Nervosismo e querele a casa Sculco: Gratteri ha distrutto i sogni di Flora

Enzo Sculco è un uomo freddo. Non lo smuove niente. E’ una montagna umana. Con un curriculum politico spaventosamente compromesso come il suo, pochi avrebbero avuto ancora la forza e la faccia di continuare, a testa alta, la corsa verso la riconquista di tutto ciò che, in seguito alle condanne e all’interdizione, aveva perso. E oggi ce l’ha fatta. O quasi. La ciliegina mancante è di quelle assai gustose e prelibate. Si chiama Montecitorio. Lì, Enzo, non ha ancora piantato bandiera. Questa è forse l’unica occasione che ha per poter conquistare un pezzo di Roma. Ma le cose, che sembravano procedere per il verso giusto, nonostante i soliti malumori di quei pochissimi esponenti del Pd che i voti del Ras non li vogliono, si stanno mettendo male. Il rischio concreto è che Flora resti a Crotone sebbene abbia tanti voti, come ha rimarcato in più occasioni la stessa leonessa, un po’ acciaccata, di Crotone. Continua a leggere “Nervosismo e querele a casa Sculco: Gratteri ha distrutto i sogni di Flora”

La bruttezza mentale del Pd e di Peppino Vallone

Se uno pensa male non potrà che scrivere male. Se uno è brutto dentro non potrà che togliere fuori bruttezze. Se un’amministrazione è intrisa di bruttezza mentale, vale a dire incapace di pensare al bello (il bene è utopia) per la città e i cittadini, non potrà che sfornare obbrobri clamorosi e mancare occasioni continuamente. E così hanno fatto Peppino Vallone e il Pd: in dieci anni – data la loro bruttezza di pensiero – hanno impoverito urbanisticamente la città, lasciato operette a metà o abbandonate a se stesse e, ovviamente, sprecato occasioni.

L’elenco, credetemi, potrebbe occupare almeno tre pezzi sul blog ma preferisco limitarmi a sottolineare quella che è forse l’opera più brutta e insensata (dopo gli omaggi a Pitagora e a Milone, ovviamente) che questa brutta e insensata amministrazione abbia lasciato alla città: la fontanella di fronte il cimitero. E pensare che la nomea di fontanaro è rimasta al compianto Senatore. Quella installata (alla meno peggio, giusto per mettere qualcosa come gli infiniti e orribili rondò che hanno invaso Crotone) di fronte il campo santo è il biglietto da visita di un uomo, Peppino Vallone, che non ha vissuto la città, non l’ha amata e non l’ha imparata a conoscere e di un partito, quello Democratico, che è ormai alla canna del gas culturalmente e politicamente, privo di nuove figure, azzannato dalla vecchia guardia provinciale che non vuole che le cose cambino. Col tacito consenso di tutti.
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Peggio di Sculco c’è solo il Pd

Quello che sta avvenendo in queste ultime ore sul fronte alleanze è deplorevole. La nonchalance del Pd nell’acchiappare voti da tutte le parti incute timore per il futuro. In poche ore hanno accettato i voti del Nuovo Centro Destra di Tonino Gentile (il cinghiale, per intenderci), di Ottavio Tesoriere (quindi anche i voti di Matteo Salvini) e di Dorina Bianchi (sì, quella che il Pd ha demonizzato per quattro anni e mezzo e cioè fin quando Renzi non l’ha nominata Sottosegretaria). Succede che un partito dichiaratamente di sinistra vincerà il ballottaggio grazie ai voti della destra. Anzi, della destraccia visti i nomi. La rivoluzionaria in cattedra, Rosanna Barbieri, dovrebbe spiegare ai crotonesi come sia possibile e cosa l’abbia spinta ad accettare i voti di Salvini, dei fratelli Gentile (dunque di Piero Aiello) e di Dorina Bianchi (questi scontati come il penoso livello della campagna elettorale). Deve spiegarlo prima che arrivi ad indossare la fascia tricolore. E deve dire alla città quali contropartite darà ai suoi alleati last – minute.

