Rori vuole Crotone, Sculco lo fulmina ma trema

Lo spiccato eloquio di Rori De Luca fa il pari col ciuffo di deandreiana memoria che lo caratterizza. Parla benissimo e si spiega ancora meglio, ma ogni qualvolta che apre bocca genera una quantità tale di supercazzole che da sole basterebbero per girarci l’ennesimo atto di “Amici miei”. Non esiste, infatti, sintesi migliore per descrivere il suo travagliato mandato da ministro cittadino, così come l’intera conferenza stampa indetta ieri nei locali del “902” dall’ormai ex assessore ai lavori pubblici.

Ci ha tenuto subito a smentire le voci che volevano alla base di questo abbandono improvviso, un acceso scontro verbale con Enzo Scuclo in persona. Lui è un adulto, circondato da persone adulte e per questo, dice, non litiga. E mentre lo diceva, alle sue spalle qualcuno giura di aver visto diverse marmotte incartare la cioccolata. D’altro canto chi ha mai visto due o più adulti litigare? Nessuno. Men che meno in politica. Figuriamoci poi quando la politica la fai con un caporale come Enzo Sculco. Ma Rori non dice bugie, lui è semplicemente ingenuo. Continua a leggere “Rori vuole Crotone, Sculco lo fulmina ma trema”

Pugliese e Barbieri, cerchi «’ndrangheta» ed esce lo zero

Nei programmi elettorali si parla di tutto tranne che di ‘ndrangheta. Quantomeno in quelli dei principali competitor, Rosanna Barbieri (Pd) e Ugo Pugliese (Sculco). Evidentemente, loro, non considerano la ‘ndrangheta come qualcosa che influisca negativamente sulla vita politica e sociale della città. Altrimenti non si spiega perché la Barbieri non l’abbia mai nominata. Forse non esiste? O forse è troppo presente? Stessa cosa vale per Pugliese: finora ha parlato di tutto tranne che di ‘ndrangheta. La speranza è che per nessuno di loro due ci sia imbarazzo a parlare di criminalità organizzata. Qualcuno in compenso parla di liste satellite non del tutto limpide. Non vorremmo che i due principali avversari di questa tornata non abbiano nominato la ‘ndrangheta per paura di un cortocircuito.

Andando sui loro siti internet, nella sezione “Programma”, premendo il tasto “f3” e digitando la parola «’ndrangheta» il numerino che appare non è il dieci, né il cinque né tanto meno l’uno. E’ lo zero. Stessa cosa se si digita criminalità organizzata.

 

Forse in via Panella credono basti scoprire una targa a Lea Garofalo per dirsi oppositori della ‘ndrangheta? Credono sia sufficiente una commemorazione per contrastare chi ormai – in tutta Italia – spara poco ma firma e delibera tanto? Perché all’evento dello scorso 19 maggio, alla Lega Navale, alla presenza del testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio, non c’erano né «la prima donna candidata a sindaco per il csx» né il candidato di Enzo Sculco? Preferiscono gli incontri da rose e fiori con Cesa e Guerini negli hotel a quelli crudi con chi racconta la propria resistenza quotidiana? Evidentemente sì.
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Comunali 2016: proviamo a capirci qualcosa

Dal ballottaggio Vallone – Bianchi sono passati precisamente quattro anni e tre mesi. Ne mancano dunque nove, di mesi, alle prossime Elezioni Amministrative 2016. La tornata del 2011 fu folta e variegata. Un sacco di liste civiche e di nomi più o meno nuovi. Ci fu l’esordio del giovanissimo Andrea Arcuri; il ritorno per la terza corsa del compianto Pasquale Senatore; Enzo Sculco mascherato da Giusy Regalino; la banderuola senza spina dorsale Dorina Bianchi; la conferma dell’imbarazzante Vallone nelle fila del PD; e altri nomi più o meno nuovi come l’ingegnere Voce, l’avvocato Cavarretta, il professor Pesce e la storica Linda Monte.

Oggi, a distanza di oltre quattro anni, le cose sono completamente cambiate. Vallone non potrà ricandidarsi per il vincolo dei due mandati; la Destra, morta, pare non avere un mezzo candidato; Sculco ha fatto pace col PD; Arcuri pare abbia in mente un programma futuro per Crotone; e le altre liste civiche sono scomparse prima ancora di nascere. Le probabili novità però sono rilevanti. Dalle parti del centrodestra il posto della Bianchi potrebbe essere preso – nonostante le ripetute smentite – dall’ex vice presidente della Regione Calabria, nonché moglie di Massimo Marrelli, Antonella Stasi; buon serbatoio di voti e una discreta credibilità acquisita in questi ultimi anni. Basterebbe capire gli equilibri interni a Forza Italia Crotone (non pervenuta), ad NCD e a quel che rimane – ammesso che ci sia ancora qualcosa – dell’UDC. Inutile citare Fratelli d’Italia: partitino assente, affogato in percentuali tristissime alle ultime Regionali. Dunque, la Stasi, sarebbe l’unico vero competitor in grado di contrastare l’egemonia del centrosinistra, rafforzatasi parecchio col ritorno di Enzo Sculco. Continua a leggere “Comunali 2016: proviamo a capirci qualcosa”