L’abbandono di Ryanair e il peso pari a zero del Pd calabrese

Il Governo ha aumentato le tasse aeroportuali da 6 a 9 euro e la compagnia irlandese di voli low – cost ha annunciato che, a partire da ottobre, abbandonerà lo scalo di Crotone. Non appena appresa la notizia, le prime cose che si sono palesate agli occhi chi guarda con un minimo di attenzione, sono state, sostanzialmente, queste: la prima è che Matteo Renzi, nell’agenda del Governo, non ha riservato al meridione nemmeno una posizione di media classifica, vista l’assenza di altre infrastrutture e il ruolo vitale che comporta l’aeroporto per Crotone; la seconda riguarda la totale inconsistenza della classe dirigente calabrese e crotonese in quota PD: se questa, infatti, avesse avuto un peso minimo, il Governo l’avrebbe tenuto in considerazione e avrebbe capito di conseguenza che alzare le tasse ad una compagnia che vive sui prezzi bassi non avrebbe agevolato, ma al contrario messo seriamente a rischio, la permanenza della stessa nella città di Crotone. Quindi, quando Artutro Crugliano Pantisano o il giovane dem Aquila parlano, rispettivamente, di un «rapporto ottimale con Renzi» e di una «deputazione che si fa sentire a Roma», dicono solo balle.
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