Perché lo scienziato non cementifica pure la spiaggia?

Ubi maior, minor cessat. Ovviamente non è questo il caso, visto che a parlare è tal Giuseppe Frisenda, storico maggiordomo di casa Sculco e capo degli scienziati che siedono in maggioranza. Dopo tanti anni di pellegrinaggio è finalmente diventato assessore e ha così conseguito un master in cialtroneria pura. Ogni volta che parla, dice sciocchezze. E’ un suo vezzo. Un marchio di fabbrica: banalità e sciocchezze, sciocchezze e banalità. Ama farsi riconoscere e non passare inosservato. E anche oggi non ha deluso le aspettative, lo scienziato con la poltrona al turismo. Ha infatti preso carta e penna e scritto una nota stampa memorabile, degna delle migliori rubriche che raccolgono le migliori stronzate della settimana, il cui titolo palesa inequivocabilmente i limiti mentali di questa amministrazione: «L’assessore Frisenda: fontana o…futuro?». Continua a leggere “Perché lo scienziato non cementifica pure la spiaggia?”

Caro Gianluca, belle parole ma pessimo interlocutore

Hanno colpito un po’ tutti le parole di Gianluca Pacecca, giovane crotonese che ha deciso di scrivere a Ugo Pugliese. Una lettera aperta con la quale Gianluca ha chiesto al sindaco più attenzione verso la città, i suoi spazi, i suoi luoghi storici, i suoi giovani. Belle parole, a tratti un po’ troppo utopistiche, indirizzate però alla persona sbagliata. Anzi, alle persone sbagliate. Credo infatti che cercare di interloquire con questa gente sia tanto inutile quanto sbagliato. E non si tratta di snobismo o del tanto vituperato (quanto vitale) disfattismo: è pura logica. Cercare un dialogo con chi indossa la fascia tricolore per conto di un uomo condannato in definitiva per reati che vanno dal danno erariale alla concussione, il cui nome è indissolubilmente legato alle clientele peggiori, dunque alla politica più deleteria e meno propensa allo sviluppo del senso civico dei suoi cittadini (il fulcro della lettera di Gianluca), e che per la legge italiana non può nemmeno recarsi alle urne (ma che per la legittimazione che la gente, i giornali e le istituzioni tutte continuano a dargli può amministrare dall’esterno un’intera provincia), non può che rivelarsi uno sforzo inutile e, soprattutto, controproducente ai fini di una comunità finalmente critica. Nel senso più nobile e sano del termine (criticare affinché le cose migliorino, diceva Pound). Continua a leggere “Caro Gianluca, belle parole ma pessimo interlocutore”

Il teatrino di Oliverio, la fuffa di sindaco e sindacati, e un’estate senza voli

Nell’ultimo pezzo pubblicato su Il Pitagorico, in cui Francesco Placco ha impeccabilmente fatto il punto sull’aeroporto di Crotone, siamo stati prudenti e abbiamo scritto che quest’estate da Crotone «(probabilmente) non si volerà». A togliere quel ‘probabilmente’, inserito all’ultimo secondo tra un ripensamento e l’altro, ci ha pensato Mario Oliverio in persona, intervenendo ieri mattina al sit – in organizzato dal comitato cittadino per la riapertura dell’aeroporto. Il presidente della Regione Calabria ha sostanzialmente detto che trovare una compagnia disposta a volare da e per Crotone nei mesi estivi è difficilissimo poiché quasi impossibile è trovare aeromobili disponibili. Nulla di nuovo, tutto già noto. Continua a leggere “Il teatrino di Oliverio, la fuffa di sindaco e sindacati, e un’estate senza voli”

Flora ‘mancia e scorda’

Da Falcomatà a Nicodemo Oliverio, passando per la regina dell’incoerenza Flora Sculco: tutti scandalizzati e indignati per le parole di Vito Riggio, presidente dell’Enac, che in una conferenza stampa in Senato ha semplicemente detto che esistono scali aeroportuali inutili. Una sacrosanta verità che, ovviamente, è stata travisata dai soliti noti chiacchieroni di casa nostra. Vito Riggio, infatti, non ha mai sostenuto che l’aeroporto di Crotone andrebbe chiuso e, cosa più grave, non ha mai nominato il Tito Minniti di Reggio Calabria. Parole che, invece, la piccola rampolla di via Roma gli ha meschinamente attribuito al solo fine di uscire sui giornali con una nota stampa dal titolo ad effetto ma lontanissima dalla verità. Non certo una novità per gli Sculco, interpreti orgogliosi della peggiore politica che per nulla scandalizza i giornali o quei poveri ragazzi che, teneramente, difendono le azioni di un uomo interdetto dai pubblici uffici e condannato in definitiva per danno erariale e a 4 anni di reclusione per concussione ai danni di un funzionario provinciale. Ma tant’è. Continua a leggere “Flora ‘mancia e scorda’”