Sarà costretta a dare l’ennesimo assessorato all’immancabile dottor Capocasale, passato più volte da sinistra a destra? E’ questo il rinnovamento di cui parla (anzi, blatera a questo punto) la dama di Peppino Vallone? Ci vuole davvero fegato ad abbracciare chiunque per vincere a tutti i costi e contemporaneamente dirsi portatori di rinnovamento. Anche perché i sostenitori a spada tratta della «prima candidata donna del centrosinistra» devono capire che i voti che arrivano dovranno poi essere compensati con qualcosa. Non è un incontro di beneficenza. Dunque, se dovrà dare poltrone ai vari Tesoriere e Capocasale (e non solo, vista la mole di voti di certi consiglieri eletti) con quali strumenti metterà in campo il rinnovamento? Evidentemente con quelli delle chiacchiere, tanto care ai galantuomini di via Panella che non sdegnano nemmeno i voti di Matteo Salvini. Mancano solo quelli di Forza Nuova e poi il quadro è completo.
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Senza dignità: Vallone e Pantisano stendono il tappeto rosso alla Bianchi

Prima ancora che venisse ufficializzata la nomina di Dorina Bianchi a Sottosegretaria alla Cultura, si era già avanzata la possibilità che il Partito Democratico di Crotone potesse riservare un posto di rilievo alla regina del trasformismo politico e delle assenza in consiglio comunale (meno di dieci, infatti, le presenze in quasi cinque anni). Dopo la nomina c’è stata l’ufficialità: Dorina Bianchi appoggerà i dem alle imminenti Comunali 2016, … Continua a leggere Senza dignità: Vallone e Pantisano stendono il tappeto rosso alla Bianchi

A.A.A Cercasi Giovani Democratici Crotone

Mancano poco più di 5 mesi alle prossime Elezioni Amministrative di Crotone e le incognite continuano a rimanere tante. Non è ancora chiaro se il PD – che ha però iniziato a sondare il terreno fra i più giovani estranei al partito con Crugliano Pantisano – abbraccerà Enzo Sculco o ne farà a meno e se il candidato del csx sarà Emilio De Masi. L’incognita Enzo Sculco quindi, non ci permette nemmeno di capire in pieno che cosa farà il cdx, assente e poco chiaro come al solito. Il resto del parterre vede i grillini alla ricerca di un candidato tra i loro infiniti meet – up e le liste civiche che correranno autonomamente porsi un solo obiettivo: l’apparentamento in caso di ballottaggio.

In tutto questo caos di poca chiarezza rientrano di prepotenza anche i Giovani Democratici guidati da Manlio Caiazza. Difatti, ad oggi, non è chiaro il loro programma per Crotone né tanto meno la loro visione in merito proprio alle imminenti comunali. In questi mesi solo due piccoli segni di vita: un incontro sul tema “bonifica” e l’invito per il commissario locale dei dem, Maurizio Tricoli, a dimettersi. Per il resto non si hanno notizie di loro prese di posizione su temi di rilevanza cittadina, regionale, men che meno nazionale.

Non esiste un blog a firma GD attraverso il quale consultare attività, progetti e membri (su questo fronte convengono col partito madre che non ha nemmeno una mail ufficiale) ma esiste una pagina facebook dove pubblicano le loro iniziative culturali (cineforum, tornei di beneficenza). Niente di più. Niente che basti.
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Caro PD, fare non è sinonimo di bene: giù la maschera, zero alibi

Mio caro Partito Democratico di Crotone,
ti scrivo questa lettera per portarti a conoscenza di un concetto fondamentale che potrebbe anche ritornarti utile in futuro, nel caso, già da maggio, dovessi trovarti all’opposizione: fare non è sinonimo di bene. Sai, caro Partito Democratico, in questi lunghissimi e interminabili dieci anni, hai governato questa città, ereditando l’arduo compito dal compianto Pasquale Senatore, e non ne hai azzeccata una. In nessun ambito hai lasciato un segno tangibile, anzi. Molte partecipate sono fallite e tutte le tue promesse venute meno: siamo la provincia, tra le 5 calabresi, con il tasso più basso di differenziata. Solo il 10% stando ai dati di Arpacal di qualche giorno fa.

