MatchPol, un aborto mancato: trionfa la noia

Tempo fa scrivemmo del profilo alla ‘nduja di Esperia TV, della democristianità del  suo direttore di rete e del vecchiume che traspare dai programmi trasmessi sul canale 18 del digitale. Da allora ad oggi nulla è cambiato. Anzi, le cose sono incredibilmente peggiorate.

Audia è passato da democristiano a renzian – democristiano, sempre pronto a sottolineare la bravura dell’ex golden boy oggi finito in disgrazia. Poi è forse l’unica emittente a non avere un contenitore pomeridiano in diretta, soppresso all’improvviso non si capisce bene per quale motivo: sintomo, questo, di scarsa considerazione nei riguardi dei telespettatori e di scelte editoriali superficiali. Infine, ciliegina sulla torta, è ritornato Paolo Marra con l’ennesimo brutto programma sulle ricette: il solito format senza né capo né coda che ripropone in tutte le salse da oltre vent’anni, francamente non più accettabile in una terra bisognosa di una televisione matura che faccia opinione. Ma Esperia, che è priva di una qualsivoglia visione editoriale, lo acquista  e lo manda in onda senza problemi: l’importante è riempire. A prescindere dalla qualità e dall’utilità del prodotto finale. In buona compagnia con gran parte del parterre televisivo regionale. Continua a leggere “MatchPol, un aborto mancato: trionfa la noia”

Dirette TV, 14.000 € in propaganda elettorale a carico dei crotonesi

L’hanno venduto come un servizio per informare «tutti i cittadini sull’avvio delle attività di bonifica dell’ex area industriale», ma si è poi dimostrato nient’altro che un teatrino imbarazzante a carico delle casse comunali (già di per sé vuote). Il consiglio comunale del 15 maggio 2017, andato in onda su 6 emittenti, tra radio e tv, in diretta e in contemporanea (manco fosse la cronaca dell’allunaggio del ’69), ha generato una certa aspettativa anche per via del tema trattato: la tanto agognata e propagandata bonifica che dopo il rifiuto del precedente progetto, noto come “colline dei veleni”, e alla luce delle «nuove sinergie» sbandierate dalla maggioranza sculchiana, aveva creato una certa attesa da dovizia di particolari.  Continua a leggere “Dirette TV, 14.000 € in propaganda elettorale a carico dei crotonesi”

La contro «lobby» marrelliana

Si potrebbe anche ridere se non ci fosse un impellente e necessario bisogno di fare il punto della situazione nonché una riflessione riguardo agli attori sociali di questo territorio, storicamente schiavo dei potenti e dei latifondisti politici. Un territorio, quello crotonese, incapace di agire attraverso la ragione, intesa come processo di elaborazione, ma al contrario sempre pronto a buttarsi nella mischia, con gli occhi chiusi e senza la pretesa di capire i fatti per come realmente sono o, più banalmente, senza domandarsi come potrebbero essere rispetto a come vengono raccontati dalla stampa e dai diretti interessati. Questa città, sul piano sociale, vive un dramma per molti aspetti legato al complesso del provincialismo non accettato, che si manifesta nei sussulti indefiniti dei suoi abitanti, ovvero nell’avvertire la necessità di fare cose su input esterni che sfociano poi nel nulla più assoluto o in battaglie delle quali non si conosce niente: radici, ragioni, opposizioni né obiettivi. Una città, Crotone, che vive di facili entusiasmi e non si prende mai la responsabilità delle proprie azioni. E’ pronta a partire con chiunque, di accontentarsi delle briciole e di dimenticare tutto, presente e passato, per sopperire al bisogno fisiologico di sentirsi considerata. E dunque apprezza tutto e non disprezza niente o magari fa il contrario in base a cosa offre il piatto del giorno. E’ priva di un’identità che possa farle volgere lo sguardo al passato ed evitare di commettere gli stessi errori; di un orgoglio che possa frenarla prima che sia troppo tardi, così come è priva di una dignità che le impedisca di sottomettersi ai più forti e al riecheggiare della massa, al rimbombo della retorica. Cosa più importante, però, è l’assenza di un giornalismo attento e giusto, dirompente, libero, che si opponga allo storytelling consolidatosi a colpi di manganellate mediatiche, alla verità costruita da chi cerca la gloria o la ragione e indichi al cittadino – lettore un punto di vista diverso, autonomo, schiavo solo della ricerca della verità anche se amara, non gradevole, controproducente per il territorio. E’ questa l’assenza che pesa di più, o meglio è la presenza del contrario a rappresentare il vero grande macigno: il giornalismo prono, scadente, figlio del padrone, asservito, provinciale, autoreferenziale, da sagra della salsiccia, incapace di raccontare entrambe le facce della medaglia, di schierarsi e farlo con convinzione e onestà intellettuale. E’ un giornalismo che non esiste in realtà: è soltanto la proiezione del banale e del potente. Insomma, si propongono come giornali e tv ma nei fatti si confermano uffici stampa al soldo dei portatori di interessi politici ed economici. Nulla di più riprovevole. Ma tant’è. Continua a leggere “La contro «lobby» marrelliana”

“TeleFlora” e la solita Crotone senza spina dorsale

Un grande centro scommesse e diversi cavalli tra cui scegliere. E’ l’immagine che riassume al meglio il contesto politico di Crotone. Ognuno punta sul cavallo che ritiene più papabile e insieme si preparano per conquistare il palazzo. Capita, anche, che sia il cavallo a scegliere il puntatore. La natura, qui, è un concetto relativo.

