Crotone, Financial Times: «I 5 Stelle guadagnano consenso in un sud senza fiducia»

*Traduzione di Francesco Placco,
articolo di James Politi, Financial Times

I cinque stelle prosperano sulla perdita di fiducia degli elettori del sud Italia. Il sentimento anti – establishment è forte nella regione che ancora non beneficia della ripresa dell’eurozona.

Su un molo che si affaccia sul Mar Ionio in Calabria, la punta dello stivale italiano, Massimiliano Mano descrive a cosa va in contro – e perché sosterrà il movimento anti – sistema alle prossime elezioni.

Il quarantasettenne guadagna circa 12.000 euro all’anno nei due mesi di lavoro nei quali il suo ristorante è aperto. Uno dei suoi altri lavori in questi periodi, per supportare la moglie ed i suoi tre figli, consiste nell’organizzare feste in bar e locali – ma raramente qualcuno si presenta. «Le persone non vogliono pagare 5€ per un drink», dice. «Non puoi neanche offrirgli l’ingresso gratuito».

Politicamente il signor Mano è sempre stato di sinistra. Ma come molti altri italiani frustrati e scoraggiati per la difficile situazione economica delle regioni del sud, ora le sue speranze si trovano altrove. Continua a leggere “Crotone, Financial Times: «I 5 Stelle guadagnano consenso in un sud senza fiducia»”

Grazie, Gratteri. Ora indaghi su Crotone

«Il vento in Calabria sta cambiando». È una frase che, ultimamente, ripete spesso Nicola Gratteri. E ha tutto il diritto di farlo: da quando è stato eletto Procuratore di Catanzaro, lo scorso 21 aprile 2016, ha portato a termine numerose indagini e sta lavorando incessantemente su più fronti, in tutta la regione. Basti pensare che il territorio crotonese, in meno di un anno, è stato interessato da due grandi operazioni: Jonny e StigeComplessivamente circa 250 persone tratte in arresto e beni sequestrati per oltre 70 milioni di euro.

In fondo lo sappiamo bene: la ‘ndrangheta controlla il territorio. Commercianti, imprenditori, “società civile”, politici e amministratori: si rivolgono tutti (per necessità, imposizione o disperazione) alle famiglie per avere qualche beneficio (voti, lavoro, prestazioni mediche, permessi, agevolazioni, soldi). Il quadro emerso dall’operazione Stige (cui nome deriva dal mitologico fiume dell’odio) è “drammatico”, e mette in luce una diretta influenza delle ‘ndrine nella vita amministrativa di diversi comuni. Era la ‘ndrangheta a decidere chi eleggere come sindaco, ed era la ‘ndrangheta a decidere chi eleggere come presidente della Provincia di Crotone attraverso l’intimidazione dei gregari delle cosche ai danni dei consiglieri comunali (in seguito alla riforma Delrio le elezioni provinciali sono divenute di secondo grado).

Durante la conferenza stampa, a Gratteri, sono state poste da più giornalisti domande come: «E su Crotone, «Indagini sul capoluogo?», «E quindi Crotone?». Tanti interrogativi che hanno prodotto una sola risposta da parte del procuratore: «Mo’ vediamo». Come a dire “tenetevi pronti”. Perché Crotone si è vista trasversalmente interessata dalle recenti indagini, ma i meccanismi di fondo potrebbero non essere troppo diversi. Anzi, potrebbero essere identici.

Tanto per dire: in un’intercettazione del 2006, alcuni membri della ‘ndrina cirotana vengono sorpresi a discutere su chi far eleggere sindaco. Giuseppe Spagnolo, esponente della cosca, nell’annunciare il suo sostegno a Nevio Siciliani (ex sindaco di Cirò Marina, finito agli arresti) pronuncia una frase indicativa: «Aiutiamo quelli con i soldi». Continua a leggere “Grazie, Gratteri. Ora indaghi su Crotone”

Dirette TV, 14.000 € in propaganda elettorale a carico dei crotonesi

L’hanno venduto come un servizio per informare «tutti i cittadini sull’avvio delle attività di bonifica dell’ex area industriale», ma si è poi dimostrato nient’altro che un teatrino imbarazzante a carico delle casse comunali (già di per sé vuote). Il consiglio comunale del 15 maggio 2017, andato in onda su 6 emittenti, tra radio e tv, in diretta e in contemporanea (manco fosse la cronaca dell’allunaggio del ’69), ha generato una certa aspettativa anche per via del tema trattato: la tanto agognata e propagandata bonifica che dopo il rifiuto del precedente progetto, noto come “colline dei veleni”, e alla luce delle «nuove sinergie» sbandierate dalla maggioranza sculchiana, aveva creato una certa attesa da dovizia di particolari.  Continua a leggere “Dirette TV, 14.000 € in propaganda elettorale a carico dei crotonesi”

Marrelli Hospital, come stanno davvero le cose?

