La favola di Davide contro Golia

È stato un inverno difficile quello del 2017. Cupo, demotivante. Un inverno di rassegnazione. Me le ricordo bene quelle domeniche: in campo senza stimoli, senza ambizioni e, soprattutto, senza rimediare. Era appena trascorso il 31 gennaio, portandosi via con sé le nostre speranze: nessun acquisto, tanti rifiuti da pseudo goleador e la cessione del calciatore più importante, Raffaele Palladino. Una pioggia di critiche per la società e il mister, al quale erano destinati i famosi cori «Noi Nicola non lo vogliamo». Continua a leggere “La favola di Davide contro Golia”

Vi racconto Christian Zak

C’è la necessità di incaricare un’equipe di sociologi per comprendere, analizzare e descrivere la mentalità crotonese. È davvero misterioso come alcuni dei miei concittadini possano tacere dinanzi al degrado più totale e accanirsi nei confronti di chi, lo stesso degrado, l’ha sempre combattuto. È accaduto a Christian Greco. Meglio noto come Christian Zak: giovane crotonese che da quasi dieci anni è impegnato in attività di volontariato. Volontariato, certo: Christian fa tutto gratis.

Ieri stava svolgendo le sue note attività sociali (e non solo social) nel Parco degli Oleandri in via Venezia, ed è stato filmato mentre rimuoveva uno dei canestri da basket situati nel campo adiacente. Non sono bastate le precisazioni di Christian che ha spiegato le sensate ragioni di questa azione: il video è stato pubblicato e ha raggiunto numerose persone che additano Christian come un «Fascista», «Ladro», «Codardo» e altre ingiurie che non trascrivo per questioni di decenza.
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Dove sono le serate per Rino e i musei per Pitagora?

Al di là di ogni generalizzazione possiamo certamente dire che Crotone è stata una città, soprattutto in un passato non troppo remoto della nostra civiltà, con grandi nomi. Ovviamente quelli che vengono citati più spesso sono Pitagora e Rino Gaetano, intesi quasi come baluardi di un prestigio ormai perso. Quello che più mi colpisce non è tanto il fatto che la cittadinanza si fermi a questi due personaggi trascurando quella che è stata una grande scuola e tradizione di pensiero (oppure anche chi ha fatto la storia cittadina del ‘900!), ma piuttosto che si preferisca fermarsi qui e farlo male.

Il 29 ottobre di ogni anno (così come il 2 giugno) ne è un chiaro esempio: il 29 ottobre appunto, ricorre il compleanno del cantautore Rino Gaetano e ovviamente in questa data, la comunità cittadina viene – solo sui social ahinoi – allo scoperto per ricordare (giustamente) Rino. Dov’è il problema? Non è possibile pensare di ridursi ad un ricordo sterile, un po’ forzato e voluto soltanto quasi per campare di rendita su quei due baluardi, maltrattati tra l’altro, citati prima. Come è possibile che l’intera comunità cittadina si limiti alla condivisione di qualche canzone e a dire «Noi abbiamo inventato la matematica»? Continua a leggere “Dove sono le serate per Rino e i musei per Pitagora?”

L’eterna inconsistenza politica dei rappresentanti calabresi

Undici settembre 2015, la Camera dei Deputati avrebbe dovuto discutere della “… perdurante situazione di grave crisi del mezzogiorno”.

I presenti erano solo undici, mentre venti deputati Calabresi hanno evidentemente dedotto che la discussione non era degna di rilevanza: in fondo, non è loro interesse il fatto che la Calabria e il cosiddetto mezzogiorno in generale (che da questo momento in poi chiamerò “Napoli”, dal nome nostra antica Capitale e da cui si è delineata la nostra secolare identità nazionale, elemento nodale per le sorti della nostra storia e del nostro futuro) continuino a perire sotto i colpi assestati del colonialismo Italiano e dal suo egoismo patriottico, che sacrifica la nostra società al suo altare pur mantenerci come principale mercato di sbocco (a discapito della nostra economia, in perpetua agonia da due secoli e soffocata dall’imprenditoria del così detto “nord”), che priva Napoli della possibilità di avere una degna rete infrastrutturale, che ci disconosce la facoltà di essere padroni delle nostre risorse (umane, territoriali, politiche ed economiche), riconoscendo la nostra utilità come grande bacino di voti da modellare a sua discrezione attuando politiche clientelari o come cassaforte da cui attingere liquidità, scippando finanziamenti assegnati alle nostre regioni altrove, metodi con cui si suole consacrare la politica colonialista Italiana volta a mantenere le nostre regioni volutamente in sottosviluppo. Vi sono stati esempi pratici, forse chi ha la memoria lunga certamente lo ricorderà. Continua a leggere “L’eterna inconsistenza politica dei rappresentanti calabresi”

Ecco perché Crotone deve continuare a cercare la Luna, sperando sia rossa

Crotone e i crotonesi si apprestano ad una nuova tornata elettorale, che probabilmente segnerà lo spartiacque tra le origini e le tradizioni della città ed il suo futuro. Aldilà delle molteplici forze sociali e politiche presenti sul territorio, che fanno riferimento talvolta all’uno talvolta all’altro progetto che negli ultimi anni sono stati messi in campo, la città deve interrogarsi sulla necessità della formazione di un nuovo tessuto sociale, ricostituendo le istituzioni cittadine intorno alle nuove competenze che tanti ragazzi e ragazze crotonesi hanno avuto la possibilità di costruire a causa dell’esilio forzato in “lidi” che hanno offerto maggiori opportunità culturali e lavorative. E’ necessario riflettere sulle motivazioni che possono e devono spingere la new generation a impegnarsi per fare Politica, a dedicare parte del loro tempo alle Associazioni, a lanciare la propria OPA sulle Istituzioni.

