La bruttezza mentale del Pd e di Peppino Vallone

Se uno pensa male non potrà che scrivere male. Se uno è brutto dentro non potrà che togliere fuori bruttezze. Se un’amministrazione è intrisa di bruttezza mentale, vale a dire incapace di pensare al bello (il bene è utopia) per la città e i cittadini, non potrà che sfornare obbrobri clamorosi e mancare occasioni continuamente. E così hanno fatto Peppino Vallone e il Pd: in dieci anni – data la loro bruttezza di pensiero – hanno impoverito urbanisticamente la città, lasciato operette a metà o abbandonate a se stesse e, ovviamente, sprecato occasioni.

L’elenco, credetemi, potrebbe occupare almeno tre pezzi sul blog ma preferisco limitarmi a sottolineare quella che è forse l’opera più brutta e insensata (dopo gli omaggi a Pitagora e a Milone, ovviamente) che questa brutta e insensata amministrazione abbia lasciato alla città: la fontanella di fronte il cimitero. E pensare che la nomea di fontanaro è rimasta al compianto Senatore. Quella installata (alla meno peggio, giusto per mettere qualcosa come gli infiniti e orribili rondò che hanno invaso Crotone) di fronte il campo santo è il biglietto da visita di un uomo, Peppino Vallone, che non ha vissuto la città, non l’ha amata e non l’ha imparata a conoscere e di un partito, quello Democratico, che è ormai alla canna del gas culturalmente e politicamente, privo di nuove figure, azzannato dalla vecchia guardia provinciale che non vuole che le cose cambino. Col tacito consenso di tutti.
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Un comitato inesistente e un doppio gioco irriverente: l’onestà di chi non ce l’ha

Chapeau. Il cappello non può che essere levato davanti a tanta buona volontà e dedizione. Spendere la domenica, per alcuni unico giorno di riposo, alla pulizia di Capo Colonna non può che essere un gesto da lodare, riprendere e perché no, anche emulare. Considerato poi, cosa di non poco conto, che il tutto è stato fatto gratuitamente e a proprie spese (guanti, sacchi).

Ora, pensandoci bene, l’intervento non è stato del tutto gratuito. Forse qualche entrata di natura non economica sarà stata preventivata da chi ha organizzato l’iniziativa. Già, chi ha organizzato l’iniziativa? Su Il Crotonese di martedì 17 febbraio 2015, Giuseppe Pipita, nell’articolo che riporta la notizia fa il nome del “Comitato #SalviamoCapoColonna”.

Qui ci troviamo di fronte ad uno strano caso di notizia nella notizia. Quella principale diventa proprio  l’esistenza del comitato. Infatti, le ultime, lo davano per sciolto, sbranato vivo dall’eccessivo protagonismo e dallo scarso senso comune di alcuni. Pipita invece lo da per vivo e vegeto, aggiungendo novità di rilievo: oltre al comitato e ai liberi cittadini – scrive -hanno preso parte all’iniziativa anche gli attivisti “No Cemento a Capo Colonna”.
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