amministrative 2016” non manca molto, anzi: il tempo stringe (mancano sei mesi) al punto che le forze politiche locali si stanno muovendo per fare quadrare una situazione assai instabile e collocarsi, politicamente e strategicamente, prima che sia troppo tardi.

Partiti, partitini e associazioni hanno tutti lo stesso problema: che cosa farà sua eminenza Enzo Sculco? Andrà a destra, a sinistra o da solo? Trovare risposta a questo interrogativo è difficile per tutti, forse anche per Sculco stesso che, negli anni, ne ha provate diverse. Nel 2006 scelse la compagnia di Via Panella contribuendo, e non poco, alla vittoria bulgara del centrosinistra e di Vallone (77%); nel 2011 invece, dopo i dissapori maturati nella precedente legislatura, decise di correre da solo. O meglio: viste le condanne definitive che si porta sul groppone, Enzo è costretto a stare dietro le quinte proprio come nel 2011 quando candidò a sindaco Giusy Regalino.

L’esperimento sculchiano della società civile in politica non funzionò: davanti alla Regalino arrivarono, in ordine, Senatore, la Bianchi e Vallone. Nonostante la sconfitta, la sua scissione dal PD portò questi prima al ballottaggio – a differenza del 2006 quando il centrodestra prese un misero 22% –   con la Bianchi e poi alla seconda elezione di Peppino Vallone.

Quello del 2011 fu comunque un anno importante per la famiglia Sculco: la figlia Flora entrò per la prima volta in consiglio comunale, con oltre 600 preferenze e nemmeno un comizio, riprendendo ufficialmente la storia politica del papà, interrotta dai processi prima e dalle condanne in definitiva poi. Continua a leggere “Comunali 2016: non si muove foglia che Sculco non voglia”

Dove sono le serate per Rino e i musei per Pitagora?

Al di là di ogni generalizzazione possiamo certamente dire che Crotone è stata una città, soprattutto in un passato non troppo remoto della nostra civiltà, con grandi nomi. Ovviamente quelli che vengono citati più spesso sono Pitagora e Rino Gaetano, intesi quasi come baluardi di un prestigio ormai perso. Quello che più mi colpisce non è tanto il fatto che la cittadinanza si fermi a questi due personaggi trascurando quella che è stata una grande scuola e tradizione di pensiero (oppure anche chi ha fatto la storia cittadina del ‘900!), ma piuttosto che si preferisca fermarsi qui e farlo male.

Il 29 ottobre di ogni anno (così come il 2 giugno) ne è un chiaro esempio: il 29 ottobre appunto, ricorre il compleanno del cantautore Rino Gaetano e ovviamente in questa data, la comunità cittadina viene – solo sui social ahinoi – allo scoperto per ricordare (giustamente) Rino. Dov’è il problema? Non è possibile pensare di ridursi ad un ricordo sterile, un po’ forzato e voluto soltanto quasi per campare di rendita su quei due baluardi, maltrattati tra l’altro, citati prima. Come è possibile che l’intera comunità cittadina si limiti alla condivisione di qualche canzone e a dire «Noi abbiamo inventato la matematica»? Continua a leggere “Dove sono le serate per Rino e i musei per Pitagora?”

L’eterna inconsistenza politica dei rappresentanti calabresi

Undici settembre 2015, la Camera dei Deputati avrebbe dovuto discutere della “… perdurante situazione di grave crisi del mezzogiorno”.

I presenti erano solo undici, mentre venti deputati Calabresi hanno evidentemente dedotto che la discussione non era degna di rilevanza: in fondo, non è loro interesse il fatto che la Calabria e il cosiddetto mezzogiorno in generale (che da questo momento in poi chiamerò “Napoli”, dal nome nostra antica Capitale e da cui si è delineata la nostra secolare identità nazionale, elemento nodale per le sorti della nostra storia e del nostro futuro) continuino a perire sotto i colpi assestati del colonialismo Italiano e dal suo egoismo patriottico, che sacrifica la nostra società al suo altare pur mantenerci come principale mercato di sbocco (a discapito della nostra economia, in perpetua agonia da due secoli e soffocata dall’imprenditoria del così detto “nord”), che priva Napoli della possibilità di avere una degna rete infrastrutturale, che ci disconosce la facoltà di essere padroni delle nostre risorse (umane, territoriali, politiche ed economiche), riconoscendo la nostra utilità come grande bacino di voti da modellare a sua discrezione attuando politiche clientelari o come cassaforte da cui attingere liquidità, scippando finanziamenti assegnati alle nostre regioni altrove, metodi con cui si suole consacrare la politica colonialista Italiana volta a mantenere le nostre regioni volutamente in sottosviluppo. Vi sono stati esempi pratici, forse chi ha la memoria lunga certamente lo ricorderà. Continua a leggere “L’eterna inconsistenza politica dei rappresentanti calabresi”

La Gabbia di Paragone e la speculazione sulla Calabria

Fuori piove, non è tempo per stare in giro. Decido dunque di rimanere a casa: birretta e tv. La scelta è tra “Squadra Antimafia” e “La Gabbia”, talk politico. La fiction italiana, per usare un eufemismo, non mi fa impazzire. Mi sintonizzo quindi su La7. Per chi non lo conoscesse, “La Gabbia” è un programma televisivo iper – populista, dove i problemi e i fatti di cronaca del Paese vengono enfatizzati, pompati, portati al limite del ridicolo e a volte dell’incredibile. Come quasi in tutti gli altri programmi del genere, anche da Paragone gli argomenti sono i soliti: immigrazione, casta e l’immancabile ‘clan’ dei Casamonica; trend topic, insieme ai cinghiali e alle pasticche al Cocoricò, dell’estate italiana 2015.

Dopo la solita filosofata di dubbia attendibilità di un tale Fusaro, il solito attacco del leghista di turno e la solita difesa della Kyenge sul tema immigrazione, l’attenzione si sposta sul funerale «in stile padrino» di Vittorio Casamonica, con l’immancabile e improbabile servizio a mo’ di reportage di guerra, con tanto di musichette ansiose, riprese mosse e parolacce. Continua a leggere “La Gabbia di Paragone e la speculazione sulla Calabria”