Hai fatto tanto in termini di opere, così come dice spesso tuo figlio Peppino, ma tra le tante non ce n’è una fatta bene e conservata nel tempo. Ti vanti di aver aperto 16 cantieri contemporaneamente ma non dici che molti di quei soldi, utilizzati per opere più che discutibili, provenivano dalle royalties e servivano come quota di partecipazione nel Consiglio d’Amministrazione dell’aeroporto Sant’Anna per tenere vivo lo scalo (oggi in vita ma in perenne rischio). Continua a leggere “Caro PD, fare non è sinonimo di bene: giù la maschera, zero alibi”

Lungimiranti assenti: la statua di Pitagora sorgerà nel “nulla”

Fermi tutti. Non regalateci l’ennesimo obbrobrio figlio della fretta e dei contentini. Quello di omaggiare il grande Pitagora con una statua è un fatto serio per la città di Crotone che non può, in alcun modo, essere preso sotto gamba e dato in pasto alle operette, insensate, di fine mandato per altro di una giunta incapace come è quella valloniana. Sono così poco amanti del bello, del decoro urbano e della logica, i signori che siedono sugli scranni del consiglio comunale, da voler dedicare una statua a Pitagora non nell’omonima e spoglia piazza, bensì in viale Regina Margherita, a una trentina di metri circa da quello che dovrebbe essere il luogo più consono per onorare la storia del filosofo.

A sinistra Piazza Pitagora a destra l'angolo dove sarà posta la statua di Pitagora
A sinistra Piazza Pitagora, a destra l’angolo dove sarà posta la statua di Pitagora

Non solo hanno impiegato un decennio per arrivare a tale decisione – un ritardo più che trenitaliano, che si somma a quello delle precedenti amministrazioni – ma sono riusciti perfino a vanificare il risultato: ricordare Pitagora in una fetta di città che non porta il suo nome – per altro più nascosta rispetto al centro pedonale -, lasciando la storica e centralissima piazza, a lui intitolata, vuota e triste, con un verde non curato che riassume alla perfezione un non – operato lungo dieci anni, non ha alcun senso se non quello dell’inutile e del brutto. Del resto è sufficiente guardare la cattiva gestione della Villa Comunale per rendersi conto di quanto questa giunta sia l’antitesi della capacità amministrativa; un luogo, quello che una volta pullulava di eventi e vita, lasciato ai senzatetto, ai tossici e alla crescita incontrollata della natura che con le imponenti radici dei suoi alberi ha reso impraticabile il percorso, sia dentro che fuori lo storico luogo cittadino.

Che l’angolo – triste e buio – scelto come sede dell’opera, probabilmente bronzea, da dedicare al matematico faccia comunque parte del centro città è chiaro a tutti; un po’ meno chiaro risulta essere il perché della scelta. Un’ipotesi – quella che ritengo più plausibile – potrebbe essere che nel centro di piazza Pitagora debba finirci, come da qualche Natale a questa parte, l’albero luminoso che tanto ha fatto discutere la città (“Le grandi discussioni a Crotone”, Mondadori). Che sia bello o brutto l’alberello natalizio poco importa, il punto è: può un abbellimento temporaneo averla vinta sulla storia della città? E ancora: davvero questa amministrazione di cartone non è riuscita a trovare altra destinazione per questo decoro natalizio? L’ipotesi più probabile, secondo me, è che non ci abbiano nemmeno pensato un secondo, andando dritti, come muli, per la loro strada, preferendo gettare alle ortiche l’ennesima occasione di rendere il centro di Crotone degno di questo nome. Continua a leggere “Lungimiranti assenti: la statua di Pitagora sorgerà nel “nulla””

Peppino e il Pd, traditori e fallimentari

Sarebbe interessante capire quanto ViviCrotone, la campagna di promozione turistica voluta dal Comune di Crotone, abbia influito positivamente sulla stagione estiva di quest’anno; se i costi per la produzione del sito internet (privo della sezione eventi e contenente info errate) e del video (più suggestivo che concreto) siano in qualche modo rientrati e se non siano serviti soltanto per una squallida e solita copertina senza sostanza e infine se l’Assessorato al Turismo creda di aver fatto un buon lavoro con questa campagna di promozione al netto di una stagione priva di eventi di intrattenimento e d’aggregazione degni di nota.

