La bruttezza mentale del Pd e di Peppino Vallone

Se uno pensa male non potrà che scrivere male. Se uno è brutto dentro non potrà che togliere fuori bruttezze. Se un’amministrazione è intrisa di bruttezza mentale, vale a dire incapace di pensare al bello (il bene è utopia) per la città e i cittadini, non potrà che sfornare obbrobri clamorosi e mancare occasioni continuamente. E così hanno fatto Peppino Vallone e il Pd: in dieci anni – data la loro bruttezza di pensiero – hanno impoverito urbanisticamente la città, lasciato operette a metà o abbandonate a se stesse e, ovviamente, sprecato occasioni.

L’elenco, credetemi, potrebbe occupare almeno tre pezzi sul blog ma preferisco limitarmi a sottolineare quella che è forse l’opera più brutta e insensata (dopo gli omaggi a Pitagora e a Milone, ovviamente) che questa brutta e insensata amministrazione abbia lasciato alla città: la fontanella di fronte il cimitero. E pensare che la nomea di fontanaro è rimasta al compianto Senatore. Quella installata (alla meno peggio, giusto per mettere qualcosa come gli infiniti e orribili rondò che hanno invaso Crotone) di fronte il campo santo è il biglietto da visita di un uomo, Peppino Vallone, che non ha vissuto la città, non l’ha amata e non l’ha imparata a conoscere e di un partito, quello Democratico, che è ormai alla canna del gas culturalmente e politicamente, privo di nuove figure, azzannato dalla vecchia guardia provinciale che non vuole che le cose cambino. Col tacito consenso di tutti.
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Le Supercazzole di Vallone e del team Sculco

Per chiudere in bellezza questa squallida e noiosa campagna elettorale mancava solo la supercazzola finale a 5 giorni dal voto. Anzi, le supercazzole. Vallone si definisce «un buon sindaco» e minaccia la città annunciando la sua permanenza in politica, mentre gli sculchiani arrivano a parlare di Pugliese come del «comandante» di questa avventura. Il primo è un caso perso, un bugiardo cronico che vive su un altro pianeta, … Continua a leggere Le Supercazzole di Vallone e del team Sculco

Senza una classe dirigente non avremo mai una città

In dieci anni di agonia vallosculchiana prima e solo Democratica poi, Crotone non ha fatto passi avanti. Anzi, il suo modus vivendi è palesemente peggiorato rispetto al 2006. Un dato, questo, sotto gli occhi di tutti salvo quelli del sindaco e degli assessori, persi in patetici comunicati stampa in cui, da una parte, elogiano il loro lavoro decennale (tipo aver perso 1,5 milioni di euro per i lavori di Via Tellini?) e, dall’altra, si giustificano con i limiti che i comuni hanno in questo difficile periodo di crisi. Per carità, la situazione dei Comuni italiani non è rosea, ciononostante mantenere una città in ordine, pulita, rendendola vivibile e minimamente funzionale alle esigenze del cittadino non richiede tanto un dispendio di tipo economico (e non stiamo qui a parlare degli sprechi e delle consulenze agli amici di cui si è reso protagonista il Pd in dieci anni) quanto uno di energie e visione, capacità di pensare e mettere in atto progetti sostenibili ai fini di una città più viva.

In dieci anni – persi tra rimpasti, contentini e liti interne – non un progetto a lungo termine, non una riqualificazione fatta bene; solo pastrocchi lasciati a metà e realizzati in maniera superficiale, senza alcuna attenzione ai dettagli. Tanti lavori – molti dei quali con soldi destinati ad altro, tipo all’aeroporto – fatti male, conseguiti solo per mettere una pezza ma senza alcuna visione precisa. Data la concezione, triste, che hanno del ruolo dell’amministratore, credono basti mettere due mattonelle per poter dire di aver «fatto» qualcosa, sentendosi in pace con loro stessi ma ancor di più con la pubblica opinione (che da queste parti è molto limitata). Non mettono in conto che non è dal numero di interventi che si valuta il lavoro di una classe dirigente – attiva per dieci lunghi anni sul territorio – bensì dalla qualità e dalla funzionalità di essi, nonché dalla adattabilità che avranno alle esigenze di domani.
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Senza dignità: Vallone e Pantisano stendono il tappeto rosso alla Bianchi

