Una medaglia al petto: Enzo Sculco ci ha querelati

Otto del mattino. Suona il citofono. «Carabinieri». «Stiamo cercando Antonio Belluomo Anello. E’ atteso in caserma».

Non ho risposto io. Non ero in casa. I militari, per fortuna, hanno subito spiegato a mia madre che si trattava di fatti legati alla mia attività di blogger, e che quindi non c’era da preoccuparsi.

Mi reco in caserma con la convinzione che volessero sentirmi in vista dell’imminente processo scaturito dalla querela di Enrico Pedace, consigliere di maggioranza dell’area Sculco adiratosi dopo un pezzo pubblicato su Il Pitagorico nel quale mostravo perplessità sulla caratura politica del soggetto. Aspetto il maresciallo che mi fa subito accomodare nel suo ufficio. «Si segga, non c’è nulla per cui preoccuparsi». «Sì, dottore, lo so: a breve ci sarà il processo. Sono stato già avvisato». A quel punto il maresciallo mi ferma e mi dice: «Quale processo?». «E’ stato querelato ieri». Ottimo. Apprendo così che il pluricondannato Enzo Sculco, dopo oltre due anni, ha deciso di seguire i suggerimenti di chi da tempo gli consiglia di querelarmi. Una medaglia al merito sul petto. Un’altra. Grazie.

L’unica cosa che mi ha turbato, o meglio infastidito, è stata leggere “l’Onorevole Vincenzo Sculco”. Onorevole? Chi? Enzo Sculco? Con più condanne passate in giudicato si fa chiamare ancora «Onorevole»  (con tanto di “o” maiuscola”)?

Fin quando sono i giornalai a lui vicini a incensarlo con interviste sdraiate e sigle immeritate, pensi vabbé, la pasta è quella. Poi lo leggi su documenti di altro tipo e ti si rivolta lo stomaco. Non per altro, ma la sua politica è un disonore per questa città, lottizzata da chi la politica la fa e la intende alla Enzo Sculco: clientele e asso pigliatutto. Non puoi farti chiamare «Onorevole» se hai il passato politico di Enzo Sculco. E’ come se chiamassero eroe Schettino dopo il disastro della Concordia. E’ quella roba lì.

Parliamoci chiaro: dopo che un amministratore viene condannato per reati gravi come quelli che la magistratura ha contestato a Sculco, con quale coraggio si fa chiamare «Onorevole»? Evidentemente  con lo stesso che lo spinse a dire che a Crotone la ‘ndrangheta è letteratura o, ancor più sfacciatamente, a candidare col centrodestra un uomo politico del calibro di Franco Pugliano (che, divenuto assessore regionale in quota Enzo, affidò alla figlia Flora un incarico come collaboratore a oltre tremila euro lordi mensili). Poi ha smesso di pescare dal mazzo decidendo di puntare tutto su Floretta, diventata subito “delfina di rango” dopo una sola avventura in consiglio comunale: in poco meno di sette anni è passata dall’essere la più votata a Crotone a papabile deputata grazie al passaggio che stanno chiedendo al Pd (lo stesso partito a cui papà e figlia fanno la guerra da anni).

Ma quando hai i voti, di papà, nulla è impossibile. Nemmeno fare eleggere Ugo Pugliese sindaco di Crotone. A naso, col suo carisma zoppo e i suoi voti che invidiano i suoi capelli, Pugliese avrebbe faticato persino a conquistare uno scranno da consigliare. I miracoli di Enzo andrebbero portati all’attenzione della commissione vaticana: magari si guadagna un posto (al sole) sul calendario. Tutto fa brodo.

Ma cosa ha infastidito così tanto il grande capo da spingerlo a sporgere denuncia nei confronti miei e di un altro ragazzo crotonese? Un pezzo che abbiamo pubblicato lo scorso 14 gennaio su Il Pitagorico dal titolo: “Grazie, Gratteri. Ora indaghi su Crotone“. Dopo la maxi operazione Stige portata avanti da Nicola Gratteri, che ha coinvolto da vicino anche la scuderia Sculco con l’arresto del Presidente della Provincia Nicodemo Parrilla, abbiamo scritto che la ‘ndrangheta a Crotone esiste, nonostante tutti tacciano, auspicandoci che presto Gratteri, inteso come presidio valido dello Stato sano sul territorio, possa scardinare le logiche di potere deviato che da sempre dominano Crotone e i crotonesi, impedendone sviluppo culturale, sociale ed economico dunque l’emancipazione di una comunità chiusa in se stessa e rassegnatasi all’idea che la politica a Crotone si possa fare solo come la fanno gli Sculco: non per il bene della città, ma per ambizioni personali. Diciamo così.