La differenziata farsa di Pugliese detto Sculco

Niente. Non ce la fa proprio Pugliese a non creare false speranze tra la cittadinanza con le sue uscite a vuoto (non certo a gratis, visto che l’imbarazzante comizietto sulla bonifica è costato una cosa come cinquemila euro) che puntualmente giornali e telegiornali riprendono senza porre una domanda o instillare un dubbio. Lo sceriffo col distintivo di plastica ci è ricascato. Non ha saputo tenere a bada la sua smania di protagonismo, che lo porta alla ricerca sfrenata del titolo ad effetto, ed ha annunciato l’inizio della famigerata raccolta differenziata. Quella che – come per la bonifica propagandata – nessuno aveva mai osato fare prima. E infatti nemmeno lui c’è riuscito. La differenziata – stando ai suoi continui proclami da progettista in piena crisi – sarebbe dovuta partire lunedì scorso. Ovvero tre giorni fa. Ma niente da fare: i cassonetti straboccano come sempre e i cittadini buttano tutto nell’indifferenziata. E c’è da capirli visto che sono gli unici (o quasi) cassonetti esistenti. Ed è proprio questo che Pugliese e l’artigiano Gaetani (riconfermato da Enzo Sculco senza meriti evidenti alla presidenza di Akrea) dovrebbero spiegare ai crotonesi: come è possibile fare la differenziata se non si parte col “porta a porta”, ovvero con l’unico modo serio per poter parlare di differenziata senza suscitare ilarità in chi ascolta?  Continua a leggere “La differenziata farsa di Pugliese detto Sculco”

Jonny, «indagato Gianluca Bruno»: anzi no, ma forse sì

Alle prime luci dell’alba di ieri, su ordine della Dda di Catanzaro, è scattata l’operazione “Jonny”. In manette sono finiti uomini di spicco della cosca Arena, il potentissimo governatore Leonardo Sacco e il suo mentore spirituale (e non solo spirituale), il prete Edoardo Scordio. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa alla detenzione abusiva di armi, passando per intestazione fittizia di beni a un’altra sfilza di reati gravi che avrete sicuramente letto altrove. E’ stata la notizia d’apertura del principale telegiornale italiano e ha occupato le prime pagine di alcuni dei più diffusi quotidiani nazionali. Si tratta di un’operazione importantissima che molti – tra cui noi – aspettavano e auspicavano da tempo. Ma ci sarebbe di più: tra gli indagati risulterebbe anche Gianluca Bruno, sindaco di Isola Capo Rizzuto (lo stesso che Enzo Sculco voleva «cacciare a calci in culo»). Il condizionale è d’obbligo nel momento che la notizia, che vedrebbe Bruno iscritto nel registro degli indagati, è stata pubblicata da alcuni quotidiani online, come per esempio crotonenews.com, e indirettamente smentita da lacnews24.it che nel riportare un’intercettazione tra lo stesso Bruno e uno degli indagati, dalla quale emerge la figura forte del prete – imprenditore («se se ne va lui, ci ripuliscono tutti» dice il sindaco), ha sottolineato, in ogni passaggio, che il primo cittadino  risulta «non indagato». Continua a leggere “Jonny, «indagato Gianluca Bruno»: anzi no, ma forse sì”

