Crotone non può permettersi il lusso di avere di nuovo Flora in Consiglio

Secondo Flora Sculco, unica esponente di “spicco” del partito padronale di papà Enzo, la città di «Crotone non può permettersi il lusso di non essere rappresentata nel prossimo Consiglio regionale». «Buongiorno, Flora!» mi verrebbe da dire pensando ai 5 anni catanzaresi che stanno per terminare, durante i quali le istanze dei crotonesi sono state l’ultimo dei suoi pensieri per l’intera durata della legislatura. E badate bene a non confondere le sue parole per un’insolita autocritica, poiché si tratta di un avvertimento politico, in pieno stile sculchiano, a chi si sta preparando per le regionali di novembre: senza di noi e i nostri voti non siete niente (ne sa qualcosa Arturo Crugliano Pantisano).

Ma volendo dare credito a questo accorato appello alla partecipazione democratica che la Sculco ha lanciato dalle pagine di FantaPol News, rimangono comunque dei dubbi di fondo. Innanzitutto bisognerebbe spiegare alla signora che la legge elettorale regionale purtroppo non dà grosso margine di elettività a noi cittadini crotonesi: ricadiamo in una circoscrizione assai più vasta del nostro piccolo territorio e solo gente con grosse “amicizie” e con un potere economico di un certo peso può sostenere una campagna elettorale così dispendiosa. Non a caso, durante la campagna elettorale del 2014, la sua enorme faccia era impressa su qualunque cosa avesse modo di poggiare (manifesti e gigantografie poste in lungo e largo) e propagandata da un esercito di uomini pagati per girare giorno e notte su mezzi con megafoni sparati a mille e tappezzare selvaggiamente le province interessate. Comizi chiusi, urla e gesta di una prosopopea imbarazzante caratterizzarono quelle giornate di brutta politica.

Tant’è vero che a pochi giorni dall’esito elettorale si conoscevano quasi i numeri precisi dei voti. «Siamo all’incirca sui 9000», diceva qualcuno molto vicino alle stanze allora situate in via Roma. Anche e soprattutto per questo sono convinta che le sue parole sulla partecipazione e la democrazia non siano un invito sincero e distaccato a dare spazio a chi abbia voglia di fare seriamente quanto piuttosto, come detto all’inizio, un avvertimento a chiunque stia pensando di mettersi in proprio e correre per le prossime regionali, di fatto dimezzando un po’ a tutti le possibilità. Perché chi vive di campagna elettorale clientelare non si preoccupa della rappresentanza democratica bensì della propria. E purtroppo chi agisce così sa bene che l’avrà sempre vinta poiché in un territorio come il nostro, fatto di fame e mancanza di dignità (che solo il lavoro può dare), contano i voti e le promesse su misura, non certo l’impegno politico, libero da condizionamenti, portato avanti esclusivamente per il bene della comunità.

Anche perché tirando le somme di questi 4 anni e mezzo, da cittadina crotonese non posso riconoscere alcun merito ad una consigliera (per altro unica donna e unica crotonese) che ha solo tentato la scalata ai gradini superiori, senza preoccuparsi di portare a casa fatti concreti a patto che non coincidessero coi suoi progetti elettorali.

Spero vivamente, a questo punto, che la prossima Crotone, quella del voto, la faccia definitivamente fuori dai giochi. Solo così si potrà dare spazio a quei giovani che oggi non hanno mezzi e potere per combattere quella politica paludosa di cui lei è regina incontrastata. Posso garantire, infatti, che i dibattiti politici tra giovani esistono. Il problema è che o ti allinei al gregge o se ti esponi, facendoti guidare dal tuo libero pensiero, rischi di essere travolto dalle querele e dall’aggressività di chi si fa portatore di fantomatici principi democratici che poi calpesta ogni giorno. Farebbe bene, Flora, a precisa re che il dibattito, per lei e il suo team, è semplicemente fare e dire ciò che il burattinaio vuole. Il resto sono «parassiti».

di Dalila Venneri
per “Libere Opinioni”


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