Da quando è stato inaugurato, in pompa magna e con ancora Antonella Stasi vicepresidente della Regione Calabria, la chiarezza intorno al Marrelli Hospital è stata davvero poca. Tra la stampa locale poco incline a fare il punto della situazione (quella televisiva soprattutto) e la propaganda marrelliana, a regnare è stata la confusione più totale. Dai problemi iniziali a ricevere l’autorizzazione all’esercizio sino alla protesta di oggi sulla statale 106 (culminata con un inutile incontro col Prefetto di Crotone). Continua a leggere “Marrelli Hospital, come stanno davvero le cose?”

I dolori della ‘cciovane’ Enza

La Bruno Bossio insulta su Facebook due facinorosi 80enni col bastone colpevoli di averla criticata per la sua propaganda sulla sanità, a pochi giorni dal Referendum, durante un incontro tenutosi a Praia a Mare. «Isolateli», ha scritto su un post.img_1769Che la non accettazione della critica sia diventato un must per il Pd renziano lo si era già capito da tempo. Matteo Renzi, del resto, aveva già battezzato tale orribile moda al tempo dello “Sblocca Italia”, quando dichiarava la frase “non ci faremo intimidire da quei 3 – 4 comitatini”, riferendosi a quella parte di società italiana (non proprio piccola) sempre battagliera e pronta a fronteggiare gli stupratori ambientali del bel Paese.

Ecco, la linea difensiva del Partito Democratico da quel giorno è stata questa: demolire e demonizzare chi non è allineato. Continua a leggere “I dolori della ‘cciovane’ Enza”

Dove sono le serate per Rino e i musei per Pitagora?

Al di là di ogni generalizzazione possiamo certamente dire che Crotone è stata una città, soprattutto in un passato non troppo remoto della nostra civiltà, con grandi nomi. Ovviamente quelli che vengono citati più spesso sono Pitagora e Rino Gaetano, intesi quasi come baluardi di un prestigio ormai perso. Quello che più mi colpisce non è tanto il fatto che la cittadinanza si fermi a questi due personaggi trascurando quella che è stata una grande scuola e tradizione di pensiero (oppure anche chi ha fatto la storia cittadina del ‘900!), ma piuttosto che si preferisca fermarsi qui e farlo male.

Il 29 ottobre di ogni anno (così come il 2 giugno) ne è un chiaro esempio: il 29 ottobre appunto, ricorre il compleanno del cantautore Rino Gaetano e ovviamente in questa data, la comunità cittadina viene – solo sui social ahinoi – allo scoperto per ricordare (giustamente) Rino. Dov’è il problema? Non è possibile pensare di ridursi ad un ricordo sterile, un po’ forzato e voluto soltanto quasi per campare di rendita su quei due baluardi, maltrattati tra l’altro, citati prima. Come è possibile che l’intera comunità cittadina si limiti alla condivisione di qualche canzone e a dire «Noi abbiamo inventato la matematica»? Continua a leggere “Dove sono le serate per Rino e i musei per Pitagora?”

L’eterna inconsistenza politica dei rappresentanti calabresi

Undici settembre 2015, la Camera dei Deputati avrebbe dovuto discutere della “… perdurante situazione di grave crisi del mezzogiorno”.

I presenti erano solo undici, mentre venti deputati Calabresi hanno evidentemente dedotto che la discussione non era degna di rilevanza: in fondo, non è loro interesse il fatto che la Calabria e il cosiddetto mezzogiorno in generale (che da questo momento in poi chiamerò “Napoli”, dal nome nostra antica Capitale e da cui si è delineata la nostra secolare identità nazionale, elemento nodale per le sorti della nostra storia e del nostro futuro) continuino a perire sotto i colpi assestati del colonialismo Italiano e dal suo egoismo patriottico, che sacrifica la nostra società al suo altare pur mantenerci come principale mercato di sbocco (a discapito della nostra economia, in perpetua agonia da due secoli e soffocata dall’imprenditoria del così detto “nord”), che priva Napoli della possibilità di avere una degna rete infrastrutturale, che ci disconosce la facoltà di essere padroni delle nostre risorse (umane, territoriali, politiche ed economiche), riconoscendo la nostra utilità come grande bacino di voti da modellare a sua discrezione attuando politiche clientelari o come cassaforte da cui attingere liquidità, scippando finanziamenti assegnati alle nostre regioni altrove, metodi con cui si suole consacrare la politica colonialista Italiana volta a mantenere le nostre regioni volutamente in sottosviluppo. Vi sono stati esempi pratici, forse chi ha la memoria lunga certamente lo ricorderà. Continua a leggere “L’eterna inconsistenza politica dei rappresentanti calabresi”

Ecco perché Crotone deve continuare a cercare la Luna, sperando sia rossa

Crotone e i crotonesi si apprestano ad una nuova tornata elettorale, che probabilmente segnerà lo spartiacque tra le origini e le tradizioni della città ed il suo futuro. Aldilà delle molteplici forze sociali e politiche presenti sul territorio, che fanno riferimento talvolta all’uno talvolta all’altro progetto che negli ultimi anni sono stati messi in campo, la città deve interrogarsi sulla necessità della formazione di un nuovo tessuto sociale, ricostituendo le istituzioni cittadine intorno alle nuove competenze che tanti ragazzi e ragazze crotonesi hanno avuto la possibilità di costruire a causa dell’esilio forzato in “lidi” che hanno offerto maggiori opportunità culturali e lavorative. E’ necessario riflettere sulle motivazioni che possono e devono spingere la new generation a impegnarsi per fare Politica, a dedicare parte del loro tempo alle Associazioni, a lanciare la propria OPA sulle Istituzioni.

