Crotone non sarà mai Cosenza

Cosenza ha regalato alla Calabria un esempio di modello città, di come si pensa una città e da città e di come si amministra. E’ vero, Cosenza non è Milano e ha diverse mancanze ma anche Milano ha le sue ma rimane pur sempre Milano. Non difendo mai il sud per partito preso, tutt’altro. Questa volta però ho visto una città veramente viva, di avanguardia. Una città che ha tenuto una sorta di Lectio Magistralis al resto della Calabria. Certo, siamo a ridosso delle Elezioni Amministrative e Mario Occhiuto – come sostengono lecitamente i suoi detrattori – avrà evidentemente puntato tanto su questo evento – e un Capodanno bene organizzato non è la panacea di tutti i mali – ma la politica è anche questo e spesso la qualità e il fiuto dei suoi uomini si vedono soprattutto in questi casi.

Ha organizzato tutto questo perché vuole essere riconfermato a maggio? Probabile, (fa politica mica gioca a Master Chef) ma ci è riuscito in pieno; ha fatto scuola; ha consacrato la sua città a capitale della Calabria. Cosenza è una città moderna rispetto alle sue quattro cugine. E’ una città viva. E le oltre 150.000 persone che hanno popolato le tante piazze allestite, tutte attive e diverse, nella notte più lunga dell’anno, sono solo una conferma. Cosenza, da molti anni, ha ormai acquisito il profilo di città vera, con la c maiuscola.

La strada ancora è lunga (siamo sempre in Calabria e lo dico senza alcuna retorica ma con il realismo di chi conosce bene questa regione e il meridione) ma ha un orizzonte, si ispira a modelli a lei superiori. E’ questo che fa la differenza tra chi si pone l’obiettivo di migliorarsi e chi invece stando fermo riesce addirittura a regredire. Continua a leggere “Crotone non sarà mai Cosenza”

Più Stato e meno tv: al sud non servono i mass media

Non sono i telegiornali che ci servono. Non sono i collegamenti in diretta con Giletti, la D’urso e la Parodi che mancano alla Calabria. Per meglio dire non sono la pietà e la strumentalizzazione dei media ciò di cui abbiamo bisogno. Alla Calabria, e al mezzogiorno più in generale, mancano le fondamenta e la presenza dello Stato, non della tv di Stato (dunque delle telecamere). Quelle spesso fanno danni quando si presentano, al sud come al nord. Alla Calabria manca innanzitutto il concetto di Paese; e non perché la Calabria non sia in grado di concepirlo e conseguentemente di comprenderlo, ma perché a lei questa possibilità, così come a gran parte del mezzogiorno, non è stata mai concessa da parte del Paese stesso. Lo Stato al sud manca: quelli che affermano il contrario amano vivere di retorica e parlano, spesso, senza conoscere il sud e i suoi problemi strutturali. Perché quella di considerarlo parte integrata del Paese è una posizione retorica; la stessa retorica che negli anni ha affidato il meridione e i suoi figli al seno del Leviatano Nero che li ha poi allevati a pappe dal sapor di assistenzialismo ‘ndranghetistico e statale, negando loro la possibilità di guardare oltre l’orizzonte e conquistare l’autonomia necessaria per dire «no!» a chi sfrutta le necessità personali, create di proposito, per mantenere lo status quo e impedire ogni forma di miglioramento. Il sud che abbiamo imparato a conoscere fino ad oggi è un sud lontano dal concetto di Paese Italia molto più di quanto non lo sia l’Italia stessa. Non è, in alcun modo, parte integrata ma, in piccolissime percentuali, solo parte integrante di una realtà che non gli appartiene, non gli somiglia e che, comunque, non vive. Continua a leggere “Più Stato e meno tv: al sud non servono i mass media”

Ecco perché Crotone deve continuare a cercare la Luna, sperando sia rossa

Crotone e i crotonesi si apprestano ad una nuova tornata elettorale, che probabilmente segnerà lo spartiacque tra le origini e le tradizioni della città ed il suo futuro. Aldilà delle molteplici forze sociali e politiche presenti sul territorio, che fanno riferimento talvolta all’uno talvolta all’altro progetto che negli ultimi anni sono stati messi in campo, la città deve interrogarsi sulla necessità della formazione di un nuovo tessuto sociale, ricostituendo le istituzioni cittadine intorno alle nuove competenze che tanti ragazzi e ragazze crotonesi hanno avuto la possibilità di costruire a causa dell’esilio forzato in “lidi” che hanno offerto maggiori opportunità culturali e lavorative. E’ necessario riflettere sulle motivazioni che possono e devono spingere la new generation a impegnarsi per fare Politica, a dedicare parte del loro tempo alle Associazioni, a lanciare la propria OPA sulle Istituzioni.

La riflessione si fa ancora più intrigante solo se si aggiunge un altro elemento: la città di Crotone; perché essere giovani a Crotone ha un significato del tutto particolare, ben diverso da quello che potrebbe avere una militanza politica in tante altre realtà. I Crotonesi hanno un bisogno sincero di eguaglianza e di dignità e queste cose, senza volersi illudere, solo la buona politica può costruirle. Politica, Partito, Militanza: sono parole che oggi suonano quasi come misteriose, difficili da trovare nei vocabolari dei giovani, nonostante rappresentino la storia di questa città, nei sui pregi e nelle sue contraddizioni. Continua a leggere “Ecco perché Crotone deve continuare a cercare la Luna, sperando sia rossa”