Peppino e il Pd, traditori e fallimentari

Sarebbe interessante capire quanto ViviCrotone, la campagna di promozione turistica voluta dal Comune di Crotone, abbia influito positivamente sulla stagione estiva di quest’anno; se i costi per la produzione del sito internet (privo della sezione eventi e contenente info errate) e del video (più suggestivo che concreto) siano in qualche modo rientrati e se non siano serviti soltanto per una squallida e solita copertina senza sostanza e infine se l’Assessorato al Turismo creda di aver fatto un buon lavoro con questa campagna di promozione al netto di una stagione priva di eventi di intrattenimento e d’aggregazione degni di nota.

Al di là della stoccata volutamente populista, ci sono alcuni punti da chiarire: è possibile definire ‘Stagione Estiva’, di una città a vocazione turistica (sulla carta), quella in cui i soli protagonisti sono stati la mancanza di eventi e un’imponente e ripetuta fuoruscita di liquami su spiagge, strade e in mare? Può essere tollerata e ancor più minimizzata una tale situazione, senza che nessuno se ne prenda le responsabilità? Che amministrazione può ancora legittimarsi dopo aver, con le proprie incompetenze, negato, derubato, resa inutile l’estate ad una città che d’estate e di sola estate vive? Solo una amministrazione così radicalmente malata, cosciente dei propri vizi, poteva continuare, con strafottenza e spocchia – tipiche di chi amministra interessi non proprio coniugati a quelli della città – questa folle corsa verso il nulla per poi magari ripresentarsi alle ‘Amministrative 2016’ vestita di bianco, come i Senatori dell’Antica Roma a mo’ di candida verginità politica. E guai a ricordare, a questi signoroni di stirpe, che il loro soggiorno nel palazzo di piazza della Resistenza si è dimostrato, oltreché deludente in merito alle promesse e dunque alle aspettative, totalmente fallimentare come quello di nessun altro prima. Nemmeno il commissario cittadino può permettersi di fare obiezioni: dopo un’intervista a La Provincia nella quale bocciava tutti e tutto, è stato costretto, dal suo stesso partito, a rivedere quanto dichiarato. Quando un partito si dice ‘Democratico‘.

LE PROMESSE E IL PROGRAMMA TRADITO

Maurizio Tricoli, dopo la succitata intervista, è stato costretto a rivedere e a puntualizzare. Aveva detto quello che è sotto gli occhi di tutti – anche a quelli di Vallone e compagni – e cioè che il patto con gli elettori e con la città è stato tradito, mai rispettato, depennato, infangato. “Ottanta… voglia di fare per Crotone” era il titolo del programmino elettorale di Vallone: dodici pagine in cui elencava i suoi progetti, le sue virtù, i suoi piani. In nome delle «forze rinnovatrici realmente interessate al cambiamento», Vallone aveva garantito che quella di Pitagora sarebbe divenuta «una città più umana, vivibile, sicura» con finalmente un Comune simile ad «una casa di vetro, dove il cittadino è il padrone di casa». Dopo quattro anni e mezzo (e nove e mezzo in totale) niente di tutto ciò è stato rispettato né tantomeno preso in considerazione: la residenza del Sindaco è tutto tranne che un posto accogliente per il cittadino e il riversamento dei liquami in mare è solo l’ultimo dei fattori che ne determinano l’assoluta invivibilità di Crotone. Continua a leggere “Peppino e il Pd, traditori e fallimentari”

Quello di Crotone: il PD che non c’è

Ernesto Magorno, dopo le dimissioni di Sergio Contarino, nomina Maurizio Tricoli segretario cittadino del PD crotonese. Che strano, non fosse arrivata la nomina di Tricoli a rinfrescare la memoria, probabilmente nessuno si sarebbe accorto, o ricordato, dell’esistenza del circolo cittadino del Partito Democratico. Infatti, nonostante da circa dieci anni, gli uomini di Via Panella abbiano in mano le redini della città, le loro attività restano sconosciute ai cittadini. Nessuno infatti è a conoscenza di ciò che il PD crotonese produce sul territorio. Talmente sono distanti dal concetto di “comunità”, come tutto il PD calabrese del resto, che non hanno mai curato il loro sito internet che ora, addirittura, risulta irraggiungibile (a parte un blog non più aggiornato dal 2013). Potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma l’attenzione e il tempo che si dedicano alla comunicazione, risultano essere il miglior biglietto da visita per un partito. Insieme alla qualità di essa, ovviamente. Difatti, un partito senza un sito internet attivo, nell’era dei social media, e senza una minima comunicazione social, è un partito inesistente, che palesa la propria incapacità; ancor di più in una città, in un territorio, come Crotone dove la partecipazione, l’interessamento all’attualità politica, sono ai minimi termini. Se qualcuno decidesse, nel 2015, di fare una ricerca sul PD pitagorico, sulle sue attività, i suoi dirigenti e tutte quelle info utili ad un elettore così come ad un giornalista, non troverebbe nulla se non un indirizzo mail, per di più improponibile per un partito (73margal@gmail.com). Continua a leggere “Quello di Crotone: il PD che non c’è”