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Il cittadino Ugo ordina, l’artigiano Gaetani esegue

Ugo Pugliese, da privato cittadino, ha chiesto e ottenuto un incontro col presidente di Akrea, l’artigiano della qualità Rocco Gaetani. Pugliese ha ordinato la pulizia immediata e straordinaria della città: spiagge, strade e rifiuti già a partire dalle 4.00 di questa notte. Akrea, nella persona del miracolato Gaetani, ha recepito ed eseguirà tempestivamente.

Davvero un cittadino modello questo Ugo Pugliese. Mi domando perché non si candidi a sindaco, magari in una bella e forte coalizione dal nome “La Prossima Crotone”. Come dite? Si è candidato e ha vinto il ballottaggio contro la Barbieri? Dunque è il nuovo sindaco della città? Strano visto che in tribunale lo spoglio è ancora in corso e dunque mancano gli estremi affinché Pugliese possa (da subito) insediarsi. Ergo: a quale titolo ha chiesto l’incontro con Akrea se, di fatto, è ancora un normale cittadino? E ancora: come ha fatto Akrea a ricevere indicazioni da un cittadino qualunque? E poi: se Akrea disponeva delle risorse necessarie per questa pulizia straordinaria, perché finora non si è mossa ma ha aspettato che Pugliese chiedesse un incontro? E se le risorse per agire prima mancavano, come farà a impiegarle ora per altro senza preventiva autorizzazione di spesa?

Diciamo che il populismo da flash gli riesce bene: la gente si è infatti convinta si possano prendere decisioni senza indossare la fascia. Di questo passo la bonifica, tenendosi larghi, sarà conclusa entro e non oltre dopodomani.
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Barbieri abbraccia tutti: Dorina, Piuma, Salvini e Tesoriere

Non si sfugge dalla propria miseria. Come avevamo facilmente previsto su Il Pitagorico del 31 gennaio scorso, il Pd di Trombato Pantisano e Dorina la banderuola si sono finalmente detti sì, lo voglio. Il percorso è stato contorto e travagliato. La Bianchi ha dovuto in un primo momento appoggiare il flop annunciato Piuma Argentieri (più occhiali che elettori), insieme a quel che resta (praticamente niente) di Farsa Italia e del cdx crotonese. A proposito: ma Gianfranco Turino non era nella direzione nazionale di Fratelli d’Italia? E’ stato per caso mandato via? Bah, mistero. Poi, proprio tramite l’amico dell’Eni Argentieri Piuma, Dorina e il Pd si sono potuti amorevolmente congiungere (anche se si è trattato di un abbraccio lontano dalle telecamere). Infatti il candidato degli imprenditori (politicamente pesanti proprio come una Piuma) sarà nella nuova giunta della Barbieri, nel caso questa venisse eletta sindaco di Crotone. A confermarlo è stata direttamente l’eclatante professoressa che a domanda precisa ha risposto: «Non escludiamo nessuno, siamo pronti ad accogliere i professionisti». Dunque la presenza di Argentieri Piuma conferma l’accordo politico tra l’attuale Sottosegretaria e il Partito Democratico.

In pratica l’amico di Umberto Tozzi dovrebbe ricoprire il ruolo di mediatore con Eni (o qualcosa di simile) in funzione del rapporto che questo ha con gli uomini del cane a sei zampe: da oltre vent’anni infatti collaborano per motivi professionali. A conferma quindi che il Pd vuole sentirsi sempre più vicino alla multinazionale che ha affamato questa città. Non a caso stava candidando a sindaco il legale di Eni, Francesco Verri; quello che – sempre per motivi professionali – esultò quando la multinazionale (per l’appunto difesa da lui) venne prescritta nel processo dell’amianto. Pensate la coerenza di questo partito che da anni governa questa città, questa provincia e questa regione.

Ma non finisce qui: il Pd non si allea solo con Dorina, no: ha accettato anche i voti di Salvini. Ottavio Tesoriere ha infatti dichiarato che appoggerà la Barbieri e farà votare i suoi per lei. Voi direte: ma cosa può fare la Barbieri se le dichiarazioni sono di Tesoriere? Prendere le distanze, per esempio. Ma non solo non l’ha fatto, ha perfino pubblicato l’intervista dell’avvocato sulla sua pagina ufficiale accompagnandola da un banale quanto ambiguo «Buongiorno». Mancava solo affiancasse alle parole di Tesoriere il ritornello di “Vattene Amore”, trottolino amoroso, dudu dadadà. Dunque una poltrona per Piuma/Bianchi e un’altra per Ottavio l’irriducibile: come le spiegherà visto che ufficialmente il Pd non si è apparentato con nessuno? Gli ormai celebri misteri di via Panella.
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Ugo e Rosanna, avete il coraggio di fare un patto con la città?

