Crotone non può permettersi il lusso di avere di nuovo Flora in Consiglio

Secondo Flora Sculco, unica esponente di “spicco” del partito padronale di papà Enzo, la città di «Crotone non può permettersi il lusso di non essere rappresentata nel prossimo Consiglio regionale». «Buongiorno, Flora!» mi verrebbe da dire pensando ai 5 anni catanzaresi che stanno per terminare, durante i quali le istanze dei crotonesi sono state l’ultimo dei suoi pensieri per l’intera durata della legislatura. E badate bene a non confondere le sue parole per un’insolita autocritica, poiché si tratta di un avvertimento politico, in pieno stile sculchiano, a chi si sta preparando per le regionali di novembre: senza di noi e i nostri voti non siete niente (ne sa qualcosa Arturo Crugliano Pantisano). Continua a leggere “Crotone non può permettersi il lusso di avere di nuovo Flora in Consiglio”

Elezioni, ecco i tre Governi possibili

Il punto della situazione e le possibili proiezioni di governo a cura di Andrea Arcuri

Risultati. Centrodestra 37%, Movimento 5 Stelle 33%, Centrosinistra 23%. Nessuna forza politica ha i numeri per governare da sola e ottenere la fiducia in entrambe le Camere. Questo implica che la nuova maggioranza e la nuova opposizione saranno frutto di accordi post elezioni. Ricordiamo che il Presidente della Repubblica, nel caso in cui nessuna forza politica abbia i numeri per governare da sola, non è tenuto a dare l’incarico di governo a chi ha ottenuto più voti (il centrodestra) ma a chi, a seguito di accordi post elettorali, ha la maggioranza in entrambe le Camere. Continua a leggere “Elezioni, ecco i tre Governi possibili”

Tre anni di noi, tanti di voi, due querele da “loro”

In tre anni questo spazio online è cresciuto tantissimo. E noi con lui. Dal 13 febbraio 2015 ad oggi “Il Pitagorico” è diventato un punto di riferimento per moltissimi utenti. Il primo spazio critico – indipendente di Crotone. Zero notiziette, zero comunicati stampa, zero allisciate ai padroncini. Solo realtà dei fatti. Solo critiche ponderate volte a smuovere la coscienza dei cittadini e a rompere l’idillio creatosi, in questi lunghi anni di silenzio – consenso, tra la politica clientelare, che ha distrutto questo territorio, e la stampa locale asservita quasi totalmente ai poteri politici e imprenditoriali che dominano il territorio. Continua a leggere “Tre anni di noi, tanti di voi, due querele da “loro””

MatchPol, un aborto mancato: trionfa la noia

Tempo fa scrivemmo del profilo alla ‘nduja di Esperia TV, della democristianità del  suo direttore di rete e del vecchiume che traspare dai programmi trasmessi sul canale 18 del digitale. Da allora ad oggi nulla è cambiato. Anzi, le cose sono incredibilmente peggiorate.

Audia è passato da democristiano a renzian – democristiano, sempre pronto a sottolineare la bravura dell’ex golden boy oggi finito in disgrazia. Poi è forse l’unica emittente a non avere un contenitore pomeridiano in diretta, soppresso all’improvviso non si capisce bene per quale motivo: sintomo, questo, di scarsa considerazione nei riguardi dei telespettatori e di scelte editoriali superficiali. Infine, ciliegina sulla torta, è ritornato Paolo Marra con l’ennesimo brutto programma sulle ricette: il solito format senza né capo né coda che ripropone in tutte le salse da oltre vent’anni, francamente non più accettabile in una terra bisognosa di una televisione matura che faccia opinione. Ma Esperia, che è priva di una qualsivoglia visione editoriale, lo acquista  e lo manda in onda senza problemi: l’importante è riempire. A prescindere dalla qualità e dall’utilità del prodotto finale. In buona compagnia con gran parte del parterre televisivo regionale. Continua a leggere “MatchPol, un aborto mancato: trionfa la noia”

Una medaglia al petto: Enzo Sculco ci ha querelati

Otto del mattino. Suona il citofono. «Carabinieri». «Stiamo cercando Antonio Belluomo Anello. E’ atteso in caserma».

