Le Supercazzole di Vallone e del team Sculco

Per chiudere in bellezza questa squallida e noiosa campagna elettorale mancava solo la supercazzola finale a 5 giorni dal voto. Anzi, le supercazzole. Vallone si definisce «un buon sindaco» e minaccia la città annunciando la sua permanenza in politica, mentre gli sculchiani arrivano a parlare di Pugliese come del «comandante» di questa avventura. Il primo è un caso perso, un bugiardo cronico che vive su un altro pianeta, … Continua a leggere Le Supercazzole di Vallone e del team Sculco

Comunali 2016: non si muove foglia che Sculco non voglia

Gli anni passano, la giustizia fa il suo corso ma il Denis Verdini di Strongoli non ha nessuna voglia di mollare il suo scettro e liberare la politica crotonese dal giogo dei suoi umori: è difatti – ancora – il parere di Enzo Sculco a determinare le alleanze della politica crotonese nonché il futuro della città stessa.

Alle Elezioni Amministrative 2016” non manca molto, anzi: il tempo stringe (mancano sei mesi) al punto che le forze politiche locali si stanno muovendo per fare quadrare una situazione assai instabile e collocarsi, politicamente e strategicamente, prima che sia troppo tardi.

Partiti, partitini e associazioni hanno tutti lo stesso problema: che cosa farà sua eminenza Enzo Sculco? Andrà a destra, a sinistra o da solo? Trovare risposta a questo interrogativo è difficile per tutti, forse anche per Sculco stesso che, negli anni, ne ha provate diverse. Nel 2006 scelse la compagnia di Via Panella contribuendo, e non poco, alla vittoria bulgara del centrosinistra e di Vallone (77%); nel 2011 invece, dopo i dissapori maturati nella precedente legislatura, decise di correre da solo. O meglio: viste le condanne definitive che si porta sul groppone, Enzo è costretto a stare dietro le quinte proprio come nel 2011 quando candidò a sindaco Giusy Regalino.

L’esperimento sculchiano della società civile in politica non funzionò: davanti alla Regalino arrivarono, in ordine, Senatore, la Bianchi e Vallone. Nonostante la sconfitta, la sua scissione dal PD portò questi prima al ballottaggio – a differenza del 2006 quando il centrodestra prese un misero 22% –   con la Bianchi e poi alla seconda elezione di Peppino Vallone.

Quello del 2011 fu comunque un anno importante per la famiglia Sculco: la figlia Flora entrò per la prima volta in consiglio comunale, con oltre 600 preferenze e nemmeno un comizio, riprendendo ufficialmente la storia politica del papà, interrotta dai processi prima e dalle condanne in definitiva poi. Continua a leggere “Comunali 2016: non si muove foglia che Sculco non voglia”