Crotone non può permettersi il lusso di avere di nuovo Flora in Consiglio

Secondo Flora Sculco, unica esponente di “spicco” del partito padronale di papà Enzo, la città di «Crotone non può permettersi il lusso di non essere rappresentata nel prossimo Consiglio regionale». «Buongiorno, Flora!» mi verrebbe da dire pensando ai 5 anni catanzaresi che stanno per terminare, durante i quali le istanze dei crotonesi sono state l’ultimo dei suoi pensieri per l’intera durata della legislatura. E badate bene a non confondere le sue parole per un’insolita autocritica, poiché si tratta di un avvertimento politico, in pieno stile sculchiano, a chi si sta preparando per le regionali di novembre: senza di noi e i nostri voti non siete niente (ne sa qualcosa Arturo Crugliano Pantisano). Continua a leggere “Crotone non può permettersi il lusso di avere di nuovo Flora in Consiglio”

Venite a scrivere qui, cari giornalisti, se siete liberi e indipendenti

Siccome questo giornale è nato dalla necessità di sopperire alla mancanza di critica politica, che è una delle tante sfumature del giornalismo, il taglio che lo contraddistingue non è certo quello delle carezze e delle slinguazzate ai padroni. Chi si meraviglia di questo modo di intendere e fare il giornalismo, lontano dai canoni tipici di quello provinciale a cui ci hanno abituato, evidentemente sa poco o nulla di giornalismo poiché ignora la storia di questo mestiere e ancor di più quella del Paese.

La critica politica è per definizione aspra e forte, altrimenti si tratterebbe di mero cronachismo fine a se stesso. E oltre al giornalismo del copia e incolla, per fortuna, esiste quello di critica e di opinione che si pone l’arduo obiettivo di stimolare la coscienza collettiva dei lettori (che sono cittadini e quindi elettori che poi votano in base anche alle informazioni che il giornalismo riesce a fornirgli). Se da queste parti latita, perché metterebbe a rischio il consolidatissimo e oliato status quo, la colpa non è certo di chi prova a portarlo avanti in un territorio difficile come questo, dove non appena ti esponi arrivano le querele intimidatorie da parte di coloro che trattano i consessi pubblici alla stregua del tinello di casa. Continua a leggere “Venite a scrivere qui, cari giornalisti, se siete liberi e indipendenti”

«La banda» Sculco querela ancora: l’apoteosi dell’ipocrisia

Ci risiamo. Un’altra querela da parte degli Sculco. Questa volta, però, non siamo noi de Il Pitagorico ad aver ricevuto tale onore bensì la senatrice grillina Margherita Corrado. Nell’ennesima nota stampa al vetriolo, i componenti fantasma della coalizione di cartone de La Prossima Crotone si sono scagliati con accuse di ogni genere – e con un linguaggio tipico dei caporali politici – contro l’archeologa crotonese che oggi siede in Parlamento.

Ora, vestire i panni dell’avvocato difensore non rientra nelle prerogative di questo giornale. Non l’abbiamo mai fatto e non lo faremo certo adesso. Anche perché crediamo che la Corrado possa difendersi benissimo da sola. Non ci interessa. Quello che invece riteniamo doveroso è sezionare quella nota stampa ed evidenziarne le contraddizioni a monte, le lacune sul piano argomentativo nonché il modus pensandi di codesti signori che intendono la politica come un modo per dare e ottenere qualcosa, dove i cittadini, anziché esercitare i propri diritti nei luoghi preposti, devono recarsi in sedi private, di partiti padronali e familisti, e chiedere grazie e favori. D’altro canto, i latifondisti politici, nelle periferie culturali come Crotone, dove anche il lavoro è barattabile, ci sguazzano beatamente.

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Pugliese come il premier Conte e il giornalismo in letargo a Sculcolandia

«Una risata li seppellirà». Sarà probabilmente partito da questo slogan sessantottino quando ha deciso di diramare il comunicato stampa di stamane, nel tentativo imbarazzante di dare legittimità politica a Ugo Pugliese e ricondurlo all’ovile in seguito agli strascichi polemici scaturiti dalle dimissioni shock di Rori De Luca (che chiedeva proprio maggiore autonomia in qualità di assessore ai lavori pubblici). D’altra parte lo si può accusare di tutto, Enzo Sculco, tranne di non aver portato la fantasia al potere: degli uomini bizzarri dei quali si è circondato e del modo baldanzoso con cui ha amministrato il potere – dai sindacati alla Provincia, passando per la Regione con Pugliano fino ad oggi con Pugliese – ne ha fatto un marchio di fabbrica e una brand riconoscibile da tutti (tranne dall’avvocato prestato all’urbanistica che, dopo una consulenza ad personam e un anno di mandato, si è accorto che certi modi di intendere la politica non coincidevano col suo agire professionale).

