Rori vuole Crotone, Sculco lo fulmina ma trema

Lo spiccato eloquio di Rori De Luca fa il pari col ciuffo di deandreiana memoria che lo caratterizza. Parla benissimo e si spiega ancora meglio, ma ogni qualvolta che apre bocca genera una quantità tale di supercazzole che da sole basterebbero per girarci l’ennesimo atto di “Amici miei”. Non esiste, infatti, sintesi migliore per descrivere il suo travagliato mandato da ministro cittadino, così come l’intera conferenza stampa indetta ieri nei locali del “902” dall’ormai ex assessore ai lavori pubblici.

Ci ha tenuto subito a smentire le voci che volevano alla base di questo abbandono improvviso, un acceso scontro verbale con Enzo Scuclo in persona. Lui è un adulto, circondato da persone adulte e per questo, dice, non litiga. E mentre lo diceva, alle sue spalle qualcuno giura di aver visto diverse marmotte incartare la cioccolata. D’altro canto chi ha mai visto due o più adulti litigare? Nessuno. Men che meno in politica. Figuriamoci poi quando la politica la fai con un caporale come Enzo Sculco. Ma Rori non dice bugie, lui è semplicemente ingenuo. Continua a leggere “Rori vuole Crotone, Sculco lo fulmina ma trema”

A Crotone la ‘ndrangheta non esiste

Siamo sicuri che Crotone sia una cittadina calabrese e non un immacolato cantone svizzero? No, perché nonostante qui le logiche ‘ndranghetiste siano alla base del vivere quotidiano, a nessuno pare importare se, ad esempio, all’interno delle liste elettorali – che da qui a breve andremo a leggere – potrebbero occupare posti di prim’ordine personalità non proprio limpide o, peggio ancora, se in partiti importanti, come ad esempio quello Democratico, potrebbero esserci uomini, anche di peso, che rispondono direttamente a famiglie di potere mafioso. Sono domande lecite quanto generiche. Per dire: siamo sicuri che i rapporti clientelari con cui storicamente gli Sculco si rapportano alla politica siano liberi da contaminazione ‘ndranghetista?

La ‘ndrangheta la conosciamo e conosciamo bene la sua straordinaria capacità ad insediarsi all’occorrenza, pertanto tali domande oltre a essere lecite e non banali dovrebbero essere poste all’interno del dibattito pubblico, in virtù – e non solo – delle elezioni di giugno. Ovunque c’è potere c’è concreta possibilità che la ‘ndrangheta bussi o che sia direttamente impegnata o comunque vicina a chi il potere lo detiene o lo rincorre. Sarà, ma qui davvero la ‘ndrangheta e i suoi derivati sembrano non esistere. Si parla di tutto tranne che di questo.

Eppure la ‘ndrangheta crotonese ha le sue logiche e muove i suoi interessi ovunque, non solo qui. I cutresi, ad esempio, fanno affari d’oro nel nord Italia. Sono spietati e potentissimi. Così come quelli di Isola e di Cirò: la ‘ndrangheta c’è ma fa meno rumore di un tempo. Non bisogna dimenticare infatti che il silenzio non significa assenza ma attività. E a Crotone le attività sono molto fiorenti.
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