Crotone, Financial Times: «I 5 Stelle guadagnano consenso in un sud senza fiducia»

*Traduzione di Francesco Placco,
articolo di James Politi, Financial Times

I cinque stelle prosperano sulla perdita di fiducia degli elettori del sud Italia. Il sentimento anti – establishment è forte nella regione che ancora non beneficia della ripresa dell’eurozona.

Su un molo che si affaccia sul Mar Ionio in Calabria, la punta dello stivale italiano, Massimiliano Mano descrive a cosa va in contro – e perché sosterrà il movimento anti – sistema alle prossime elezioni.

Il quarantasettenne guadagna circa 12.000 euro all’anno nei due mesi di lavoro nei quali il suo ristorante è aperto. Uno dei suoi altri lavori in questi periodi, per supportare la moglie ed i suoi tre figli, consiste nell’organizzare feste in bar e locali – ma raramente qualcuno si presenta. «Le persone non vogliono pagare 5€ per un drink», dice. «Non puoi neanche offrirgli l’ingresso gratuito».

Politicamente il signor Mano è sempre stato di sinistra. Ma come molti altri italiani frustrati e scoraggiati per la difficile situazione economica delle regioni del sud, ora le sue speranze si trovano altrove.

«La politica è sempre stata un’illusione, ci ha ingannato», dice. «Spero che il M5S dia una scossa a questa terra».

Il signor Mano viene da Crotone, un’antica colonia greca dove Pitagora  fondò una scuola 2500 anni fa. Ora è la culla della disoccupazione italiana. Il tasso di disoccupazione era del 28% nel 2016, rendendola la ritardataria tra i ritardatari nella tanto vantata ripresa dell’eurozona.

Politicamente la Calabria, come il resto del sud Italia – noto come il Mezzogiorno – è un territorio imprevedibile. I voti potrebbero far traballare le elezioni del 4 marzo, uno scenario che potrebbe avere profonde conseguenze per l’unione europea, specialmente se il paese verrà spinto all’instabilità politica o consegnato ad un governo di stampo populista.

Al momento la coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi, magnate dei media ed ex primo ministro, è in testa con il supporto di circa il 36% degli italiani. La maggior parte del consenso arriva dal prosperoso nord, grazie alla sua alleanza con un partito anti-euro ed anti-immigrati, la Lega Nord.

Ma se la coalizione vorrà avere una maggioranza assoluta dovrà trascinare il Sud, dove negli ultimi anni è emerso un sempre maggiore supporto ai cinque stelle. Le analisi di voto di Salvatore Vassallo, un professore dell’Università di Bologna, pubblicate giovedì da la Repubblica mostrano come la competizione elettorale in Sicilia, Puglia, Basilicata e Calabria sia “un salto nel buio” –  e Crotone, nello specifico, sia “una tirata a sorte”.

«Sarà una sfida fino all’ultimo voto. Sono disposto a scommetterci», dice Ugo Pugliese, il sindaco di Crotone, che ha corso come indipendente e non fa campagna elettorale per nessun partito. «Sarà un grande campo di battaglia».

Ci sarà anche il partito riformista di centro sinistra e pro-europa, il Partito Democratico, attualmente al governo in Italia e in Calabria. Ma è sotto pressione. Marco Minniti, il ministro degli interni oltre che principale politico calabrese, non sta conducendo una pesante campagna elettorale in regione. È stato invece incaricato di difendere una roccaforte Pd dell’Italia centrale.attualmente al governo in Italia, è al governo anche in Calabria

Antonio Costabile, un professore di sociologia politica all’Università della Calabria, afferma che in passato avere una carica costituiva un grande vantaggio per i politici del Sud. L’economia dipendeva pesantemente dalla spesa pubblica, ed i partiti beneficiavano del loro potere di patronato.

I budget ristretti di oggi hanno reso più difficile diventare dei “padrini politici”, dice Costabile. «Ora c’è solo un sacco di malcontento». «Non ci aspettiamo un buon risultato per il PD».

Alcuni dei sessantamila abitanti ricordano ancora la prosperità, guidata principalmente dall’industria siderurgica. «C’erano migliaia di lavoratori, e fiorenti attività di pesca ed agricoltura», dice Giovanni Cimini, proprietario di un ristorante. «Poi le fabbriche sparirono».

Nel mentre la città scivola nella depressione, i collegamenti con il resto d’Italia sono avvizziti. Recentemente, l’aeroporto locale ha chiuso, portando a termine il breve periodo di voli a basso costo che portavano linfa vitale per il turismo. La stazione dei treni è anch’essa chiusa. Ed il pesante traffico intasa la strada a due corsie lungo la costa, notoriamente pericolosa.

Quelli che possono, specialmente i giovani, emigrano. «Stiamo tutti rivivendo gli anni ’60, quando le persone si spostavano al Nord per trovare lavoro», dice Padre Rino Le Pera, un prete che gestisce un’organizzazione caritatevole in città. «Ma a quel tempo le persone volevano costruire qualcosa per poi tornare. Oggi invece vanno via e non tornano più».

È probabile che tale scontento andrà a beneficio dei cinque stelle, che remano contro la classe politica e che hanno istituito un reddito di supporto per le famiglie, per mitigare il fallimento economico della regione.

«Tutto quello che non è cinque stelle è un furto. Non c’è alcuna confidenza con la classe politica», dice Mara Conga, quarantacinquenne che lavora in un ufficio di noleggio auto nei pressi del porto. «Lo stato non funziona, non aiuta chi ha bisogno, è completamente assente. È per questo che abbiamo bisogno di un cambiamento».

Il disgusto per l’establishment politico è aumentato questo mese dopo l’arresto di 169 persone – incluso il presidente della provincia di Crotone – per associazione con la ‘ndrangheta, la mafia locale. Un’altra serie di arresti dello scorso anno è stata correlata alla corruzione in un grande centro per immigrati finanziato dal governo e vicino a Crotone.

Ma il centro destra di Berlusconi rimane un contendente potente. La sua coalizione ha vinto per poco le elezioni regionali in Sicilia, viste come precursori del voto nazionale.

Pugliese, il sindaco, dice che i cinque stelle stanno vincendo sulla classe politica, e che il centro destra probabilmente prevarrà sul malcontento della classe media.

Prova ad essere ottimista, dicendo che bonificare i siti industriali e concentrarsi sul turismo culturale collegato alla storia ed al passato di Crotone potrebbe portare molti posti di lavoro. Ma molti dei suoi concittadini stanno perdendo la speranza.

L’Italia è quello che è – e le cose vanno male. «La Calabria è all’ultimo posto in Italia, e Crotone è all’ultimo posto della Calabria, quindi siamo davvero alle strette», dice Mano. E per l’Europa? «È così distante da noi, non è nemmeno un problema. Non abbiamo nemmeno la sensazione di essere in Italia».


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