Più Stato e meno tv: al sud non servono i mass media

Non sono i telegiornali che ci servono. Non sono i collegamenti in diretta con Giletti, la D’urso e la Parodi che mancano alla Calabria. Per meglio dire non sono la pietà e la strumentalizzazione dei media ciò di cui abbiamo bisogno. Alla Calabria, e al mezzogiorno più in generale, mancano le fondamenta e la presenza dello Stato, non della tv di Stato (dunque delle telecamere). Quelle spesso fanno danni quando si presentano, al sud come al nord. Alla Calabria manca innanzitutto il concetto di Paese; e non perché la Calabria non sia in grado di concepirlo e conseguentemente di comprenderlo, ma perché a lei questa possibilità, così come a gran parte del mezzogiorno, non è stata mai concessa da parte del Paese stesso. Lo Stato al sud manca: quelli che affermano il contrario amano vivere di retorica e parlano, spesso, senza conoscere il sud e i suoi problemi strutturali. Perché quella di considerarlo parte integrata del Paese è una posizione retorica; la stessa retorica che negli anni ha affidato il meridione e i suoi figli al seno del Leviatano Nero che li ha poi allevati a pappe dal sapor di assistenzialismo ‘ndranghetistico e statale, negando loro la possibilità di guardare oltre l’orizzonte e conquistare l’autonomia necessaria per dire «no!» a chi sfrutta le necessità personali, create di proposito, per mantenere lo status quo e impedire ogni forma di miglioramento. Il sud che abbiamo imparato a conoscere fino ad oggi è un sud lontano dal concetto di Paese Italia molto più di quanto non lo sia l’Italia stessa. Non è, in alcun modo, parte integrata ma, in piccolissime percentuali, solo parte integrante di una realtà che non gli appartiene, non gli somiglia e che, comunque, non vive. Continua a leggere “Più Stato e meno tv: al sud non servono i mass media”