Grazie allo Stato la ‘ndrangheta non esiste nemmeno a Bagnara

E’ stato sciolto per infiltrazioni mafiose il comune di Bagnara Calabra, Reggio Calabria. Alla notizia, molti cittadini di Bagnara hanno reagito così: «Ma quale mafia e mafia. La vera mafia è a Roma, qui non c’è. È una vergogna aver sciolto il comune. Che andassero a chiudere i comuni di Renzi e i suoi compagni». Oltre al fatto che bisognerebbe capire come Renzi faccia ad avere dei compagni, mi chiedo – anche al netto di queste parole – come sia ancora possibile che la politica parli di meridione con la semplicità e l’irresponsabilità alle quali ci ha abituati; del perché non discuta più della vera questione meridionale; di come faccia la politica a riempirsi la bocca con frasi fatte del tipo «il sud risorsa per il Paese» senza che questa abbia in testa una benché minima idea di cosa sia davvero il sud e del tappeto di omertà, unito ad una spaventosa passività culturale, che domina molte comunità calabresi, campane, siciliane. Insomma, mi chiedo come faccia la politica a non rendersi conto di ciò che la sua incapacità abbia generato in alcune zone del Paese, dove lo Stato viene visto come un nemico. Lo stesso Stato la cui assenza ha fatto sì che «la ‘ndrangheta non esiste» nemmeno a Bagnara Calabria. Per capirci, la politica fa retorica semplicistica sul meridione e sulla ‘ndrangheta senza tener conto – consapevolmente – dell’esistenza di comunità come ad esempio Platì.
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