Non ho risposto io. Non ero in casa. I militari, per fortuna, hanno subito spiegato a mia madre che si trattava di fatti legati alla mia attività di blogger, e che quindi non c’era da preoccuparsi.

Mi reco in caserma con la convinzione che volessero sentirmi in vista dell’imminente processo scaturito dalla querela di Enrico Pedace, consigliere di maggioranza dell’area Sculco adiratosi dopo un pezzo pubblicato su Il Pitagorico nel quale mostravo perplessità sulla caratura politica del soggetto. Aspetto il maresciallo che mi fa subito accomodare nel suo ufficio. «Si segga, non c’è nulla per cui preoccuparsi». «Sì, dottore, lo so: a breve ci sarà il processo. Sono stato già avvisato». A quel punto il maresciallo mi ferma e mi dice: «Quale processo?». «E’ stato querelato ieri». Ottimo. Apprendo così che il pluricondannato Enzo Sculco, dopo oltre due anni, ha deciso di seguire i suggerimenti di chi da tempo gli consiglia di querelarmi. Una medaglia al merito sul petto. Un’altra. Grazie.

L’unica cosa che mi ha turbato, o meglio infastidito, è stata leggere “l’Onorevole Vincenzo Sculco”. Onorevole? Chi? Enzo Sculco? Con più condanne passate in giudicato si fa chiamare ancora «Onorevole»  (con tanto di “o” maiuscola”)? Continua a leggere “Una medaglia al petto: Enzo Sculco ci ha querelati”

La favola di Davide contro Golia

È stato un inverno difficile quello del 2017. Cupo, demotivante. Un inverno di rassegnazione. Me le ricordo bene quelle domeniche: in campo senza stimoli, senza ambizioni e, soprattutto, senza rimediare. Era appena trascorso il 31 gennaio, portandosi via con sé le nostre speranze: nessun acquisto, tanti rifiuti da pseudo goleador e la cessione del calciatore più importante, Raffaele Palladino. Una pioggia di critiche per la società e il mister, al quale erano destinati i famosi cori «Noi Nicola non lo vogliamo». Continua a leggere “La favola di Davide contro Golia”

Vi racconto Christian Zak

C’è la necessità di incaricare un’equipe di sociologi per comprendere, analizzare e descrivere la mentalità crotonese. È davvero misterioso come alcuni dei miei concittadini possano tacere dinanzi al degrado più totale e accanirsi nei confronti di chi, lo stesso degrado, l’ha sempre combattuto. È accaduto a Christian Greco. Meglio noto come Christian Zak: giovane crotonese che da quasi dieci anni è impegnato in attività di volontariato. Volontariato, certo: Christian fa tutto gratis.

Ieri stava svolgendo le sue note attività sociali (e non solo social) nel Parco degli Oleandri in via Venezia, ed è stato filmato mentre rimuoveva uno dei canestri da basket situati nel campo adiacente. Non sono bastate le precisazioni di Christian che ha spiegato le sensate ragioni di questa azione: il video è stato pubblicato e ha raggiunto numerose persone che additano Christian come un «Fascista», «Ladro», «Codardo» e altre ingiurie che non trascrivo per questioni di decenza.
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Dove sono le serate per Rino e i musei per Pitagora?

Al di là di ogni generalizzazione possiamo certamente dire che Crotone è stata una città, soprattutto in un passato non troppo remoto della nostra civiltà, con grandi nomi. Ovviamente quelli che vengono citati più spesso sono Pitagora e Rino Gaetano, intesi quasi come baluardi di un prestigio ormai perso. Quello che più mi colpisce non è tanto il fatto che la cittadinanza si fermi a questi due personaggi trascurando quella che è stata una grande scuola e tradizione di pensiero (oppure anche chi ha fatto la storia cittadina del ‘900!), ma piuttosto che si preferisca fermarsi qui e farlo male.

