Come è misera la vita nei centri di potere

Flora Sculco, il padre e il loro candidato a Sindaco giocano a nascondino con le loro mancanze e con la consistente possibilità di dover ritornare, a ballottaggio perso, a stringere le mani dei galantuomini di Via Panella. Probabilmente la forza che mostrano e ostentano, a conti fatti, non ce l’hanno. Hanno per questo dovuto candidare un Ugo Pugliese dal viso pulito e creare liste con i nomi più disparati per poter dirsi sicuri di insediarsi nel Palazzo di Piazza della Resistenza. Fanno leva – anzi, è solo la Sculco ad esporsi visto che il resto del parterre ha lo stesso appeal dei baffi di Vallone – sui dieci disastrosi anni del Partito Democratico e sul fatto che quasi nessun’altro è ancora pronto, a differenza loro che «da mesi e mesi» sono in campo e che quindi – per logiche da politichetta spicciola a cui si rifanno – risulterebbero inevitabilmente i più credibili. Addirittura gli unici in grado di poter ridare un nuovo slancio alla città e rinnovare la classe dirigente. In poche parole, secondo Miss. Incoerenza, il cranio lucido di Pugliese e i nomi dei gggiovani in lista cancellerebbero anni e anni di politica clientelare e ridarebbero una mano di bianco alla fedina penale del papà che, per sua stessa ammissione sui giornali, è al suo fianco in ogni battaglia.
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Senza una classe dirigente non avremo mai una città

In dieci anni di agonia vallosculchiana prima e solo Democratica poi, Crotone non ha fatto passi avanti. Anzi, il suo modus vivendi è palesemente peggiorato rispetto al 2006. Un dato, questo, sotto gli occhi di tutti salvo quelli del sindaco e degli assessori, persi in patetici comunicati stampa in cui, da una parte, elogiano il loro lavoro decennale (tipo aver perso 1,5 milioni di euro per i lavori di Via Tellini?) e, dall’altra, si giustificano con i limiti che i comuni hanno in questo difficile periodo di crisi. Per carità, la situazione dei Comuni italiani non è rosea, ciononostante mantenere una città in ordine, pulita, rendendola vivibile e minimamente funzionale alle esigenze del cittadino non richiede tanto un dispendio di tipo economico (e non stiamo qui a parlare degli sprechi e delle consulenze agli amici di cui si è reso protagonista il Pd in dieci anni) quanto uno di energie e visione, capacità di pensare e mettere in atto progetti sostenibili ai fini di una città più viva.

In dieci anni – persi tra rimpasti, contentini e liti interne – non un progetto a lungo termine, non una riqualificazione fatta bene; solo pastrocchi lasciati a metà e realizzati in maniera superficiale, senza alcuna attenzione ai dettagli. Tanti lavori – molti dei quali con soldi destinati ad altro, tipo all’aeroporto – fatti male, conseguiti solo per mettere una pezza ma senza alcuna visione precisa. Data la concezione, triste, che hanno del ruolo dell’amministratore, credono basti mettere due mattonelle per poter dire di aver «fatto» qualcosa, sentendosi in pace con loro stessi ma ancor di più con la pubblica opinione (che da queste parti è molto limitata). Non mettono in conto che non è dal numero di interventi che si valuta il lavoro di una classe dirigente – attiva per dieci lunghi anni sul territorio – bensì dalla qualità e dalla funzionalità di essi, nonché dalla adattabilità che avranno alle esigenze di domani.
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Flora l’«orgogliosa» e il gretto provincialismo dei crotonesi

Pensavo che la politica italiana più brutta, quella del berlusconismo e del post berlusconismo, non avesse altro da offrire o che, quantomeno, non potesse fare proseliti in piccole e dimenticate realtà come quella crotonese. Mi sbagliavo. Evidentemente, quando ci pensavo, non tenevo conto del provincialismo marcio e dell’esistenza della famiglia Sculco, dinastia formatasi nei sindacati e – ahinoi – infiltratasi col tempo nella politica che conta. Attenzione: stiamo parlando della politica crotonese e parte di quella calabrese; politica d’accatto, senza uomini di statura e di livello, che conta nulla ma pur sempre di politica si tratta.

Prima che lo facesse fuori la magistratura, era Enzo a dare direttamente le carte sul tavolo: nel 2006, ai tempi della Margherita di cui era leader, ha contribuito in maniera notevole alla vittoria bulgara del centrosinistra di Vallone. Prima era stato in Provincia in qualità di vice presidente (di recente è stato condannato per danno erariale al risarcimento di undicimila euro nei confronti della stessa Provincia che amministrava) poi in Regione come consigliere, dove decadde ancora per mano di quella straordinaria entità che molti odiano ma che per fortuna esiste e ci ricorda con chi abbiamo a che fare.
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“TeleFlora” e la solita Crotone senza spina dorsale

Un grande centro scommesse e diversi cavalli tra cui scegliere. E’ l’immagine che riassume al meglio il contesto politico di Crotone. Ognuno punta sul cavallo che ritiene più papabile e insieme si preparano per conquistare il palazzo. Capita, anche, che sia il cavallo a scegliere il puntatore. La natura, qui, è un concetto relativo.

