Il Pd bacia la pantofola di Enzo Sculco senza alcuna vergogna

Che il Pd crotonese fosse peggio di Enzo Sculco lo si sapeva già. Lo scrivemmo tempo fa qui su Il Pitagorico. Un partito animato dalla peggiore classe dirigente che la città abbia mai conosciuto, divorato vivo dalle grandi ambizioni di piccoli e insignificanti personaggi politici. E’ un partito, quello di Crotone, che non esiste: non hanno una linea, non hanno un capo né un’idea che sia una e per di più sono senza uno straccio di personalità di rilievo. Tanto è vero che non appena si avvicina una qualsiasi elezione il loro primo pensiero è contattare Enzo Sculco per trovare un accordo. Gente senza talento. Gente politicamente insignificante. Se a Sculco sta bene, l’accordo si trova e loro sguazzano più o meno serenamente nei voti del ras, in caso contrario questo li rimanda a casa senza pagnotta.

Come l’ultima volta, quando Enzo Sculco ha capito che poteva vincere da solo e ha piazzato il marinaio (a cui ha nascosto il timone), sfanculando quei quattro analfabeti che avevano provato a stringere un patto con lui. Oggi, dunque, Sculco è maggioranza e il Pd è opposizione. Ovviamente non è così. L’inciucio tra Enzuccio il tenebroso e i galantuomini democratici è maturato comunque. Non a caso Flora fa l’amicona del Pd regionale e nazionale, e i dem in consiglio comunale a Crotone stanno portando avanti un’opposizione balneare: completamente sdraiata. In soldoni Sculco ha due maggioranze e una sola opposizione: quella grillina (nel bene e nel male).

Ma siccome in via Panella credono che la dignità sia un residuo storico del ventennio la calpestano senza problemi. Non contenti di sdraiarsi in aula, hanno deciso di baciare la pantofola di Sculco direttamente in casa sua e in pubblico. Privi di vergogna alcuna, si sono recati dal padrone e hanno chinato la testa. La motivazione ufficiale di questa visita in pompa magna (alla quale doveva partecipare anche Mario Oliverio)? Discutere il bilancio di previsione. In effetti per discutere il bilancio di previsione è prassi che l’opposizione (opposizione, capite) si riunisca in una sede privata alla corte di un pluricondannato.

E’ prassi quando l’assegnazione (pseudo) democratica di una poltrona viene intesa come una proprietà esclusiva da parte chi la occupa. E infatti la pasta è quella: tra la politica vergognosa degli Sculco e quella del Partito Democratico non c’è alcuna differenza. Sono facce della stessa medaglia. Sono entrambi la negazione della politica immaginata come bene comune e la conferma di quella praticata solo per gli interessi propri. Non per niente, nella riunione strategica tra tutti ‘sti po’ po’ di statisti, l’argomento che ha tenuto banco è stata la candidatura di Flora Sculco alla Camera dei Deputati (col Pd nazionale che non la vorrebbe, nonostante i tanti voti, poiché l’inchiesta di Gratteri ha portato all’arresto di Nicodemo Parrilla). Menti eccelse come le loro riescono a discutere di tanti e alti temi. Non hanno limiti. Alla decenza.

Insomma, nient’altro che il baratro di un partito in via di estinzione, compromesso dalla mediocrità e dalle velleità dei suoi esponenti. Nel frattempo gli Sculco ringraziano e vanno avanti, sempre più in alto, con sempre meno oppositori intorno e più lacchè, a vari livelli, disposti a portare acqua al mulino del padrone.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico


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