Rori vuole Crotone, Sculco lo fulmina ma trema

Lo spiccato eloquio di Rori De Luca fa il pari col ciuffo di deandreiana memoria che lo caratterizza. Parla benissimo e si spiega ancora meglio, ma ogni qualvolta che apre bocca genera una quantità tale di supercazzole che da sole basterebbero per girarci l’ennesimo atto di “Amici miei”. Non esiste, infatti, sintesi migliore per descrivere il suo travagliato mandato da ministro cittadino, così come l’intera conferenza stampa indetta ieri nei locali del “902” dall’ormai ex assessore ai lavori pubblici.

Ci ha tenuto subito a smentire le voci che volevano alla base di questo abbandono improvviso, un acceso scontro verbale con Enzo Scuclo in persona. Lui è un adulto, circondato da persone adulte e per questo, dice, non litiga. E mentre lo diceva, alle sue spalle qualcuno giura di aver visto diverse marmotte incartare la cioccolata. D’altro canto chi ha mai visto due o più adulti litigare? Nessuno. Men che meno in politica. Figuriamoci poi quando la politica la fai con un caporale come Enzo Sculco. Ma Rori non dice bugie, lui è semplicemente ingenuo. Continua a leggere “Rori vuole Crotone, Sculco lo fulmina ma trema”

Dopo la sentenza liberticida a favore di Pedace, aspetto Sculco

Se, in seguito al mio articolo pubblicato nel giugno 2016 qui su Il Pitagorico e da lui giudicato diffamatorio, lesivo e chissà cos’altro, avessi chiesto pubblicamente scusa, Enrico Pedace avrebbe rimesso la querela e io mi sarei “salvato”, avrei «evitato questo processo» e ricevuto la grazia divina da parte del buon Enrico e del suo astuto avvocato Tiziano Saporito che pare ami molto comparire sui giornali e per questo merita una citazione (ormai gli voglio quasi bene).

Ovviamente non ho preso in considerazione nemmeno per un secondo l’idea di scusarmi per quell’articolo poiché non lo ritengo diffamatorio (a maggior ragione dopo la sentenza che mi vede condannato a sborsare 1700 euro in totale) e soprattutto perché avrei smentito me stesso. In quel pezzo, che tanto ha fatto arrabbiare “il guerriero”, osai semplicemente interrogarmi giornalisticamente su un fatto politico e portare all’attenzione dei miei lettori una sacrosanta questione di fondo: perché quel candidato è risultato il più votato? Poteva essere Pedace come Sorgiovanni. La cosa non sarebbe cambiata (altro che «articolo ideologico», avvocà). Una banale quanto opportuna domanda che qualsiasi giornalista di qualsiasi città di qualunque Paese si sarebbe posto all’indomani del voto. Ognuno a modo proprio,  ma se la sarebbero posta ovunque. Perché al di là della libertà costituzionalmente sancita di poter esprimere dubbi sull’elezione bulgara di un candidato, in quel caso vi era il fattore Sculco a rafforzare il mio diritto e quello di chiunque altro a interrogarsi sul risultato elettorale di un singolo consigliere o di un’intera giunta. Continua a leggere “Dopo la sentenza liberticida a favore di Pedace, aspetto Sculco”

Renzi scarica gli Sculco: non basta il feudo, Flora perde Roma

Non c’è stato niente da fare: a Roma non l’hanno voluta. Non sono bastati incontri segreti, patti sgangherati con Mario Oliverio e letterine di Natale un po’ in ritardo: Flora Sculco resterà a casa a fare la maglia. Questo nonostante l’altra signora di Crotone, la pisana Dorina Bianchi, si fosse ritirata in serata. Renzi ha preferito Nicodemo Oliverio, con tanti saluti a Enzo e Flora che, meno di un anno e mezzo fa, sentenziava profeticamente: «Non ho bisogno dei voti degli altri per andare a Roma. Ho i miei. E poi scusate: è meglio che ci teniamo Nicodemo Oliverio?». A quanto pare sì. Almeno per il partito a cui gli Sculco fanno la guerra a giorni alterni è meglio quel po’ po’ di intellettuale di Nicodemo Oliverio (un tale che, a termine di un incontro a tre sulle sorti dell’aeroporto, scrisse con soddisfazione una nota stampa prendendo i dati da un articolo di giornale vecchio di un anno. Un genio). Continua a leggere “Renzi scarica gli Sculco: non basta il feudo, Flora perde Roma”