Chi abbia scelto chi non è importante saperlo, sta di fatto che Esperia Tv e il Gruppo Marrelli hanno puntato su Flora Sculco&Friends. Da Esperia Tv a TeleFlora il passo è breve: smielate quando è in studio e complimenti vivissimi ed elogi anche quando non c’è. Perché sì, qui siamo oltre al democristianesimo che caratterizza la rete e ha caratterizzato la battaglia (eterna) per il “Marrelli Hospital”; qui siamo al volemose bene, al siamo uniti per Crotone. E sul loro carro, data la loro voglia di cambiare, c’è spazio per tutti, uomini e donne, giovani e vecchi. E a proposito di giovani: che fai, non ti giochi la carta Davide Carrabetta? Non scherziamo: il carro è ampio e i primi posti devono occuparli coloro che hanno «séguito sul web» (siamo a questi livelli) e che si sono distinti per la loro devozione verso Santo Massimo. E poi i gggiovani sono sempre ottimi per dare un’immagine (contenuti zero) di freschezza: che fai, non agglomeri quella “Blu Gioventù” che puzza tanto di vecchio e retorica? Tutto fa brodo visto il livello ma niente, a conti fatti, fa sostanza e credibilità.
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Un penoso “match politico” senza contenuti

Uno spettacolo indecoroso quello andato in onda su Esperia TV. Gli interventi visti a “Match Pol”, il nuovo format di Salvatore Audia, sono stati di una bassezza unica e di un’inutilità superiore alla candidatura di Giancarlo Rizzo per Fiamma Tricolore a sindaco di Crotone. Il motto del programma è “incontri e scontri”, come dire: noi ve l’avevamo detto. Il punto è che gli “scontri” avrebbero avuto ragion d’esistere a patto che ci fossero stati gli “incontri”, e di questi nemmeno l’ombra. Gli incontri prevedono infatti una scaletta ben definita che possa dare il la allo sviluppo dei temi da dibattere: come mantenere l’aeroporto in vita?; come risolvere il problema del fallimento delle partecipate?; il Pd e gli altri candideranno gli uomini coinvolti in gettonopoli? E se sì, con che faccia?

E ancora: in merito alla bonifica, cosa può davvero fare il Comune di Crotone?; in cantiere ci sono idee e misure in merito all’urbanistica, alla sicurezza, alle sanzioni per chi sporca e non fa la differenziata?; e a proposito di differenziata: qualcuno ha un piano serio e concreto per dare il via a un processo volto a ridurre i rifiuti e ad accrescere il senso civico? E cosa più importante: qualcuno ha in mente un modello città?
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Flora parla di rinnovamento ma di cognome va Sculco

Forse nella prossima futura Crotone vedremo un po’ di coerenza e un po’ di autonomie in più ma di certo non in questa. Ieri Flora Sculco, la figlia di Enzo, ha presentato una super coalizione fatta per lo più di liste e listicine. Partiti veri e propri, per il momento, zero. Insieme a lei, tra gli altri, l’UDC (chiamarlo partito sarebbe troppo) e il notaio Benedetto Proto, ex Presidente del Consiglio Provinciale. Non solo: nel mucchio selvaggio anche Calabria in Rete (la lista che ha portato la Sculco in Regione ma che, di fatto, non ha una vita propria) e Laboratorio Crotone – Idee in Rete, movimento vicino a Maria Bonaiuto, la direttrice di Crotone24News.it (diventerà portale di partito?).

