Dal mare come business al mare come zavorra

Come sei bella Crotone, di bianco vestita, più bella che mai. Ieri ho incontrato Crotone, città della vela, perciò questa vita più senso non ha. E’ un po’ il mood di questi giorni. Il piacere di vedere una città attiva (e non in festa) è tanto: anche perché quell’abbandonato porticciolo, rivestito a mo’ di cittadella (sono bastati quattro gazebo gonfiabili), ora ha un senso. Non solo: affacciarsi e trovare un mare quasi più bianco che blu è un bell’effetto. E poi, a occhio, un piccolo indotto economico si sarà sicuramente creato.
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Peppino e il Pd, traditori e fallimentari

Sarebbe interessante capire quanto ViviCrotone, la campagna di promozione turistica voluta dal Comune di Crotone, abbia influito positivamente sulla stagione estiva di quest’anno; se i costi per la produzione del sito internet (privo della sezione eventi e contenente info errate) e del video (più suggestivo che concreto) siano in qualche modo rientrati e se non siano serviti soltanto per una squallida e solita copertina senza sostanza e infine se l’Assessorato al Turismo creda di aver fatto un buon lavoro con questa campagna di promozione al netto di una stagione priva di eventi di intrattenimento e d’aggregazione degni di nota.

Al di là della stoccata volutamente populista, ci sono alcuni punti da chiarire: è possibile definire ‘Stagione Estiva’, di una città a vocazione turistica (sulla carta), quella in cui i soli protagonisti sono stati la mancanza di eventi e un’imponente e ripetuta fuoruscita di liquami su spiagge, strade e in mare? Può essere tollerata e ancor più minimizzata una tale situazione, senza che nessuno se ne prenda le responsabilità? Che amministrazione può ancora legittimarsi dopo aver, con le proprie incompetenze, negato, derubato, resa inutile l’estate ad una città che d’estate e di sola estate vive? Solo una amministrazione così radicalmente malata, cosciente dei propri vizi, poteva continuare, con strafottenza e spocchia – tipiche di chi amministra interessi non proprio coniugati a quelli della città – questa folle corsa verso il nulla per poi magari ripresentarsi alle ‘Amministrative 2016’ vestita di bianco, come i Senatori dell’Antica Roma a mo’ di candida verginità politica. E guai a ricordare, a questi signoroni di stirpe, che il loro soggiorno nel palazzo di piazza della Resistenza si è dimostrato, oltreché deludente in merito alle promesse e dunque alle aspettative, totalmente fallimentare come quello di nessun altro prima. Nemmeno il commissario cittadino può permettersi di fare obiezioni: dopo un’intervista a La Provincia nella quale bocciava tutti e tutto, è stato costretto, dal suo stesso partito, a rivedere quanto dichiarato. Quando un partito si dice ‘Democratico‘.

LE PROMESSE E IL PROGRAMMA TRADITO

Maurizio Tricoli, dopo la succitata intervista, è stato costretto a rivedere e a puntualizzare. Aveva detto quello che è sotto gli occhi di tutti – anche a quelli di Vallone e compagni – e cioè che il patto con gli elettori e con la città è stato tradito, mai rispettato, depennato, infangato. “Ottanta… voglia di fare per Crotone” era il titolo del programmino elettorale di Vallone: dodici pagine in cui elencava i suoi progetti, le sue virtù, i suoi piani. In nome delle «forze rinnovatrici realmente interessate al cambiamento», Vallone aveva garantito che quella di Pitagora sarebbe divenuta «una città più umana, vivibile, sicura» con finalmente un Comune simile ad «una casa di vetro, dove il cittadino è il padrone di casa». Dopo quattro anni e mezzo (e nove e mezzo in totale) niente di tutto ciò è stato rispettato né tantomeno preso in considerazione: la residenza del Sindaco è tutto tranne che un posto accogliente per il cittadino e il riversamento dei liquami in mare è solo l’ultimo dei fattori che ne determinano l’assoluta invivibilità di Crotone. Continua a leggere “Peppino e il Pd, traditori e fallimentari”