Verri, botte piena e moglie ubriaca

E’ stato recentemente premiato come “Un OK in Rossoblù” dal giornale “Crotone OK” – pare il più diffuso tra i banchi del pesce -, insieme a uno dei suoi principali clienti, il presidente dell’F.C Crotone Raffaele Vrenna, quest’ultimo vincitore della prestigiosissima categoria “Personaggio OK 2016” (probabilmente per essere scampato al sequestro di tutti i beni, tra cui lo stesso Crotone, da parte della Procura di Catanzaro). A consegnare il premio a Francesco Verri, nientepopodimeno che Dorina Bianchi, sottosegretario e donna dalle grandi doti tecniche e dialettiche: da quando è stata riconfermata anche nel Governo Gentiloni, riesce a dire solo «turismo», «cultura», «cultura», «turismo». Mai nulla di concreto e dettagliato. Ciancia e basta. E lo fa a un ritmo spaventoso, da record: ogni due parole ci mette dentro il turismo e la cultura. Tutto dire di un personaggio politico arcinoto per la sua superficialità. Del resto sulla situazione di Scifo non ha detto una parola. Ma questo territorio è il massimo che riesce ad offrire (e che forse si merita): d’altra parte a guidare il comune c’è Pugliese, a teleguidarlo c’è Enzo e a rappresentare le istanze crotonesi a Catanzaro c’è Flora, battagliera a Crotone, tacita connivente in Regione. Se parla Guccione, lei si astiene. E’ fatta così, i piedi agli amici non li pesta. Continua a leggere “Verri, botte piena e moglie ubriaca”

La contro «lobby» marrelliana

Si potrebbe anche ridere se non ci fosse un impellente e necessario bisogno di fare il punto della situazione nonché una riflessione riguardo agli attori sociali di questo territorio, storicamente schiavo dei potenti e dei latifondisti politici. Un territorio, quello crotonese, incapace di agire attraverso la ragione, intesa come processo di elaborazione, ma al contrario sempre pronto a buttarsi nella mischia, con gli occhi chiusi e senza la pretesa di capire i fatti per come realmente sono o, più banalmente, senza domandarsi come potrebbero essere rispetto a come vengono raccontati dalla stampa e dai diretti interessati. Questa città, sul piano sociale, vive un dramma per molti aspetti legato al complesso del provincialismo non accettato, che si manifesta nei sussulti indefiniti dei suoi abitanti, ovvero nell’avvertire la necessità di fare cose su input esterni che sfociano poi nel nulla più assoluto o in battaglie delle quali non si conosce niente: radici, ragioni, opposizioni né obiettivi. Una città, Crotone, che vive di facili entusiasmi e non si prende mai la responsabilità delle proprie azioni. E’ pronta a partire con chiunque, di accontentarsi delle briciole e di dimenticare tutto, presente e passato, per sopperire al bisogno fisiologico di sentirsi considerata. E dunque apprezza tutto e non disprezza niente o magari fa il contrario in base a cosa offre il piatto del giorno. E’ priva di un’identità che possa farle volgere lo sguardo al passato ed evitare di commettere gli stessi errori; di un orgoglio che possa frenarla prima che sia troppo tardi, così come è priva di una dignità che le impedisca di sottomettersi ai più forti e al riecheggiare della massa, al rimbombo della retorica. Cosa più importante, però, è l’assenza di un giornalismo attento e giusto, dirompente, libero, che si opponga allo storytelling consolidatosi a colpi di manganellate mediatiche, alla verità costruita da chi cerca la gloria o la ragione e indichi al cittadino – lettore un punto di vista diverso, autonomo, schiavo solo della ricerca della verità anche se amara, non gradevole, controproducente per il territorio. E’ questa l’assenza che pesa di più, o meglio è la presenza del contrario a rappresentare il vero grande macigno: il giornalismo prono, scadente, figlio del padrone, asservito, provinciale, autoreferenziale, da sagra della salsiccia, incapace di raccontare entrambe le facce della medaglia, di schierarsi e farlo con convinzione e onestà intellettuale. E’ un giornalismo che non esiste in realtà: è soltanto la proiezione del banale e del potente. Insomma, si propongono come giornali e tv ma nei fatti si confermano uffici stampa al soldo dei portatori di interessi politici ed economici. Nulla di più riprovevole. Ma tant’è. Continua a leggere “La contro «lobby» marrelliana”

