Un comitato inesistente e un doppio gioco irriverente: l’onestà di chi non ce l’ha

Chapeau. Il cappello non può che essere levato davanti a tanta buona volontà e dedizione. Spendere la domenica, per alcuni unico giorno di riposo, alla pulizia di Capo Colonna non può che essere un gesto da lodare, riprendere e perché no, anche emulare. Considerato poi, cosa di non poco conto, che il tutto è stato fatto gratuitamente e a proprie spese (guanti, sacchi).

Ora, pensandoci bene, l’intervento non è stato del tutto gratuito. Forse qualche entrata di natura non economica sarà stata preventivata da chi ha organizzato l’iniziativa. Già, chi ha organizzato l’iniziativa? Su Il Crotonese di martedì 17 febbraio 2015, Giuseppe Pipita, nell’articolo che riporta la notizia fa il nome del “Comitato #SalviamoCapoColonna”.

Qui ci troviamo di fronte ad uno strano caso di notizia nella notizia. Quella principale diventa proprio  l’esistenza del comitato. Infatti, le ultime, lo davano per sciolto, sbranato vivo dall’eccessivo protagonismo e dallo scarso senso comune di alcuni. Pipita invece lo da per vivo e vegeto, aggiungendo novità di rilievo: oltre al comitato e ai liberi cittadini – scrive -hanno preso parte all’iniziativa anche gli attivisti “No Cemento a Capo Colonna”.
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#OccupyCapoColonna: ipocrisia e spocchia. Facciamo il punto

Il ridicolo sta ormai oscurando ogni forma di lealtà politica e di confronto. L’ipocrisia, l’impreparazione e la voglia matta di esporsi col solo fine di farlo, stanno evidenziando tutta la mediocrità e la imparzialità di politici, giornalisti, opinionisti non richiesti, dirigenti, aspiranti politici, imbrattacarte, nullafacenti, finti cultori e di tutti coloro che hanno espresso, nei modi più erronei, la propria opinione su ciò che sta avvenendo ed è avvenuto a Capo Colonna. Hanno saputo strumentalizzare un riscatto cittadino accusandolo di essere a sua volta strumentalizzato. A tutti costoro va riconosciuto tale merito, perché figlio di esperienza politica deviata e pseudo giornalismo d’opinione. Tranquilli, avrete ciò che vi spetterà e la vostra, presunta quanto sbandierata, superiorità intellettuale non  subirà alcun regresso nella cerchia radical chic cui vi rifate sempre prima di proferire parola, che sia una. Detto ciò, quello che preme è mettere qualche puntino, di quelli grossi, su molte ma molte “I”.

Un paio di democratici, finti giovani, e qualche fascista poco incline al confronto, hanno sentenziato: quella di Capo Colonna è una battaglia politica, portata avanti dai Cinque Stelle, dunque strumentalizzata, alla quale, noi, non partecipiamo o ci impediscono di partecipare. Niente di più patetico, falso e incredibilmente strumentale da far invidia a Gasparri. Il comitato “Salviamo Capo Colonna” è nato in maniera spontanea. All’interno di esso è presente sì una buona fetta proveniente dal meet-up cittadino, ma anche e soprattutto liberi cittadini o, come il sottoscritto, di tutt’altro avviso politico. Ciò che questi signori non capiscono è che, diversamente da loro e dalla loro ambizione sfrenata, non tutti antepongono idee politiche ad ogni costo e non tutti, come loro, fingono di sentirsi in simbiosi con la propria terra, le proprie radici, di credere che sia davvero la cultura l’unico bene che un domani potrà ridare il pane a Crotone, salvo poi sgattaiolare non appena una miccia si accende. Continua a leggere “#OccupyCapoColonna: ipocrisia e spocchia. Facciamo il punto”

#OccupyCapoColonna: quanto vale la vostra terra? Per alcuni una carriera

La situazione di Capo Colonna, già di per sé, è paradossale. Cementificare anziché tutelare e salvaguardare. Nessuno potrebbe mai crederci. E invece. Cosa ancora più sconcertante è l’indifferenza del Governo nazionale, che in ogni occasione vanta la propria devozione alla cultura, salvo poi sparire nel momento in cui, questa, è seriamente minacciata.

L’atteggiamento silenzioso del Governo però, ha comunque un eco. Non trova solo contestatori. Infatti, al paradosso del paradosso, si aggiungono certe dichiarazioni (sconcertanti) che nessuno mai vorrebbe sentire, specie se pronunciate da aspiranti politici e giornalisti. La cementificazione del foro romano, rivenuto a Capo Colonna, per un giornalista della Gazzetta del Sud non è altro che “un marciapiede”, niente per cui indignarsi e/o manifestare. Vuoi mettere, quando esci dalla chiesa, con quel via vai di macchine e nemmeno una zona pedonale vicino? La sicurezza prima di tutto. Direte voi che è un giornalista, e alcuni giornalisti, spesso e volentieri, stanno su Marte.

Probabile. Poi però, spulciando post su facebook, si arriva a leggere di peggio. Esponenti di movimenti politici giovanili, con cariche di rappresentanza non indifferenti, affermano, convintamente, che ciò che sta accadendo a Capo Colonna (cementificazione di un foro romano) sia routine, giusto, accettabile, obbligatorio, falso, niente di cui preoccuparsi o comunque niente per cui valga la pena lottare, manifestare, esprimere la propria indignazione o più semplicemente prendere un posizione. Beh, questo gruppo di baldi giovani, la cui unica preoccupazione politica è quella di seguire il seminato per fare carriera, fa parte di questo Governo che, al contrario, ha avuto quantomeno la dignità di non proferire parola. Dicono di difendere il territorio, ma poi, a vent’anni, sono già segregati nelle loro pseudo sedi di convivenza politica, avendo comunque la faccia tosta e il coraggio per dire di essere “liberi”, non ingabbiati in un grumolo partitico che non permette loro la massima espressione.
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