E al risveglio tardivo e strumentale di Rorino, anche Pugliese ha avvertito un guizzo di fantozziana ribellione nei confronti del padrone della giunta comunale: in una nota il sindaco se l’era presa prima con chi alimenterebbe il dibattito pubblico (quale?) con «sterili fibrillazioni», anziché «concentrarsi sugli argomenti che riguardano il futuro della città», su cui sarebbe concentratissima la sua giunta di cartone, e infine col Ras al quale ha fatto timidamente sapere di volere maggiore autonomia per «perseguire lo sviluppo della città di Crotone». Ed Enzo lo ha subito accontentato con il divertentissimo comunicato stampa di cui sopra, dove la verve umoristica del grande capo è l’unica prelibatezza degna di nota. Continua a leggere “Pugliese come il premier Conte e il giornalismo in letargo a Sculcolandia”

Rori vuole Crotone, Sculco lo fulmina ma trema

Lo spiccato eloquio di Rori De Luca fa il pari col ciuffo di deandreiana memoria che lo caratterizza. Parla benissimo e si spiega ancora meglio, ma ogni qualvolta che apre bocca genera una quantità tale di supercazzole che da sole basterebbero per girarci l’ennesimo atto di “Amici miei”. Non esiste, infatti, sintesi migliore per descrivere il suo travagliato mandato da ministro cittadino, così come l’intera conferenza stampa indetta ieri nei locali del “902” dall’ormai ex assessore ai lavori pubblici.

Ci ha tenuto subito a smentire le voci che volevano alla base di questo abbandono improvviso, un acceso scontro verbale con Enzo Scuclo in persona. Lui è un adulto, circondato da persone adulte e per questo, dice, non litiga. E mentre lo diceva, alle sue spalle qualcuno giura di aver visto diverse marmotte incartare la cioccolata. D’altro canto chi ha mai visto due o più adulti litigare? Nessuno. Men che meno in politica. Figuriamoci poi quando la politica la fai con un caporale come Enzo Sculco. Ma Rori non dice bugie, lui è semplicemente ingenuo. Continua a leggere “Rori vuole Crotone, Sculco lo fulmina ma trema”

L’acqua calda del Financial Times e il silenzio su Pugliese soldato di Enzo Sculco

Arriva il Financial Times a Crotone e scopre l’acqua calda. Città depressa, giovani che emigrano, politica e ‘ndrangheta in ottimi rapporti, grillini in crescita al sud e il Pd in fortissimo calo. Tutto già tristemente noto. Tutto già ampiamente scritto. Poi però intervista Ugo Pugliese e questi dice che non farà campagna elettorale per nessuno. Perché lui è indipendente. Politicamente indipendente. Falso. Pugliese non ha un partito, ma è espressione diretta di Enzo e Flora Sculco che sono un partito vivente da oltre 10.000 voti. Un partito a conduzione familiare che all’occorrenza recluta soldati. Un po’ come la Legione Straniera francese che arruola chiunque dandogli uno stipendio, loro imbarcano tutti e mettono i voti. Poi magari alcuni finiscono in galera, ma tanto il tenutario è abituato alle condanne e quindi non si scandalizzano. Continua a leggere “L’acqua calda del Financial Times e il silenzio su Pugliese soldato di Enzo Sculco”

Renzi scarica gli Sculco: non basta il feudo, Flora perde Roma

Non c’è stato niente da fare: a Roma non l’hanno voluta. Non sono bastati incontri segreti, patti sgangherati con Mario Oliverio e letterine di Natale un po’ in ritardo: Flora Sculco resterà a casa a fare la maglia. Questo nonostante l’altra signora di Crotone, la pisana Dorina Bianchi, si fosse ritirata in serata. Renzi ha preferito Nicodemo Oliverio, con tanti saluti a Enzo e Flora che, meno di un anno e mezzo fa, sentenziava profeticamente: «Non ho bisogno dei voti degli altri per andare a Roma. Ho i miei. E poi scusate: è meglio che ci teniamo Nicodemo Oliverio?». A quanto pare sì. Almeno per il partito a cui gli Sculco fanno la guerra a giorni alterni è meglio quel po’ po’ di intellettuale di Nicodemo Oliverio (un tale che, a termine di un incontro a tre sulle sorti dell’aeroporto, scrisse con soddisfazione una nota stampa prendendo i dati da un articolo di giornale vecchio di un anno. Un genio). Continua a leggere “Renzi scarica gli Sculco: non basta il feudo, Flora perde Roma”