La riflessione si fa ancora più intrigante solo se si aggiunge un altro elemento: la città di Crotone; perché essere giovani a Crotone ha un significato del tutto particolare, ben diverso da quello che potrebbe avere una militanza politica in tante altre realtà. I Crotonesi hanno un bisogno sincero di eguaglianza e di dignità e queste cose, senza volersi illudere, solo la buona politica può costruirle. Politica, Partito, Militanza: sono parole che oggi suonano quasi come misteriose, difficili da trovare nei vocabolari dei giovani, nonostante rappresentino la storia di questa città, nei sui pregi e nelle sue contraddizioni. Continua a leggere “Ecco perché Crotone deve continuare a cercare la Luna, sperando sia rossa”

Imputata e prosciolta la legalità

La storia dell’ex sindaco Girasole va al di là dell’assurdo, una vera e propria vicenda illogica che rimarca ancora una volta la «debolezza» delle istituzioni a livello locale e nazionale, tale da fare interrogare anche la Commissione Nazionale Antimafia. Ma ripercorriamo la storia partendo dall’origine: Carolina Girasole venne eletta nel 2008 alla guida di una lista civica di centrosinistra ed aveva caratterizzato il suo mandato, che si chiuse nel 2013, con l’impegno costante per la legalità. Un impegno riconosciuto a livello nazionale, per il quale veniva chiamata a relazionare in molte iniziative a testimonianza della sua esperienza (Torino, Pisa, Reggio Emilia, Ferrara, Bologna e Reggio Calabria, in quest’ultima, unica testimonianza alla manifestazione “No ‘ndrangheta”) con esponenti politici di rilievo (come il Ministro alle Infrastrutture Graziano Del Rio, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nonché Sindaco di Reggio Emilia). Con Carolina, a confermare l’impegno, le altre sindache calabresi “coraggiose”: Maria Carmela Lanzetta (prima Sindaco di Monasterace e poi Ministro per gli affari regionali) ed Elisabetta Tripodi (ex Sindaco di Rosarno). Molti sono stati i riconoscimenti a lei assegnati, tra i quali: il Premio Internazionale “Joe Petrosino” (2012) per la lotta contro la mafia; il Premio “Itaca” a Catanzaro; il Premio “Città della Pace” del Comune di Ferrara ed il Premio Internazionale “Daniele Po” (2013) a Bologna per l’impegno nel quotidiano attraverso il proprio compito istituzionale, nonostante le gravi intimidazioni, andando avanti con umiltà, coraggio e senso del dovere.

IL FATTO

E’ il 3 dicembre 2013 quando, a seguito di un’inchiesta dell’antimafia di Catanzaro su informativa della Guardia di Finanza di Crotone, avviene l’inconcepibile. Carolina Girasole riceve un mandato d’arresto insieme al marito Francesco Pugliese (poi assegnati ai domiciliari) e ad alcuni esponenti del clan Arena per abuso d’ufficio, voto di scambio e turbativa d’asta. Un’accusa pesante quella di corruzione elettorale, che tradotta significa aver patteggiato con la ‘ndrangheta, in modo particolare per lei che della lotta alla mafia ne fece la parola d’ordine durante il suo mandato. Talmente pesante che, per Carolina, finire accusata di essere stata eletta con i voti della famiglia Arena e di averla favorita nella raccolta di un campo di finocchi su un terreno confiscato, è totalmente inaccettabile. Tra l’altro, terreno che ancora oggi è gestito dalla cooperativa “Terre Joniche – Libera terra”, grazie proprio ai provvedimenti assunti all’epoca dalla Giunta Girasole. Frutto di una scelta ben precisa, in concertazione con la Prefettura di Crotone, quella di avere a fianco Don Ciotti, prete tra più importanti impegnati nella lotta antimafia e nella gestione di terreni e immobili confiscati alla criminalità organizzata, anziché le associazioni cattoliche del territorio, a scanso di equivoci localistici. Ciò nonostante, questa scelta non l’ha salvaguardata. Un fervido attacco alla sua figura, che appare quasi come un apposito disegno costruito con finalità ben precise: allontanarla, emarginandola dalla scena politica, considerando anche che qualcuno nelle intercettazioni parlava di un certo «sindaco scomodo». Dunque, un prezzo troppo alto da pagare, dopo le tante battaglie e le iniziative a favore dell’antimafia attuate in cinque anni di amministrazione, che Carolina paga rimettendoci moralmente e personalmente. Il processo denominato “Insula” ha fatto vivere Carolina e suo marito, Franco Pugliese, sulla graticola, per ben due anni e mezzo, un vero e proprio incubo dal quale hanno cercato di uscire rimarcando sin da subito, attraverso una perseverante difesa, la loro innocenza. Continua a leggere “Imputata e prosciolta la legalità”