La vera notizia è però il mancato accordo con il Partito Democratico, ora in vera crisi d’identità senza il suo alleato di riferimento. Se nel 2011 l’abbandono di Sculco non si fece sentire più di tanto, quest’anno potrebbe non essere la stessa cosa considerati gli ultimi due mandanti fallimentari – un intero decennio, non dimentichiamocelo – per gli uomini di via Panella, che in teoria dovrebbero godere dei malumori dei cittadini. In teoria però: perché a Crotone e in Calabria niente è sicuro e potremmo ritrovarci sindaco un Crugliano Pantisano qualunque nonostante dieci anni di assenze e regressi. Non solo la scarsa memoria dei crotonesi, il rischio di ritrovare un Pantisano al posto di Vallone potrebbe essere dato dalla debolezza dei concorrenti: poco radicati sul territorio, dispersi e ancora con le idee poco chiare: il centrodestra rimane una triste incognita a meno di tre mesi dalle elezioni; il Cinque Stelle ha candidato uno sconosciuto Ilario Sorgiovanni; il resto del parterre, come già detto, serve solo a spezzettare il voto e ad apparentarsi in caso di ballottaggio. Per il momento, dunque, la sfida vera è tra i Democratici e i DemoKratici: a differenziarli solo una lettera (la parte visiva, nemmeno quella fonetica), nient’altro. L’obiettivo comune è mantenere o recuperare il potere politico nella città di Crotone. Difatti non si contrappongono su linee di tipo programmatico (potrebbero prendere i programmi da un cilindro e farli propri senza problemi) ma esclusivamente sugli uomini che riescono a portare in campo. Non a caso si corteggiano a vicenda e quando non trovano accordi, vanno alla ricerca dei vari Proto da una parte e volti giovani – preferibilmente fuori dal partito – dall’altra.
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Senza dignità: Vallone e Pantisano stendono il tappeto rosso alla Bianchi

Prima ancora che venisse ufficializzata la nomina di Dorina Bianchi a Sottosegretaria alla Cultura, si era già avanzata la possibilità che il Partito Democratico di Crotone potesse riservare un posto di rilievo alla regina del trasformismo politico e delle assenza in consiglio comunale (meno di dieci, infatti, le presenze in quasi cinque anni). Dopo la nomina c’è stata l’ufficialità: Dorina Bianchi appoggerà i dem alle imminenti Comunali 2016, … Continua a leggere Senza dignità: Vallone e Pantisano stendono il tappeto rosso alla Bianchi

A.A.A Cercasi Giovani Democratici Crotone

Mancano poco più di 5 mesi alle prossime Elezioni Amministrative di Crotone e le incognite continuano a rimanere tante. Non è ancora chiaro se il PD – che ha però iniziato a sondare il terreno fra i più giovani estranei al partito con Crugliano Pantisano – abbraccerà Enzo Sculco o ne farà a meno e se il candidato del csx sarà Emilio De Masi. L’incognita Enzo Sculco quindi, non ci permette nemmeno di capire in pieno che cosa farà il cdx, assente e poco chiaro come al solito. Il resto del parterre vede i grillini alla ricerca di un candidato tra i loro infiniti meet – up e le liste civiche che correranno autonomamente porsi un solo obiettivo: l’apparentamento in caso di ballottaggio.

In tutto questo caos di poca chiarezza rientrano di prepotenza anche i Giovani Democratici guidati da Manlio Caiazza. Difatti, ad oggi, non è chiaro il loro programma per Crotone né tanto meno la loro visione in merito proprio alle imminenti comunali. In questi mesi solo due piccoli segni di vita: un incontro sul tema “bonifica” e l’invito per il commissario locale dei dem, Maurizio Tricoli, a dimettersi. Per il resto non si hanno notizie di loro prese di posizione su temi di rilevanza cittadina, regionale, men che meno nazionale.

Non esiste un blog a firma GD attraverso il quale consultare attività, progetti e membri (su questo fronte convengono col partito madre che non ha nemmeno una mail ufficiale) ma esiste una pagina facebook dove pubblicano le loro iniziative culturali (cineforum, tornei di beneficenza). Niente di più. Niente che basti.
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Caro PD, fare non è sinonimo di bene: giù la maschera, zero alibi

Mio caro Partito Democratico di Crotone,
ti scrivo questa lettera per portarti a conoscenza di un concetto fondamentale che potrebbe anche ritornarti utile in futuro, nel caso, già da maggio, dovessi trovarti all’opposizione: fare non è sinonimo di bene. Sai, caro Partito Democratico, in questi lunghissimi e interminabili dieci anni, hai governato questa città, ereditando l’arduo compito dal compianto Pasquale Senatore, e non ne hai azzeccata una. In nessun ambito hai lasciato un segno tangibile, anzi. Molte partecipate sono fallite e tutte le tue promesse venute meno: siamo la provincia, tra le 5 calabresi, con il tasso più basso di differenziata. Solo il 10% stando ai dati di Arpacal di qualche giorno fa.

Hai fatto tanto in termini di opere, così come dice spesso tuo figlio Peppino, ma tra le tante non ce n’è una fatta bene e conservata nel tempo. Ti vanti di aver aperto 16 cantieri contemporaneamente ma non dici che molti di quei soldi, utilizzati per opere più che discutibili, provenivano dalle royalties e servivano come quota di partecipazione nel Consiglio d’Amministrazione dell’aeroporto Sant’Anna per tenere vivo lo scalo (oggi in vita ma in perenne rischio). Continua a leggere “Caro PD, fare non è sinonimo di bene: giù la maschera, zero alibi”