Non a caso Flora, che insieme ai suoi chierichetti si vantava di essere l’unica rappresentante di Crotone a Catanzaro, sta valutando insieme al padre e al Pd di candidarsi a Roma. Dunque andrebbe a tradire il mandato di cui era tanto orgogliosa, poiché la legislatura regionale finirà, salvo scandali, non prima del 2019. Ambizioni, non certo “il bene del territorio”. I fallimenti, infatti, sono sotto gli occhi di tutti: il suo impegno a Catanzaro ha fatturato zero per la città (a lei, invece, le intese giuste col Pd cosentino per volare a Montecitorio), così come disastrosa è stata finora l’attività amministrativa di Pugliese Ugo: la città è peggio di come l’ha lasciata Peppino Vallone (a occhio, il peggior sindaco della storia) e non c’è niente che funzioni. Solo soldi sprecati (vedi falsa differenziata), poltrone pesanti riconfermate (vedi Rocco Gaetani ad Akrea), promesse disattese (vedi, la più importante, aeroporto) ecc, ecc, ecc.

In altre parole, fin quando la democrazia di questo Paese me lo consentirà sarò qui a dire – anziché a fare i servizi sulle vrasciole, sugli amichetti dell’editore di turno, sul figlio di tizio o sull’eccezionale presentazione dell’ennesima stronzata editoriale tenutasi nella sede di questa o di quella associazione vicina a quello o quell’altro ometto politico – che gli Sculco sono la zavorra politica che impedisce a Crotone di poter vivere da città e non da mero feudo elettorale a cui tarpare le ali della libertà, dell’indipendenza, dello sviluppo e della meritocrazia. Al resto ci penseranno i giudici. Diffamazione? I tribunali esistono per questo. E attenzione a considerare un querelante un vincitore: nella maggior parte dei casi, alla fine della fiera, si ritrovano dall’altra parte della staccionata. Io, sì, davvero, ho piena fiducia nella magistratura. Buona fortuna a noi tre. Che vinca chi ha ragione.

Tuttavia l’occasione è troppo ghiotta per non ribadire, una volta per tutte, un concetto che mi sta molto a cuore: niente più alibi per gli attori sociali di questo territorio (tutti: cittadini “attivi”, giornalisti, pseudo politici, professionisti con troppi interessi), campioni della politica dei due forni, buoni a sputare sentenze, a dirne di ogni, a cavalcare qualsiasi cosa, per poi abbracciare, di riffa o di raffa, il padrone. Basta. Sono stufo di questa gente che si fa bella con l’ausilio della più banale e ridondante retorica ma poi gironzola lì, dove ci sono quelli che il territorio lo tengono per le palle, alla perenne ricerca di qualcosa che non gli appartiene perché sprovvista di un tris d’assi importantissimo: coerenza, dignità ed indipendenza.

Le cose, cari signori imbellettati che tanto dite di amare questa città, sempre pronti a scrivere e a pronunciare le solite quattro cazzate su quanto sia bello il nostro mare a gennaio (un po’ di originalità, e checcazzo), per poi finire o a baciare di nascosto la pantofola del padrone o a elemosinare un posto di lavoro perché “tengo famiglia”, si cambiano in un solo modo: prendendo le distanze da certe logiche e da certi personaggi. Ma è fiato sprecato: fate tanto schifo quanto la mala politica che in pubblico condannate e di cui in privato vi servite. Squallide banderuole di provincia. Questo siete. Questo rimarrete. Questo offrite e offrirete a una comunità smarritasi, da tempo immemore, nella propria rassegnazione e nella miseria culturale che sono alla base del disfacimento sociale, morale, economico ed intellettuale di questo maltrattato pezzo di mondo destinato a rimanere tale. Nei secoli.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico 


Dona ora
Sostieni il progetto, fai una donazione

Un pensiero su “Una medaglia al petto: Enzo Sculco ci ha querelati

  1. Bravo! Non ti conoscevo. Per caso ho letto l’articolo sulla politica crotonese. Finalmente una persona degna che non ha paura di niente.
    Sono molto contento.
    Complimenti.

    Mi piace

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...