«La banda» Sculco querela ancora: l’apoteosi dell’ipocrisia

Ci risiamo. Un’altra querela da parte degli Sculco. Questa volta, però, non siamo noi de Il Pitagorico ad aver ricevuto tale onore bensì la senatrice grillina Margherita Corrado. Nell’ennesima nota stampa al vetriolo, i componenti fantasma della coalizione di cartone de La Prossima Crotone si sono scagliati con accuse di ogni genere – e con un linguaggio tipico dei caporali politici – contro l’archeologa crotonese che oggi siede in Parlamento.

Ora, vestire i panni dell’avvocato difensore non rientra nelle prerogative di questo giornale. Non l’abbiamo mai fatto e non lo faremo certo adesso. Anche perché crediamo che la Corrado possa difendersi benissimo da sola. Non ci interessa. Quello che invece riteniamo doveroso è sezionare quella nota stampa ed evidenziarne le contraddizioni a monte, le lacune sul piano argomentativo nonché il modus pensandi di codesti signori che intendono la politica come un modo per dare e ottenere qualcosa, dove i cittadini, anziché esercitare i propri diritti nei luoghi preposti, devono recarsi in sedi private, di partiti padronali e familisti, e chiedere grazie e favori. D’altro canto, i latifondisti politici, nelle periferie culturali come Crotone, dove anche il lavoro è barattabile, ci sguazzano beatamente.

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Schiaffi, combutte e ripescaggi: la fine dei grillini crotonesi

Il Movimento Cinque Stelle, checché ne dicano i vari Di Maio e Di Battista, è un partito come tutti gli altri e la conferma arriva proprio da Crotone. Nella città pitagorica infatti, i meet – up (che sarebbe meglio chiamare fazioni), sono arrivati ai ferri corti da mesi. Nella fattispecie succede che il meet – up più forte (noto come Amici di Beppe Grillo e Santa Veneranda), quello intorno al quale pare ruotare l’intero sistema Cinque Stelle crotonese e che fa capo ad Otello Chimenti, è accusato di essere in combutta col Senatore Morra al fine di delegittimare gli altri gruppi cittadini.

Anche a Crotone come a Gela e a Quarto dunque, si inizia a parlare di «cerchio magico» composto da parlamentari grillini e forze locali. Qualcuno ipotizza addirittura una vera e propria corsa al feudo per future elezioni. Ma torniamo a Crotone e alla disastrosa gestione del Movimento e della corsa alle elezioni interne.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’annunciata e poi mancata partecipazione di Nicola Morra al sit – in organizzato da “Crotone a 5 Stelle“, la corrente che fa capo a Enzo Frustaci e Vincenzo Voce, davanti ai cancelli di Arpacal. «Abbiamo scoperto che Arpacal (società regionale di monitoraggio ambientale, ndr) – dice Vincenzo Voce – non ha fatto praticamente nessuna analisi di controllo nel 2015. Per questo abbiamo preparato due striscioni – continua Voce – e iniziato un presidio di quattro giorni al depuratore». La protesta, accompagnata da dati e riscontri, non sarebbe stata gradita dal gruppo di Otello Chimenti che prima avrebbe impedito ai suoi di parteciparvi e poi convinto Morra – del quale pare essere il referente sul territorio crotonese – di disdire all’ultimo minuto. Cosa che per l’appunto è avvenuta e ha fatto saltare i nervi sui social. Nervi che sono saltati non solo su facebook: qualcuno racconta  infatti – per vicende legate pare a dei personalissimi troppo evidenti – di un turbolento martedì sera di inizio anno dove volarono ceffoni tra due candidati – candidature sembra poi ritirate – del meet – up di Santa Veneranda. Episodio che gli otelliani però negano.
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