Rori vuole Crotone, Sculco lo fulmina ma trema

Lo spiccato eloquio di Rori De Luca fa il pari col ciuffo di deandreiana memoria che lo caratterizza. Parla benissimo e si spiega ancora meglio, ma ogni qualvolta che apre bocca genera una quantità tale di supercazzole che da sole basterebbero per girarci l’ennesimo atto di “Amici miei”. Non esiste, infatti, sintesi migliore per descrivere il suo travagliato mandato da ministro cittadino, così come l’intera conferenza stampa indetta ieri nei locali del “902” dall’ormai ex assessore ai lavori pubblici.

Ci ha tenuto subito a smentire le voci che volevano alla base di questo abbandono improvviso, un acceso scontro verbale con Enzo Scuclo in persona. Lui è un adulto, circondato da persone adulte e per questo, dice, non litiga. E mentre lo diceva, alle sue spalle qualcuno giura di aver visto diverse marmotte incartare la cioccolata. D’altro canto chi ha mai visto due o più adulti litigare? Nessuno. Men che meno in politica. Figuriamoci poi quando la politica la fai con un caporale come Enzo Sculco. Ma Rori non dice bugie, lui è semplicemente ingenuo. Continua a leggere “Rori vuole Crotone, Sculco lo fulmina ma trema”

Coi voti di Sculco fa il sindaco per Sculco

Senza arte né parte, Ugo Pugliese è stato catapultato in politica da Enzo Sculco senza un vero e sincero progetto per la città. Politicamente invertebrato, Ugo rispondeva perfettamente all’identikit tracciato dalla potente famiglia politica crotonese, il cui declino sembrava ormai inevitabile fino a qualche anno fa (quando il capostipite era ai domiciliari e la delfina era ancora un pesciolino rosso). Oggi, invece, con lo spicciafaccende piazzato al Comune, la figlia in Regione che fa lingua in bocca con gente del calibro di Guccione, e Nicodemo Parrilla neo Presidente della Provincia, gli Sculco sono ritornati più agguerriti e forti di prima. Controllano Comune e Provincia di Crotone e contano su un plotone di amministratori all’interno del territorio crotonese dove, per altro, ha sede la fetta maggiore del loro bacino elettorale. Così, grazie ai sindaci e ai consiglieri dei comuni provinciali, Enzo ha piazzato un altro suo galoppino che, giustamente, non ha perso tempo per ringraziarlo sui giornali definendo l’ex leader della Margherita – oggi interdetto per sempre dai pubblici uffici – come la sua guida. In realtà si tratta di un vero e proprio telecomando che dirige tutto fuori dalle Istituzioni, alla luce del sole e senza che stampa, sindacati e gran parte delle altre forze politiche dicano alcunché (una cosa gravissima che dovrebbe essere oggetto di discussioni e di esposti alla Procura della Repubblica). Ma non solo. Parrilla, alias Enzo Sculco, ha vinto soprattutto grazie ai voti dei franco tiratori come Mario Galea, un dilettante della politica che si atteggia a portento. Già ai tempi del ballottaggio, insieme allo zio Rocco Gaetani (un uomo che rappresenta al meglio la mediocrità della classe dirigente crotonese), Galea diede il primo grande segnale spostando il suo pacchetto voti su Ugo Pugliese, indebolendo così Rosanna Barbieri, candidata a sindaco del suo partito. Ieri Galea è stato sfiduciato dal ruolo di capogruppo all’interno del Consiglio Comunale. Al suo posto proprio la professoressa Barbieri, la stessa alla quale l’allora spavaldo Galea all’indomani del ballottaggio attribuiva la sconfitta. Insomma, un vero talento politico il nipote dell’artigiano della qualità Gaetani: da doppiogiochista a silurato nel giro di pochi mesi. Ma Enzo è misericordioso, e Galea lo sa. Continua a leggere “Coi voti di Sculco fa il sindaco per Sculco”