Il Pd bacia la pantofola di Enzo Sculco senza alcuna vergogna

Che il Pd crotonese fosse peggio di Enzo Sculco lo si sapeva già. Lo scrivemmo tempo fa qui su Il Pitagorico. Un partito animato dalla peggiore classe dirigente che la città abbia mai conosciuto, divorato vivo dalle grandi ambizioni di piccoli e insignificanti personaggi politici. E’ un partito, quello di Crotone, che non esiste: non hanno una linea, non hanno un capo né un’idea che sia una e per di più sono senza uno straccio di personalità di rilievo. Tanto è vero che non appena si avvicina una qualsiasi elezione il loro primo pensiero è contattare Enzo Sculco per trovare un accordo. Gente senza talento. Gente politicamente insignificante. Se a Sculco sta bene, l’accordo si trova e loro sguazzano più o meno serenamente nei voti del ras, in caso contrario questo li rimanda a casa senza pagnotta.

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Flora cavallo di Troia, Ugo specchietto per le allodole: così Sculco impugna il Pd

Queste ultime comunali non ci hanno solo detto che il Pd crotonese è morto sotto i colpi del latifondismo e del provincialismo dei suoi attori storici, incapaci di rinnovare perché incapaci di prescindere dal succulento quanto mortificante status quo, ma di fatto hanno legittimato la famiglia Sculco sulla scena politica calabrese. Ebbene sì, la candidatura di Ugo Pugliese non aveva altro scopo che assaltare il fortino così da aggiungere allo scranno di Flora in Consiglio Regionale anche il Comune di Crotone. Oggi, a conti fatti, la famiglia Sculco ritorna prepotentemente sulla scena politica calabrese dopo alcuni anni di stop, dovuti ai guai giudiziari di Enzo, interdetto in maniera perpetua dai pubblici uffici. Ma andiamo con ordine e proviamo a capire meglio.

Flora è stata eletta nel 2011 in Consiglio Comunale con oltre 600 preferenze (bazzecole se confrontate agli oltre 1000 voti del demokratico Enrico Pedace). Molti, tra cui l’ex consigliere comunale nonché candidato a sindaco di CrotoneLibera Fabrizio Meo, raccontano di una sua opposizione blanda nei confronti della maggioranza di Vallone. Insomma, sfumata l’elezione della voce di Crotone, Giusy Regalino (poi passata addirittura in Forza Italia), la famiglia pare abbia deciso di condurre un’opposizione meno dura possibile nei confronti di quelli che, a distanza di 5 anni, sarebbero poi diventati gli avversari da battere «per liberare la città». Non a caso, tre anni dopo (novembre 2014), e cioè a due dalla fine del secondo mandato valloniano, Flora tenta il salto nella politica regionale, che le riesce alla grande, diventando così l’unica donna eletta in Consiglio con la bellezza di 9.000 preferenze. Entra a Palazzo degli Itali con la lista #CalabriainRete (mamma di #CrotoneinRete) creata ad hoc per le elezioni, sostenendo la candidatura del comunista della Sila Mario Oliverio. Dunque, a giunta formata, Flora si ritrova in una posizione assai bizzarra e apparentemente scomoda: con la poltrona da onorevole è in maggioranza col Pd, mentre con quella misera da consigliere comunale è – formalmente – all’opposizione dello stesso partito. Quest’ultima la lascerà a qualche mese dalle amministrative. Quella che appariva incoerenza non era altro che strategia. Di quelle più contorte e diaboliche.
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Caro PD, fare non è sinonimo di bene: giù la maschera, zero alibi

Mio caro Partito Democratico di Crotone,
ti scrivo questa lettera per portarti a conoscenza di un concetto fondamentale che potrebbe anche ritornarti utile in futuro, nel caso, già da maggio, dovessi trovarti all’opposizione: fare non è sinonimo di bene. Sai, caro Partito Democratico, in questi lunghissimi e interminabili dieci anni, hai governato questa città, ereditando l’arduo compito dal compianto Pasquale Senatore, e non ne hai azzeccata una. In nessun ambito hai lasciato un segno tangibile, anzi. Molte partecipate sono fallite e tutte le tue promesse venute meno: siamo la provincia, tra le 5 calabresi, con il tasso più basso di differenziata. Solo il 10% stando ai dati di Arpacal di qualche giorno fa.

Hai fatto tanto in termini di opere, così come dice spesso tuo figlio Peppino, ma tra le tante non ce n’è una fatta bene e conservata nel tempo. Ti vanti di aver aperto 16 cantieri contemporaneamente ma non dici che molti di quei soldi, utilizzati per opere più che discutibili, provenivano dalle royalties e servivano come quota di partecipazione nel Consiglio d’Amministrazione dell’aeroporto Sant’Anna per tenere vivo lo scalo (oggi in vita ma in perenne rischio). Continua a leggere “Caro PD, fare non è sinonimo di bene: giù la maschera, zero alibi”

Quello di Crotone: il PD che non c’è

Ernesto Magorno, dopo le dimissioni di Sergio Contarino, nomina Maurizio Tricoli segretario cittadino del PD crotonese. Che strano, non fosse arrivata la nomina di Tricoli a rinfrescare la memoria, probabilmente nessuno si sarebbe accorto, o ricordato, dell’esistenza del circolo cittadino del Partito Democratico. Infatti, nonostante da circa dieci anni, gli uomini di Via Panella abbiano in mano le redini della città, le loro attività restano sconosciute ai cittadini. Nessuno infatti è a conoscenza di ciò che il PD crotonese produce sul territorio. Talmente sono distanti dal concetto di “comunità”, come tutto il PD calabrese del resto, che non hanno mai curato il loro sito internet che ora, addirittura, risulta irraggiungibile (a parte un blog non più aggiornato dal 2013). Potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma l’attenzione e il tempo che si dedicano alla comunicazione, risultano essere il miglior biglietto da visita per un partito. Insieme alla qualità di essa, ovviamente. Difatti, un partito senza un sito internet attivo, nell’era dei social media, e senza una minima comunicazione social, è un partito inesistente, che palesa la propria incapacità; ancor di più in una città, in un territorio, come Crotone dove la partecipazione, l’interessamento all’attualità politica, sono ai minimi termini. Se qualcuno decidesse, nel 2015, di fare una ricerca sul PD pitagorico, sulle sue attività, i suoi dirigenti e tutte quelle info utili ad un elettore così come ad un giornalista, non troverebbe nulla se non un indirizzo mail, per di più improponibile per un partito (73margal@gmail.com). Continua a leggere “Quello di Crotone: il PD che non c’è”