Caro Gianluca, belle parole ma pessimo interlocutore

Hanno colpito un po’ tutti le parole di Gianluca Pacecca, giovane crotonese che ha deciso di scrivere a Ugo Pugliese. Una lettera aperta con la quale Gianluca ha chiesto al sindaco più attenzione verso la città, i suoi spazi, i suoi luoghi storici, i suoi giovani. Belle parole, a tratti un po’ troppo utopistiche, indirizzate però alla persona sbagliata. Anzi, alle persone sbagliate. Credo infatti che cercare di interloquire con questa gente sia tanto inutile quanto sbagliato. E non si tratta di snobismo o del tanto vituperato (quanto vitale) disfattismo: è pura logica. Cercare un dialogo con chi indossa la fascia tricolore per conto di un uomo condannato in definitiva per reati che vanno dal danno erariale alla concussione, il cui nome è indissolubilmente legato alle clientele peggiori, dunque alla politica più deleteria e meno propensa allo sviluppo del senso civico dei suoi cittadini (il fulcro della lettera di Gianluca), e che per la legge italiana non può nemmeno recarsi alle urne (ma che per la legittimazione che la gente, i giornali e le istituzioni tutte continuano a dargli può amministrare dall’esterno un’intera provincia), non può che rivelarsi uno sforzo inutile e, soprattutto, controproducente ai fini di una comunità finalmente critica. Nel senso più nobile e sano del termine (criticare affinché le cose migliorino, diceva Pound). Continua a leggere “Caro Gianluca, belle parole ma pessimo interlocutore”