Chi abbia scelto chi non è importante saperlo, sta di fatto che Esperia Tv e il Gruppo Marrelli hanno puntato su Flora Sculco&Friends. Da Esperia Tv a TeleFlora il passo è breve: smielate quando è in studio e complimenti vivissimi ed elogi anche quando non c’è. Perché sì, qui siamo oltre al democristianesimo che caratterizza la rete e ha caratterizzato la battaglia (eterna) per il “Marrelli Hospital”; qui siamo al volemose bene, al siamo uniti per Crotone. E sul loro carro, data la loro voglia di cambiare, c’è spazio per tutti, uomini e donne, giovani e vecchi. E a proposito di giovani: che fai, non ti giochi la carta Davide Carrabetta? Non scherziamo: il carro è ampio e i primi posti devono occuparli coloro che hanno «séguito sul web» (siamo a questi livelli) e che si sono distinti per la loro devozione verso Santo Massimo. E poi i gggiovani sono sempre ottimi per dare un’immagine (contenuti zero) di freschezza: che fai, non agglomeri quella “Blu Gioventù” che puzza tanto di vecchio e retorica? Tutto fa brodo visto il livello ma niente, a conti fatti, fa sostanza e credibilità.
Continua a leggere ““TeleFlora” e la solita Crotone senza spina dorsale”

Un penoso “match politico” senza contenuti

Uno spettacolo indecoroso quello andato in onda su Esperia TV. Gli interventi visti a “Match Pol”, il nuovo format di Salvatore Audia, sono stati di una bassezza unica e di un’inutilità superiore alla candidatura di Giancarlo Rizzo per Fiamma Tricolore a sindaco di Crotone. Il motto del programma è “incontri e scontri”, come dire: noi ve l’avevamo detto. Il punto è che gli “scontri” avrebbero avuto ragion d’esistere a patto che ci fossero stati gli “incontri”, e di questi nemmeno l’ombra. Gli incontri prevedono infatti una scaletta ben definita che possa dare il la allo sviluppo dei temi da dibattere: come mantenere l’aeroporto in vita?; come risolvere il problema del fallimento delle partecipate?; il Pd e gli altri candideranno gli uomini coinvolti in gettonopoli? E se sì, con che faccia?

E ancora: in merito alla bonifica, cosa può davvero fare il Comune di Crotone?; in cantiere ci sono idee e misure in merito all’urbanistica, alla sicurezza, alle sanzioni per chi sporca e non fa la differenziata?; e a proposito di differenziata: qualcuno ha un piano serio e concreto per dare il via a un processo volto a ridurre i rifiuti e ad accrescere il senso civico? E cosa più importante: qualcuno ha in mente un modello città?
Continua a leggere “Un penoso “match politico” senza contenuti”

L’anchorman democristiano e le TV della ‘nduja

Non credo abbia bisogno di presentazioni: è il volto più noto nonché direttore di rete di Esperia TV, la televisione di Massimo Marrelli. Da più di quattro anni ormai entra nelle case dei calabresi come presentatore del TG di rete e de “La Calabria ci riguarda”, una sua creatura nata durante il periodo più duro per le sorti del Marrelli Hospital (oggi in viaggio verso l’apertura).

Salvatore Audia è un crotonese adottivo: è nato a San Giovanni in Fiore e ha avuto anche una piccola parentesi politica come assessore del comune silano. Fa giornalismo praticamente da sempre. E’ stato conduttore di diversi TG regionali prima di approdare nel Gruppo Marrelli.

La sua innata predisposizione nei confronti del mezzo televisivo è innegabile. E’ semplicemente esemplare davanti alla macchina da presa: mai una sbavatura linguistica, pochissimi inceppi, massima chiarezza espressiva. Peccato per gli argomenti e il suo approccio verso questi, spesso futili e troppo spesso trattati con una sorta di patina protettiva che lo esula dal rischio di prese di posizione.

Con tutti gli interlocutori si comporta da amicone; a tutti riserva le solite battutine sul tipo di conversazione da impostare («ci diamo del tu o del lei?»); non si espone praticamente mai e non insidia nessuno con domande di rilevanza; loda in maniera spassionata ogni suo ospite sottolineando sempre che «non si tratta di piaggeria o di circostanza». E ha ragione: lui il pomeriggio toglie le vesti di giornalista e indossa quelle da democristiano d’altri tempi. Sono tutti amici, tutti simpatici, tutti intellettualmente onesti. Intanto la critica politica muore a colpi di fuffa e sorrisetti.

Del resto è semplice capire la sua figura: se lo si paragona a Vespa lui anziché infastidirsi si compiace. Insomma, stiamo parlando di Bruno Vespa e non di Enzo Biagi. Comunque sì, de gustibus.  Continua a leggere “L’anchorman democristiano e le TV della ‘nduja”