Il Pd bacia la pantofola di Enzo Sculco senza alcuna vergogna

Che il Pd crotonese fosse peggio di Enzo Sculco lo si sapeva già. Lo scrivemmo tempo fa qui su Il Pitagorico. Un partito animato dalla peggiore classe dirigente che la città abbia mai conosciuto, divorato vivo dalle grandi ambizioni di piccoli e insignificanti personaggi politici. E’ un partito, quello di Crotone, che non esiste: non hanno una linea, non hanno un capo né un’idea che sia una e per di più sono senza uno straccio di personalità di rilievo. Tanto è vero che non appena si avvicina una qualsiasi elezione il loro primo pensiero è contattare Enzo Sculco per trovare un accordo. Gente senza talento. Gente politicamente insignificante. Se a Sculco sta bene, l’accordo si trova e loro sguazzano più o meno serenamente nei voti del ras, in caso contrario questo li rimanda a casa senza pagnotta.

Continua a leggere “Il Pd bacia la pantofola di Enzo Sculco senza alcuna vergogna”

Nervosismo e querele a casa Sculco: Gratteri ha distrutto i sogni di Flora

Enzo Sculco è un uomo freddo. Non lo smuove niente. E’ una montagna umana. Con un curriculum politico spaventosamente compromesso come il suo, pochi avrebbero avuto ancora la forza e la faccia di continuare, a testa alta, la corsa verso la riconquista di tutto ciò che, in seguito alle condanne e all’interdizione, aveva perso. E oggi ce l’ha fatta. O quasi. La ciliegina mancante è di quelle assai gustose e prelibate. Si chiama Montecitorio. Lì, Enzo, non ha ancora piantato bandiera. Questa è forse l’unica occasione che ha per poter conquistare un pezzo di Roma. Ma le cose, che sembravano procedere per il verso giusto, nonostante i soliti malumori di quei pochissimi esponenti del Pd che i voti del Ras non li vogliono, si stanno mettendo male. Il rischio concreto è che Flora resti a Crotone sebbene abbia tanti voti, come ha rimarcato in più occasioni la stessa leonessa, un po’ acciaccata, di Crotone. Continua a leggere “Nervosismo e querele a casa Sculco: Gratteri ha distrutto i sogni di Flora”

Grazie, Gratteri. Ora indaghi su Crotone

«Il vento in Calabria sta cambiando». È una frase che, ultimamente, ripete spesso Nicola Gratteri. E ha tutto il diritto di farlo: da quando è stato eletto Procuratore di Catanzaro, lo scorso 21 aprile 2016, ha portato a termine numerose indagini e sta lavorando incessantemente su più fronti, in tutta la regione. Basti pensare che il territorio crotonese, in meno di un anno, è stato interessato da due grandi operazioni: Jonny e StigeComplessivamente circa 250 persone tratte in arresto e beni sequestrati per oltre 70 milioni di euro.

In fondo lo sappiamo bene: la ‘ndrangheta controlla il territorio. Commercianti, imprenditori, “società civile”, politici e amministratori: si rivolgono tutti (per necessità, imposizione o disperazione) alle famiglie per avere qualche beneficio (voti, lavoro, prestazioni mediche, permessi, agevolazioni, soldi). Il quadro emerso dall’operazione Stige (cui nome deriva dal mitologico fiume dell’odio) è “drammatico”, e mette in luce una diretta influenza delle ‘ndrine nella vita amministrativa di diversi comuni. Era la ‘ndrangheta a decidere chi eleggere come sindaco, ed era la ‘ndrangheta a decidere chi eleggere come presidente della Provincia di Crotone attraverso l’intimidazione dei gregari delle cosche ai danni dei consiglieri comunali (in seguito alla riforma Delrio le elezioni provinciali sono divenute di secondo grado).

Durante la conferenza stampa, a Gratteri, sono state poste da più giornalisti domande come: «E su Crotone, «Indagini sul capoluogo?», «E quindi Crotone?». Tanti interrogativi che hanno prodotto una sola risposta da parte del procuratore: «Mo’ vediamo». Come a dire “tenetevi pronti”. Perché Crotone si è vista trasversalmente interessata dalle recenti indagini, ma i meccanismi di fondo potrebbero non essere troppo diversi. Anzi, potrebbero essere identici.