La riflessione si fa ancora più intrigante solo se si aggiunge un altro elemento: la città di Crotone; perché essere giovani a Crotone ha un significato del tutto particolare, ben diverso da quello che potrebbe avere una militanza politica in tante altre realtà. I Crotonesi hanno un bisogno sincero di eguaglianza e di dignità e queste cose, senza volersi illudere, solo la buona politica può costruirle. Politica, Partito, Militanza: sono parole che oggi suonano quasi come misteriose, difficili da trovare nei vocabolari dei giovani, nonostante rappresentino la storia di questa città, nei sui pregi e nelle sue contraddizioni. Continua a leggere “Ecco perché Crotone deve continuare a cercare la Luna, sperando sia rossa”

Imputata e prosciolta la legalità

La storia dell’ex sindaco Girasole va al di là dell’assurdo, una vera e propria vicenda illogica che rimarca ancora una volta la «debolezza» delle istituzioni a livello locale e nazionale, tale da fare interrogare anche la Commissione Nazionale Antimafia. Ma ripercorriamo la storia partendo dall’origine: Carolina Girasole venne eletta nel 2008 alla guida di una lista civica di centrosinistra ed aveva caratterizzato il suo mandato, che si chiuse nel 2013, con l’impegno costante per la legalità. Un impegno riconosciuto a livello nazionale, per il quale veniva chiamata a relazionare in molte iniziative a testimonianza della sua esperienza (Torino, Pisa, Reggio Emilia, Ferrara, Bologna e Reggio Calabria, in quest’ultima, unica testimonianza alla manifestazione “No ‘ndrangheta”) con esponenti politici di rilievo (come il Ministro alle Infrastrutture Graziano Del Rio, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nonché Sindaco di Reggio Emilia). Con Carolina, a confermare l’impegno, le altre sindache calabresi “coraggiose”: Maria Carmela Lanzetta (prima Sindaco di Monasterace e poi Ministro per gli affari regionali) ed Elisabetta Tripodi (ex Sindaco di Rosarno). Molti sono stati i riconoscimenti a lei assegnati, tra i quali: il Premio Internazionale “Joe Petrosino” (2012) per la lotta contro la mafia; il Premio “Itaca” a Catanzaro; il Premio “Città della Pace” del Comune di Ferrara ed il Premio Internazionale “Daniele Po” (2013) a Bologna per l’impegno nel quotidiano attraverso il proprio compito istituzionale, nonostante le gravi intimidazioni, andando avanti con umiltà, coraggio e senso del dovere.

IL FATTO

E’ il 3 dicembre 2013 quando, a seguito di un’inchiesta dell’antimafia di Catanzaro su informativa della Guardia di Finanza di Crotone, avviene l’inconcepibile. Carolina Girasole riceve un mandato d’arresto insieme al marito Francesco Pugliese (poi assegnati ai domiciliari) e ad alcuni esponenti del clan Arena per abuso d’ufficio, voto di scambio e turbativa d’asta. Un’accusa pesante quella di corruzione elettorale, che tradotta significa aver patteggiato con la ‘ndrangheta, in modo particolare per lei che della lotta alla mafia ne fece la parola d’ordine durante il suo mandato. Talmente pesante che, per Carolina, finire accusata di essere stata eletta con i voti della famiglia Arena e di averla favorita nella raccolta di un campo di finocchi su un terreno confiscato, è totalmente inaccettabile. Tra l’altro, terreno che ancora oggi è gestito dalla cooperativa “Terre Joniche – Libera terra”, grazie proprio ai provvedimenti assunti all’epoca dalla Giunta Girasole. Frutto di una scelta ben precisa, in concertazione con la Prefettura di Crotone, quella di avere a fianco Don Ciotti, prete tra più importanti impegnati nella lotta antimafia e nella gestione di terreni e immobili confiscati alla criminalità organizzata, anziché le associazioni cattoliche del territorio, a scanso di equivoci localistici. Ciò nonostante, questa scelta non l’ha salvaguardata. Un fervido attacco alla sua figura, che appare quasi come un apposito disegno costruito con finalità ben precise: allontanarla, emarginandola dalla scena politica, considerando anche che qualcuno nelle intercettazioni parlava di un certo «sindaco scomodo». Dunque, un prezzo troppo alto da pagare, dopo le tante battaglie e le iniziative a favore dell’antimafia attuate in cinque anni di amministrazione, che Carolina paga rimettendoci moralmente e personalmente. Il processo denominato “Insula” ha fatto vivere Carolina e suo marito, Franco Pugliese, sulla graticola, per ben due anni e mezzo, un vero e proprio incubo dal quale hanno cercato di uscire rimarcando sin da subito, attraverso una perseverante difesa, la loro innocenza. Continua a leggere “Imputata e prosciolta la legalità”