Coi voti di Sculco fa il sindaco per Sculco

Senza arte né parte, Ugo Pugliese è stato catapultato in politica da Enzo Sculco senza un vero e sincero progetto per la città. Politicamente invertebrato, Ugo rispondeva perfettamente all’identikit tracciato dalla potente famiglia politica crotonese, il cui declino sembrava ormai inevitabile fino a qualche anno fa (quando il capostipite era ai domiciliari e la delfina era ancora un pesciolino rosso). Oggi, invece, con lo spicciafaccende piazzato al Comune, la figlia in Regione che fa lingua in bocca con gente del calibro di Guccione, e Nicodemo Parrilla neo Presidente della Provincia, gli Sculco sono ritornati più agguerriti e forti di prima. Controllano Comune e Provincia di Crotone e contano su un plotone di amministratori all’interno del territorio crotonese dove, per altro, ha sede la fetta maggiore del loro bacino elettorale. Così, grazie ai sindaci e ai consiglieri dei comuni provinciali, Enzo ha piazzato un altro suo galoppino che, giustamente, non ha perso tempo per ringraziarlo sui giornali definendo l’ex leader della Margherita – oggi interdetto per sempre dai pubblici uffici – come la sua guida. In realtà si tratta di un vero e proprio telecomando che dirige tutto fuori dalle Istituzioni, alla luce del sole e senza che stampa, sindacati e gran parte delle altre forze politiche dicano alcunché (una cosa gravissima che dovrebbe essere oggetto di discussioni e di esposti alla Procura della Repubblica). Ma non solo. Parrilla, alias Enzo Sculco, ha vinto soprattutto grazie ai voti dei franco tiratori come Mario Galea, un dilettante della politica che si atteggia a portento. Già ai tempi del ballottaggio, insieme allo zio Rocco Gaetani (un uomo che rappresenta al meglio la mediocrità della classe dirigente crotonese), Galea diede il primo grande segnale spostando il suo pacchetto voti su Ugo Pugliese, indebolendo così Rosanna Barbieri, candidata a sindaco del suo partito. Ieri Galea è stato sfiduciato dal ruolo di capogruppo all’interno del Consiglio Comunale. Al suo posto proprio la professoressa Barbieri, la stessa alla quale l’allora spavaldo Galea all’indomani del ballottaggio attribuiva la sconfitta. Insomma, un vero talento politico il nipote dell’artigiano della qualità Gaetani: da doppiogiochista a silurato nel giro di pochi mesi. Ma Enzo è misericordioso, e Galea lo sa. Continua a leggere “Coi voti di Sculco fa il sindaco per Sculco”

Flora chiama Carbone per volare in Senato

Flora chiama Ernesto Carbone per tentare l’imbarco sul diretto Crotone – Roma. È lo stesso Carbone che auspica la chiusura dello scalo crotonese così da «potenziare Lamezia». Un paradosso tutto sculchiano. Uno dei tanti paradossi che hanno animato la kermesse dell’altro ieri organizzata dalla principessa Flora e da Re Enzo al Lido degli Scogli. Avrebbe dovuto prendere parte anche il Ministro Galletti ma alla fine ha dato forfait. Evidentemente qualcuno gli avrà suggerito che venire a Crotone per parlare di referendum anziché di bonifica non sarebbe stata una buona idea. Va detto anche che uno come Galletti non sposta nulla; avrebbe funto da semplice soprammobile istituzionale: una buona occasione per vantare la presenza di un esponente del Governo nazionale. Peccato però aver sbagliato Ministro. Evidentemente era l’unico disposto a venire a sculcolandia. Hanno comunque portato Carbone, uomo di Renzi e membro della direzione nazionale dello stesso partito a cui Flora attribuisce, tra le altre cose, la chiusura dell’aeroporto. 

Paraculo, non si è comunque tirato indietro e ha tentato di levigare le sue affermazioni di un anno e mezzo fa rilasciate ad Amantea e che tanto hanno fatto discutere: «Non ho mai detto che andrebbe chiuso l’aeroporto di Crotone ma che, in un mondo perfetto, ci vorrebbe un treno super veloce da Lamezia a Crotone». Per dire: in un mondo perfetto Carbone non sarebbe parlamentare; Enzo farebbe volontariato; Renzi la gavetta. Poi, continuando nel suo delirio, ha paragonaro la Calabria alla sua terra adottiva, l’Emilia. È evidente che Carbone, troppo impegnato in TV e a cambiare corrente di partito, non ha ben chiara la situazione infrastrutturale calabrese e nella fattispecie crotonese. Lui sogna un mondo perfetto ma non ha capito che a Crotone non c’è nemmeno la stazione. Poverino, ha provato ad aggiustare le cose ma è riuscito incredibilmente a peggiorarle. Del resto è noto ai più per il suo «#Ciaone» twittato agli elettori dell’ultimo referendum di aprile quando, da lì a poco, ce ne sarebbe stato un altro (che per l’appunto promuove). In altre parole, una volpe incompresa. Continua a leggere “Flora chiama Carbone per volare in Senato”