Il 29 ottobre di ogni anno (così come il 2 giugno) ne è un chiaro esempio: il 29 ottobre appunto, ricorre il compleanno del cantautore Rino Gaetano e ovviamente in questa data, la comunità cittadina viene – solo sui social ahinoi – allo scoperto per ricordare (giustamente) Rino. Dov’è il problema? Non è possibile pensare di ridursi ad un ricordo sterile, un po’ forzato e voluto soltanto quasi per campare di rendita su quei due baluardi, maltrattati tra l’altro, citati prima. Come è possibile che l’intera comunità cittadina si limiti alla condivisione di qualche canzone e a dire «Noi abbiamo inventato la matematica»? Continua a leggere “Dove sono le serate per Rino e i musei per Pitagora?”

L’eterna inconsistenza politica dei rappresentanti calabresi

Undici settembre 2015, la Camera dei Deputati avrebbe dovuto discutere della “… perdurante situazione di grave crisi del mezzogiorno”.

I presenti erano solo undici, mentre venti deputati Calabresi hanno evidentemente dedotto che la discussione non era degna di rilevanza: in fondo, non è loro interesse il fatto che la Calabria e il cosiddetto mezzogiorno in generale (che da questo momento in poi chiamerò “Napoli”, dal nome nostra antica Capitale e da cui si è delineata la nostra secolare identità nazionale, elemento nodale per le sorti della nostra storia e del nostro futuro) continuino a perire sotto i colpi assestati del colonialismo Italiano e dal suo egoismo patriottico, che sacrifica la nostra società al suo altare pur mantenerci come principale mercato di sbocco (a discapito della nostra economia, in perpetua agonia da due secoli e soffocata dall’imprenditoria del così detto “nord”), che priva Napoli della possibilità di avere una degna rete infrastrutturale, che ci disconosce la facoltà di essere padroni delle nostre risorse (umane, territoriali, politiche ed economiche), riconoscendo la nostra utilità come grande bacino di voti da modellare a sua discrezione attuando politiche clientelari o come cassaforte da cui attingere liquidità, scippando finanziamenti assegnati alle nostre regioni altrove, metodi con cui si suole consacrare la politica colonialista Italiana volta a mantenere le nostre regioni volutamente in sottosviluppo. Vi sono stati esempi pratici, forse chi ha la memoria lunga certamente lo ricorderà. Continua a leggere “L’eterna inconsistenza politica dei rappresentanti calabresi”

Ecco perché Crotone deve continuare a cercare la Luna, sperando sia rossa

Crotone e i crotonesi si apprestano ad una nuova tornata elettorale, che probabilmente segnerà lo spartiacque tra le origini e le tradizioni della città ed il suo futuro. Aldilà delle molteplici forze sociali e politiche presenti sul territorio, che fanno riferimento talvolta all’uno talvolta all’altro progetto che negli ultimi anni sono stati messi in campo, la città deve interrogarsi sulla necessità della formazione di un nuovo tessuto sociale, ricostituendo le istituzioni cittadine intorno alle nuove competenze che tanti ragazzi e ragazze crotonesi hanno avuto la possibilità di costruire a causa dell’esilio forzato in “lidi” che hanno offerto maggiori opportunità culturali e lavorative. E’ necessario riflettere sulle motivazioni che possono e devono spingere la new generation a impegnarsi per fare Politica, a dedicare parte del loro tempo alle Associazioni, a lanciare la propria OPA sulle Istituzioni.

La riflessione si fa ancora più intrigante solo se si aggiunge un altro elemento: la città di Crotone; perché essere giovani a Crotone ha un significato del tutto particolare, ben diverso da quello che potrebbe avere una militanza politica in tante altre realtà. I Crotonesi hanno un bisogno sincero di eguaglianza e di dignità e queste cose, senza volersi illudere, solo la buona politica può costruirle. Politica, Partito, Militanza: sono parole che oggi suonano quasi come misteriose, difficili da trovare nei vocabolari dei giovani, nonostante rappresentino la storia di questa città, nei sui pregi e nelle sue contraddizioni. Continua a leggere “Ecco perché Crotone deve continuare a cercare la Luna, sperando sia rossa”