Prima ancora che venisse ufficializzata la nomina di Dorina Bianchi a Sottosegretaria alla Cultura, si era già avanzata la possibilità che il Partito Democratico di Crotone potesse riservare un posto di rilievo alla regina del trasformismo politico e delle assenza in consiglio comunale (meno di dieci, infatti, le presenze in quasi cinque anni). Dopo la nomina c’è stata l’ufficialità: Dorina Bianchi appoggerà i dem alle imminenti Comunali 2016, … Continua a leggere Senza dignità: Vallone e Pantisano stendono il tappeto rosso alla Bianchi

Crotone non sarà mai Cosenza

Cosenza ha regalato alla Calabria un esempio di modello città, di come si pensa una città e da città e di come si amministra. E’ vero, Cosenza non è Milano e ha diverse mancanze ma anche Milano ha le sue ma rimane pur sempre Milano. Non difendo mai il sud per partito preso, tutt’altro. Questa volta però ho visto una città veramente viva, di avanguardia. Una città che ha tenuto una sorta di Lectio Magistralis al resto della Calabria. Certo, siamo a ridosso delle Elezioni Amministrative e Mario Occhiuto – come sostengono lecitamente i suoi detrattori – avrà evidentemente puntato tanto su questo evento – e un Capodanno bene organizzato non è la panacea di tutti i mali – ma la politica è anche questo e spesso la qualità e il fiuto dei suoi uomini si vedono soprattutto in questi casi.

Ha organizzato tutto questo perché vuole essere riconfermato a maggio? Probabile, (fa politica mica gioca a Master Chef) ma ci è riuscito in pieno; ha fatto scuola; ha consacrato la sua città a capitale della Calabria. Cosenza è una città moderna rispetto alle sue quattro cugine. E’ una città viva. E le oltre 150.000 persone che hanno popolato le tante piazze allestite, tutte attive e diverse, nella notte più lunga dell’anno, sono solo una conferma. Cosenza, da molti anni, ha ormai acquisito il profilo di città vera, con la c maiuscola.

La strada ancora è lunga (siamo sempre in Calabria e lo dico senza alcuna retorica ma con il realismo di chi conosce bene questa regione e il meridione) ma ha un orizzonte, si ispira a modelli a lei superiori. E’ questo che fa la differenza tra chi si pone l’obiettivo di migliorarsi e chi invece stando fermo riesce addirittura a regredire. Continua a leggere “Crotone non sarà mai Cosenza”

Statua a Pitagora: come è stato scelto e quanto è costato l’architetto?

Manca poco al completamento dell’opera dedicata a Pitagora, voluta dal Comune di Crotone e progettata dall’architetto Salvatore Ruperto, situata vicino il Cinema Teatro Apollo.

Al di là delle considerazioni passate sull’opportunità di collocarla in un piccolo spartitraffico triangolare, distante dalla piazza principale, e senza commentarne l’estetica, una serie di dubbi – leciti e senza riserve – si presentano alla porta dopo aver letto il nome dell’architetto.

Mi chiedo, infatti, se il Comune di Crotone abbia presentato un bando per la progettazione della statua da dedicare al matematico e, ancora, l’ammontare del totale speso tra la prestazione dell’architetto, i lavori e i materiali utilizzarli per la realizzazione.

Al momento pare che non sia dato saperlo. O meglio: il Comune non ha reso pubblico e fruibile nessun dato a riguardo. Continua a leggere “Statua a Pitagora: come è stato scelto e quanto è costato l’architetto?”