Al di là della stoccata volutamente populista, ci sono alcuni punti da chiarire: è possibile definire ‘Stagione Estiva’, di una città a vocazione turistica (sulla carta), quella in cui i soli protagonisti sono stati la mancanza di eventi e un’imponente e ripetuta fuoruscita di liquami su spiagge, strade e in mare? Può essere tollerata e ancor più minimizzata una tale situazione, senza che nessuno se ne prenda le responsabilità? Che amministrazione può ancora legittimarsi dopo aver, con le proprie incompetenze, negato, derubato, resa inutile l’estate ad una città che d’estate e di sola estate vive? Solo una amministrazione così radicalmente malata, cosciente dei propri vizi, poteva continuare, con strafottenza e spocchia – tipiche di chi amministra interessi non proprio coniugati a quelli della città – questa folle corsa verso il nulla per poi magari ripresentarsi alle ‘Amministrative 2016’ vestita di bianco, come i Senatori dell’Antica Roma a mo’ di candida verginità politica. E guai a ricordare, a questi signoroni di stirpe, che il loro soggiorno nel palazzo di piazza della Resistenza si è dimostrato, oltreché deludente in merito alle promesse e dunque alle aspettative, totalmente fallimentare come quello di nessun altro prima. Nemmeno il commissario cittadino può permettersi di fare obiezioni: dopo un’intervista a La Provincia nella quale bocciava tutti e tutto, è stato costretto, dal suo stesso partito, a rivedere quanto dichiarato. Quando un partito si dice ‘Democratico‘.

LE PROMESSE E IL PROGRAMMA TRADITO

Maurizio Tricoli, dopo la succitata intervista, è stato costretto a rivedere e a puntualizzare. Aveva detto quello che è sotto gli occhi di tutti – anche a quelli di Vallone e compagni – e cioè che il patto con gli elettori e con la città è stato tradito, mai rispettato, depennato, infangato. “Ottanta… voglia di fare per Crotone” era il titolo del programmino elettorale di Vallone: dodici pagine in cui elencava i suoi progetti, le sue virtù, i suoi piani. In nome delle «forze rinnovatrici realmente interessate al cambiamento», Vallone aveva garantito che quella di Pitagora sarebbe divenuta «una città più umana, vivibile, sicura» con finalmente un Comune simile ad «una casa di vetro, dove il cittadino è il padrone di casa». Dopo quattro anni e mezzo (e nove e mezzo in totale) niente di tutto ciò è stato rispettato né tantomeno preso in considerazione: la residenza del Sindaco è tutto tranne che un posto accogliente per il cittadino e il riversamento dei liquami in mare è solo l’ultimo dei fattori che ne determinano l’assoluta invivibilità di Crotone. Continua a leggere “Peppino e il Pd, traditori e fallimentari”

Vallone ha preferito le rotonde ai voli: le velleità di un uomo irresponsabile

Vallone, non meno di due mesi fa, ricordava alla popolazione, ai microfoni di Lino Polimeni, di essere l’artefice degli oltre 10 cantieri aperti in città. Lo faceva come punto di arrivo di una giunta. Come dire che questa giunta si è mossa sul territorio e ha promosso la riqualificazione urbana.

Senza andare nello specifico più di tanto, dunque tralasciando l’opportunità di avere così tante rotonde inutili ed esteticamente deleterie, la cosa che desta scalpore, sconcerto e odio è la provenienza dei soldi utilizzati per realizzare queste opere di così scarso profilo: le royalties destinate al sostentamento della società aeroportuale del Sant’Anna. In poche parole Vallone, in vista della scadenza del mandato, ha pensato di utilizzare i fondi della sopravvivenza di un territorio per puri fini propagandistici; va da sé che aprire cantieri in città ha più risonanza mediatica e sociale che investire burocraticamente in una società, nonostante l’importanza vitale che questo comporti. Ci troviamo difronte, oggi più che mai, all’incapacità amministrativa di un sindaco (forse il peggiore della storia) e di un partito, il PD crotonese, distrutto anche e sopratutto dall’ambizione e dalla volontà di non mollare l’osso di Vallone e i suoi. Continua a leggere “Vallone ha preferito le rotonde ai voli: le velleità di un uomo irresponsabile”