Meno di una settimana e avremo il nome del prossimo sindaco di Crotone. Ugo Pugliese e Rosanna Barbieri: l’ardua scelta sarà tra questi due candidati che qualcuno chiama “cartonati“. Ironia a parte, il voto del 19 giugno sarà importante per la città perché i prossimi saranno cinque anni determinanti, caratterizzati da una quantità massiccia di fondi europei e non solo (il Governo ha stipulato di recente i cosiddetti patti per il sud che porteranno una mole di denaro non indifferente anche a Crotone) che investiranno il territorio. In questi ultimi vent’anni Crotone è stata incapace di spendere per bene il denaro europeo, sprecandolo in operette fatte male o rimandandolo al mittente per mancata progettazione. Quando questo succede c’è solo un responsabile: la pessima squadra di governo. Quando i soldi non vengono spesi (o vengono spesi malissimo) significa che gli amministratori avrebbero dovuto fare altro nella vita e non politica. Per questo è importante scegliere assessori competenti, capaci di guardare al futuro, di essere un minimo lungimiranti. Se gli assessori continueranno a essere scelti col metodo Devona o il metodo Marseglia (in virtù dei voti portati e non delle competenze effettive) Crotone sprecherà l’ennesima occasione. Spenderanno una minima parte dei tanti soldi che arriveranno e poi diranno di aver fatto tanto e bla, bla, bla. No, fermatevi un attimo.
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No ai gggiovani gasati, sì ai giovani liberi

Sono insopportabili. Non credibili. Fastidiosi come Renzi quando parla di meridione. Utili alla comunità come le quote rosa lo sono alla causa delle pari opportunità. Sinceri come la candidatura (pseudo) rivoluzionaria della Barbieri. Tristi e patetici come chi diventa esperto di motociclismo non appena Valentino Rossi incanta, o di tennis non appena la Vinci e la Pennetta si scontrano in una storica finale tutta italiana. Chi sono? Semplice: i giovani che scendono in politica e si trasformano d’un tratto in Zanichelli della cosa pubblica alla stregua degli italiani che si reincarnano in novelli Bearzot durante gli Europei e i Mondiali di calcio.

Se con lo sport più amato del Bel Paese si può andare leggeri, non significa che lo si debba e lo si possa fare anche con la politica, anzi: per il bene della polis c’è necessità di figure credibili e preparate che non si interessino all’occorrenza perché bramosi di un posticino al sole, di una improbabile legittimazione personale o, come ancor più spesso accade, perché costretti da chi dà loro il pane. La cosa pubblica, anche e soprattutto a livello locale, ha bisogno di inventiva e non di retorica; di visione e non di vittimismo; di capacità e non di luoghi comuni; di libertà e non di retaggi.

Da queste parti invece troviamo gggiovincelli che interloquiscono esclusivamente con l’ausilio della retorica e frasi fatte, parlando di democrazia senza nemmeno conoscere le basi della scienza politica, difatti non considerando che sono fattori come il clientelismo a produrre un elevato numero di candidati e non il buono stato di salute della democrazia che, al contrario, è più malata, stressata, proprio quando più esaltata e “partecipata”. Sono cose semplici e basilari: chi le ignora palesa il dilettantismo con cui si affaccia al (pseudo) dibattito. Strano poi che a blaterare di buono stato della democrazia e di coalizione sana, nata da validi principi, sia un personaggio in corsa con la Sculco, figlia di un uomo la cui fama clientelare precede e rende inutile ogni qualsivoglia ragionamento su politica sana, democrazia e affini.
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Flora l’«orgogliosa» e il gretto provincialismo dei crotonesi

Pensavo che la politica italiana più brutta, quella del berlusconismo e del post berlusconismo, non avesse altro da offrire o che, quantomeno, non potesse fare proseliti in piccole e dimenticate realtà come quella crotonese. Mi sbagliavo. Evidentemente, quando ci pensavo, non tenevo conto del provincialismo marcio e dell’esistenza della famiglia Sculco, dinastia formatasi nei sindacati e – ahinoi – infiltratasi col tempo nella politica che conta. Attenzione: stiamo parlando della politica crotonese e parte di quella calabrese; politica d’accatto, senza uomini di statura e di livello, che conta nulla ma pur sempre di politica si tratta.

Prima che lo facesse fuori la magistratura, era Enzo a dare direttamente le carte sul tavolo: nel 2006, ai tempi della Margherita di cui era leader, ha contribuito in maniera notevole alla vittoria bulgara del centrosinistra di Vallone. Prima era stato in Provincia in qualità di vice presidente (di recente è stato condannato per danno erariale al risarcimento di undicimila euro nei confronti della stessa Provincia che amministrava) poi in Regione come consigliere, dove decadde ancora per mano di quella straordinaria entità che molti odiano ma che per fortuna esiste e ci ricorda con chi abbiamo a che fare.
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