Peppino e il Pd, traditori e fallimentari

Sarebbe interessante capire quanto ViviCrotone, la campagna di promozione turistica voluta dal Comune di Crotone, abbia influito positivamente sulla stagione estiva di quest’anno; se i costi per la produzione del sito internet (privo della sezione eventi e contenente info errate) e del video (più suggestivo che concreto) siano in qualche modo rientrati e se non siano serviti soltanto per una squallida e solita copertina senza sostanza e infine se l’Assessorato al Turismo creda di aver fatto un buon lavoro con questa campagna di promozione al netto di una stagione priva di eventi di intrattenimento e d’aggregazione degni di nota.

Al di là della stoccata volutamente populista, ci sono alcuni punti da chiarire: è possibile definire ‘Stagione Estiva’, di una città a vocazione turistica (sulla carta), quella in cui i soli protagonisti sono stati la mancanza di eventi e un’imponente e ripetuta fuoruscita di liquami su spiagge, strade e in mare? Può essere tollerata e ancor più minimizzata una tale situazione, senza che nessuno se ne prenda le responsabilità? Che amministrazione può ancora legittimarsi dopo aver, con le proprie incompetenze, negato, derubato, resa inutile l’estate ad una città che d’estate e di sola estate vive? Solo una amministrazione così radicalmente malata, cosciente dei propri vizi, poteva continuare, con strafottenza e spocchia – tipiche di chi amministra interessi non proprio coniugati a quelli della città – questa folle corsa verso il nulla per poi magari ripresentarsi alle ‘Amministrative 2016’ vestita di bianco, come i Senatori dell’Antica Roma a mo’ di candida verginità politica. E guai a ricordare, a questi signoroni di stirpe, che il loro soggiorno nel palazzo di piazza della Resistenza si è dimostrato, oltreché deludente in merito alle promesse e dunque alle aspettative, totalmente fallimentare come quello di nessun altro prima. Nemmeno il commissario cittadino può permettersi di fare obiezioni: dopo un’intervista a La Provincia nella quale bocciava tutti e tutto, è stato costretto, dal suo stesso partito, a rivedere quanto dichiarato. Quando un partito si dice ‘Democratico‘.

LE PROMESSE E IL PROGRAMMA TRADITO

Maurizio Tricoli, dopo la succitata intervista, è stato costretto a rivedere e a puntualizzare. Aveva detto quello che è sotto gli occhi di tutti – anche a quelli di Vallone e compagni – e cioè che il patto con gli elettori e con la città è stato tradito, mai rispettato, depennato, infangato. “Ottanta… voglia di fare per Crotone” era il titolo del programmino elettorale di Vallone: dodici pagine in cui elencava i suoi progetti, le sue virtù, i suoi piani. In nome delle «forze rinnovatrici realmente interessate al cambiamento», Vallone aveva garantito che quella di Pitagora sarebbe divenuta «una città più umana, vivibile, sicura» con finalmente un Comune simile ad «una casa di vetro, dove il cittadino è il padrone di casa». Dopo quattro anni e mezzo (e nove e mezzo in totale) niente di tutto ciò è stato rispettato né tantomeno preso in considerazione: la residenza del Sindaco è tutto tranne che un posto accogliente per il cittadino e il riversamento dei liquami in mare è solo l’ultimo dei fattori che ne determinano l’assoluta invivibilità di Crotone. Continua a leggere “Peppino e il Pd, traditori e fallimentari”

Con Vallone persi 10 anni tra rimpasti, contentini e incompetenze

Peppino, grazie di tutto. Finalmente hai posato la ciliegina su quella torta putrida che è diventata Crotone soprattutto grazie a te e ai tuoi ominicchi. Ancora grazie, Peppino, per aver reso possibile la negazione dell’estate ad una città che solo d’estate e di estate vive. Conoscendoti, non potevi apprestarti a lasciare la guida della città (tra meno di un anno) senza palesarci, con l’ennesimo gesto eclatante, la tua incompatibilità con l’arte dell’amministrare. Incapace e senza sentimenti, hai trasformato questa città in una fogna sociale e culturale, distruggendo anche il più piccolo pezzo di libertà e speranza: il mare. Sì Peppino, la vergogna nazionale riversatasi sulle nostre spiagge e nel nostro mare è da attribuire a te e alla tua giunta di uomini con più ombre che meriti e competenze. Hai nominato quello scienziato di Michele Marseglia all’ambiente che nemmeno una settimana prima della rottura del sistema fognario garantiva a tutti la balneazione, attaccando addirittura, con arroganza, Goletta Verde per i suoi prelievi che evidenziavano le solite problematiche irrisolte.