Tanto per dire: in un’intercettazione del 2006, alcuni membri della ‘ndrina cirotana vengono sorpresi a discutere su chi far eleggere sindaco. Giuseppe Spagnolo, esponente della cosca, nell’annunciare il suo sostegno a Nevio Siciliani (ex sindaco di Cirò Marina, finito agli arresti) pronuncia una frase indicativa: «Aiutiamo quelli con i soldi». Continua a leggere “Grazie, Gratteri. Ora indaghi su Crotone”

Sculco sceglie Rori De Luca: l’assessore in odore di conflitto d’interessi

Dopo la mancata elezione in consiglio comunale, Rori De Luca c’è entrato di prepotenza a un anno dall’insediamento del povero Ugo Pugliese. Nel 2016, Rori, prese poco meno di 100 voti (alla faccia dell’«uomo di successo») ma Enzo Sculco gli promise che non lo avrebbe dimenticato. Nel frattempo, il buon Rorino, prese in mano la Cross Legal Consulting, società alla quale Enzo Sculco si è affidato per  gestire la negoziazione tra Comune di Crotone ed Eni in vista delle (chiacchierate) attività di bonifica. Ha scelto un soggetto esterno e lo ha fato in modo diretto, senza gara. Una parcella di 39.000 euro, infatti, non impone obblighi di concorrenza e permette l’assegnazione libera. Continua a leggere “Sculco sceglie Rori De Luca: l’assessore in odore di conflitto d’interessi”

Dilettanti allo sbaraglio: Pugliese dimettiti e torna in barca

Questo sindaco non ha la più pallida idea di come si amministri una città. È inadatto, incapace, poco esperto, ovviamente subordinato e per questo non conscio di quanto avviene nel suo territorio. A tratti fa anche pena dal punto di vista umano. Come ieri sera quando scappare non era più possibile e si è presentato alla folla con l’aria di chi era appena uscito, perdente, da un campionato di schiaffi tanto era imbambolato e spaesato. Non sapeva cosa dire. Sembrava vittima del più classico dei malintesi della commedia all’italiana: un passante scambiato per un’altra persona viene ricoperto di insulti e domande alle quali non sa rispondere. Peccato per lui non fosse un film dei Vanzina ma la realtà che da più di un anno viene denunciata su questo periodico: quella di una città affidata a una manica di incapaci messi lì da Enzo Sculco, il vero sindaco e capo di tutto a Crotone. E’ lui il dominus. E’ lui che ieri doveva presentarsi in prefettura, non il suo alter ego.

Perché Ugo ce l’ha dimostrato ieri per l’ennesima volta quando a domande precise non rispondeva o lo faceva in maniera fumosa per poi smentirsi il giorno seguente: non è cosa sua. Ritorni a raccogliere le firme per l’aeroporto, riprenda in mano lo Yachting Club, si goda le sue passioni marinaresche ma si dimetta. Per la città ma anche per se stesso (umanamente parlando).

Continua a leggere “Dilettanti allo sbaraglio: Pugliese dimettiti e torna in barca”

Perché lo scienziato non cementifica pure la spiaggia?

Ubi maior, minor cessat. Ovviamente non è questo il caso, visto che a parlare è tal Giuseppe Frisenda, storico maggiordomo di casa Sculco e capo degli scienziati che siedono in maggioranza. Dopo tanti anni di pellegrinaggio è finalmente diventato assessore e ha così conseguito un master in cialtroneria pura. Ogni volta che parla, dice sciocchezze. E’ un suo vezzo. Un marchio di fabbrica: banalità e sciocchezze, sciocchezze e banalità. Ama farsi riconoscere e non passare inosservato. E anche oggi non ha deluso le aspettative, lo scienziato con la poltrona al turismo. Ha infatti preso carta e penna e scritto una nota stampa memorabile, degna delle migliori rubriche che raccolgono le migliori stronzate della settimana, il cui titolo palesa inequivocabilmente i limiti mentali di questa amministrazione: «L’assessore Frisenda: fontana o…futuro?». Continua a leggere “Perché lo scienziato non cementifica pure la spiaggia?”

Il teatrino di Oliverio, la fuffa di sindaco e sindacati, e un’estate senza voli

Nell’ultimo pezzo pubblicato su Il Pitagorico, in cui Francesco Placco ha impeccabilmente fatto il punto sull’aeroporto di Crotone, siamo stati prudenti e abbiamo scritto che quest’estate da Crotone «(probabilmente) non si volerà». A togliere quel ‘probabilmente’, inserito all’ultimo secondo tra un ripensamento e l’altro, ci ha pensato Mario Oliverio in persona, intervenendo ieri mattina al sit – in organizzato dal comitato cittadino per la riapertura dell’aeroporto. Il presidente della Regione Calabria ha sostanzialmente detto che trovare una compagnia disposta a volare da e per Crotone nei mesi estivi è difficilissimo poiché quasi impossibile è trovare aeromobili disponibili. Nulla di nuovo, tutto già noto. Continua a leggere “Il teatrino di Oliverio, la fuffa di sindaco e sindacati, e un’estate senza voli”