Il Pd bacia la pantofola di Enzo Sculco senza alcuna vergogna

Che il Pd crotonese fosse peggio di Enzo Sculco lo si sapeva già. Lo scrivemmo tempo fa qui su Il Pitagorico. Un partito animato dalla peggiore classe dirigente che la città abbia mai conosciuto, divorato vivo dalle grandi ambizioni di piccoli e insignificanti personaggi politici. E’ un partito, quello di Crotone, che non esiste: non hanno una linea, non hanno un capo né un’idea che sia una e per di più sono senza uno straccio di personalità di rilievo. Tanto è vero che non appena si avvicina una qualsiasi elezione il loro primo pensiero è contattare Enzo Sculco per trovare un accordo. Gente senza talento. Gente politicamente insignificante. Se a Sculco sta bene, l’accordo si trova e loro sguazzano più o meno serenamente nei voti del ras, in caso contrario questo li rimanda a casa senza pagnotta.

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Nervosismo e querele a casa Sculco: Gratteri ha distrutto i sogni di Flora

Enzo Sculco è un uomo freddo. Non lo smuove niente. E’ una montagna umana. Con un curriculum politico spaventosamente compromesso come il suo, pochi avrebbero avuto ancora la forza e la faccia di continuare, a testa alta, la corsa verso la riconquista di tutto ciò che, in seguito alle condanne e all’interdizione, aveva perso. E oggi ce l’ha fatta. O quasi. La ciliegina mancante è di quelle assai gustose e prelibate. Si chiama Montecitorio. Lì, Enzo, non ha ancora piantato bandiera. Questa è forse l’unica occasione che ha per poter conquistare un pezzo di Roma. Ma le cose, che sembravano procedere per il verso giusto, nonostante i soliti malumori di quei pochissimi esponenti del Pd che i voti del Ras non li vogliono, si stanno mettendo male. Il rischio concreto è che Flora resti a Crotone sebbene abbia tanti voti, come ha rimarcato in più occasioni la stessa leonessa, un po’ acciaccata, di Crotone. Continua a leggere “Nervosismo e querele a casa Sculco: Gratteri ha distrutto i sogni di Flora”

Una medaglia al petto: Enzo Sculco ci ha querelati

Otto del mattino. Suona il citofono. «Carabinieri». «Stiamo cercando Antonio Belluomo Anello. E’ atteso in caserma».

Non ho risposto io. Non ero in casa. I militari, per fortuna, hanno subito spiegato a mia madre che si trattava di fatti legati alla mia attività di blogger, e che quindi non c’era da preoccuparsi.

Mi reco in caserma con la convinzione che volessero sentirmi in vista dell’imminente processo scaturito dalla querela di Enrico Pedace, consigliere di maggioranza dell’area Sculco adiratosi dopo un pezzo pubblicato su Il Pitagorico nel quale mostravo perplessità sulla caratura politica del soggetto. Aspetto il maresciallo che mi fa subito accomodare nel suo ufficio. «Si segga, non c’è nulla per cui preoccuparsi». «Sì, dottore, lo so: a breve ci sarà il processo. Sono stato già avvisato». A quel punto il maresciallo mi ferma e mi dice: «Quale processo?». «E’ stato querelato ieri». Ottimo. Apprendo così che il pluricondannato Enzo Sculco, dopo oltre due anni, ha deciso di seguire i suggerimenti di chi da tempo gli consiglia di querelarmi. Una medaglia al merito sul petto. Un’altra. Grazie.

L’unica cosa che mi ha turbato, o meglio infastidito, è stata leggere “l’Onorevole Vincenzo Sculco”. Onorevole? Chi? Enzo Sculco? Con più condanne passate in giudicato si fa chiamare ancora «Onorevole»  (con tanto di “o” maiuscola”)? Continua a leggere “Una medaglia al petto: Enzo Sculco ci ha querelati”