Antonio Belluomo Anello

Credo nel dibattito, nel confronto, nella critica e in tutto ciò che ostacoli il banale e la retorica di cui politica e società civile si nutrono a spese della verità e del bene comune. Più dei vecchi pieni di responsabilità passate, odio i giovani privi di personalità. Il mio sogno (forse il più ambizioso) è portare il meridione e la sua questione al centro del dibattito politico e riformista di questo Paese, unitamente all’ideologia dell’antimafia, ovvero la contrapposizione ideologica alla mafia e alla mafiosità in tutte le sue sfaccettature. Per fare questo ho deciso di partire dal basso e fondare Il Pitagorico: forza critica con la speranza di stimolare il senso critico ai fini di una (piccola) comunità critica. Una critica consapevole, scritta – parafrasando Pound – con la speranza che le cose migliorino. Una critica – in contesti politicamente poveri come questo – spesso mal digerita in quanto diretta, svincolata, libera, autonoma, spregiudicata. E non solo dai piccoli potentati di turno ma anche dal quel popolino che si è arreso alla miseria, alla propria stupidità, all’ignoranza dei padroni diretti e indiretti, al contesto miserabile, al provincialismo gretto e sensazionalistico.

Senza alcuna presunzione poi, Il Pitagorico è nato per sopperire alla mancanza di critica giornalistica di cui Crotone è storicamente vittima: da queste parti abbonda il vetrinismo e in alternativa un giornalismo provinciale, retorico, privo di prospettive, linee editoriali, prese di posizione, coraggio, autonomia. E nonostante questa non sia una testata registrata, né io un giornalista, l’imperativo è mutare l’approccio e i modi rispetto a quanto visto e letto finora. Il tutto attraverso la personale opinione del sottoscritto.

Mi chiamo Antonio Belluomo Anello e sono nato a Crotone nell’ottobre del 1993. Orfano di mio padre e della sua intelligenza smisurata, sono cresciuto all’ombra di un passato fastoso che, purtroppo, ho vissuto poco. Non sopporto i populisti, i demagoghi, gli arrivisti, i gggiovani che vivono la vita degli altri, i condannati che fanno politica e i loro seguaci. Ma potrebbe andare peggio.

Troppo politico, perché vivo in un talk show, dove se parlo troppo poi litigo; perché sono più vecchio di Yoda, perché seguo la moda del paleolitico. Sono politico, l’ennesimo, prevedi il flop come l’exit poll, il mio lessico poco compreso, chi mi critica lo fa per partito preso.


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