Quanto fa ridere l’esclusione di Wanda Ferro dal consiglio regionale?

Sono ormai tre i mesi passati dal giorno in cui i calabresi si sono recati alle urne per scegliere il nuovo governatore. Da novembre ad oggi però, l’unica cosa che continua a tener banco è l’esclusione di Wanda Ferro dal Consiglio Regionale.

Il leader dell’opposizione, colei che ha racimolato più voti di tutto il centrodestra, non potrà opporsi, né votare né tantomeno deliberare perché rimasta a casa e senza alcuna poltrona. Il ricorso al TAR è stato puntuale come l’inciucio tra Oliverio e Tonino Gentile. La Ferro non ci sta così come tutto il suo partito.  Il neo governatore intanto si costituisce in giudizio per opporsi al ricorso scatenando ulteriori polemiche in Forza Italia. Ma Oliverio, non essendo il primo degli sprovveduti, ricorda, a chi nel caso l’avesse dimenticato, che chi oggi contesta questa situazione e si scaglia contro di lui, ha votato questa legge elettorale e che dunque farebbe meglio a tacere. E come dargli torto? Piuttosto chi, come Mimmo Tallini e la stessa Wanda Ferro, si oppone, in tutti i modi possibili, a questa esclusione, dovrebbe fare un mea culpa e cambiare pedine all’interno del proprio entourage politico. Ebbene sì, perché la (brutta) legge parla chiaro e dunque le ipotesi sono due: o l’hanno votata senza leggerla o, a Wanda Ferro, hanno voluto fare un bel regalino. Infatti sarebbe bastato presentare la candidatura a consigliere regionale, oltre che a presidente, e tutto questo putiferio non sarebbe mai accaduto e ora, in consiglio, ci sarebbero i due principali competitor. Continua a leggere “Quanto fa ridere l’esclusione di Wanda Ferro dal consiglio regionale?”