E’ proprio per le (innumerevoli) solite problematiche irrisolte che la fogna continua da giorni a confluire in mare. Sono anni che si denuncia questo malfunzionamento e sono anni che tu, uomo senza sostanza e polso quando si tratta di realizzazione progetti e amministrazione responsabile, amministri questa città senza guardarla mai in faccia, deviando in maniera spregiudicata i suoi problemi,  preferendo fare orecchie da mercante, restituire favori, realizzare contentini. Continua a leggere “Con Vallone persi 10 anni tra rimpasti, contentini e incompetenze”

Quello di Crotone: il PD che non c’è

Ernesto Magorno, dopo le dimissioni di Sergio Contarino, nomina Maurizio Tricoli segretario cittadino del PD crotonese. Che strano, non fosse arrivata la nomina di Tricoli a rinfrescare la memoria, probabilmente nessuno si sarebbe accorto, o ricordato, dell’esistenza del circolo cittadino del Partito Democratico. Infatti, nonostante da circa dieci anni, gli uomini di Via Panella abbiano in mano le redini della città, le loro attività restano sconosciute ai cittadini. Nessuno infatti è a conoscenza di ciò che il PD crotonese produce sul territorio. Talmente sono distanti dal concetto di “comunità”, come tutto il PD calabrese del resto, che non hanno mai curato il loro sito internet che ora, addirittura, risulta irraggiungibile (a parte un blog non più aggiornato dal 2013). Potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma l’attenzione e il tempo che si dedicano alla comunicazione, risultano essere il miglior biglietto da visita per un partito. Insieme alla qualità di essa, ovviamente. Difatti, un partito senza un sito internet attivo, nell’era dei social media, e senza una minima comunicazione social, è un partito inesistente, che palesa la propria incapacità; ancor di più in una città, in un territorio, come Crotone dove la partecipazione, l’interessamento all’attualità politica, sono ai minimi termini. Se qualcuno decidesse, nel 2015, di fare una ricerca sul PD pitagorico, sulle sue attività, i suoi dirigenti e tutte quelle info utili ad un elettore così come ad un giornalista, non troverebbe nulla se non un indirizzo mail, per di più improponibile per un partito (73margal@gmail.com). Continua a leggere “Quello di Crotone: il PD che non c’è”

Vallone ha preferito le rotonde ai voli: le velleità di un uomo irresponsabile

Vallone, non meno di due mesi fa, ricordava alla popolazione, ai microfoni di Lino Polimeni, di essere l’artefice degli oltre 10 cantieri aperti in città. Lo faceva come punto di arrivo di una giunta. Come dire che questa giunta si è mossa sul territorio e ha promosso la riqualificazione urbana.

Senza andare nello specifico più di tanto, dunque tralasciando l’opportunità di avere così tante rotonde inutili ed esteticamente deleterie, la cosa che desta scalpore, sconcerto e odio è la provenienza dei soldi utilizzati per realizzare queste opere di così scarso profilo: le royalties destinate al sostentamento della società aeroportuale del Sant’Anna. In poche parole Vallone, in vista della scadenza del mandato, ha pensato di utilizzare i fondi della sopravvivenza di un territorio per puri fini propagandistici; va da sé che aprire cantieri in città ha più risonanza mediatica e sociale che investire burocraticamente in una società, nonostante l’importanza vitale che questo comporti. Ci troviamo difronte, oggi più che mai, all’incapacità amministrativa di un sindaco (forse il peggiore della storia) e di un partito, il PD crotonese, distrutto anche e sopratutto dall’ambizione e dalla volontà di non mollare l’osso di Vallone e i suoi. Continua a leggere “Vallone ha preferito le rotonde ai voli: le velleità di un uomo irresponsabile”