Dilettanti allo sbaraglio: Pugliese dimettiti e torna in barca

Questo sindaco non ha la più pallida idea di come si amministri una città. È inadatto, incapace, poco esperto, ovviamente subordinato e per questo non conscio di quanto avviene nel suo territorio. A tratti fa anche pena dal punto di vista umano. Come ieri sera quando scappare non era più possibile e si è presentato alla folla con l’aria di chi era appena uscito, perdente, da un campionato di schiaffi tanto era imbambolato e spaesato. Non sapeva cosa dire. Sembrava vittima del più classico dei malintesi della commedia all’italiana: un passante scambiato per un’altra persona viene ricoperto di insulti e domande alle quali non sa rispondere. Peccato per lui non fosse un film dei Vanzina ma la realtà che da più di un anno viene denunciata su questo periodico: quella di una città affidata a una manica di incapaci messi lì da Enzo Sculco, il vero sindaco e capo di tutto a Crotone. E’ lui il dominus. E’ lui che ieri doveva presentarsi in prefettura, non il suo alter ego.

Perché Ugo ce l’ha dimostrato ieri per l’ennesima volta quando a domande precise non rispondeva o lo faceva in maniera fumosa per poi smentirsi il giorno seguente: non è cosa sua. Ritorni a raccogliere le firme per l’aeroporto, riprenda in mano lo Yachting Club, si goda le sue passioni marinaresche ma si dimetta. Per la città ma anche per se stesso (umanamente parlando).

Un sindaco che non ha paura di affermare davanti a cittadini e giornalisti di aver appreso la notizia tramite facebook palesa il pressapochismo che anima l’intera maggioranza: dalla Gentile alla Cosentino, passando per lo scienziato allo Sport fino ai consiglieri giovani con la cravatta e a quelli vecchi che non conoscono l’italiano. Una banda di galoppini incompetenti, subordinati e pericolosi per la città. Il rischio che la pubblica sicurezza venisse messa in serio pericolo è stato grandissimo. A quel punto tutti quanti (dal sindaco ai vigili, passando per il questore e i carabinieri) avrebbero rischiato grosso. Ma la cosa più grave è che il primo cittadino dica di non essere a conoscenza di nulla per poi tentare una goffa difesa il giorno seguente, di fatto mentendo spudoratamente ai suoi cittadini. Bugiardo e incompetente: un mix esplosivo. 

Risulta quantomeno ridicolo, poi, che il sindaco abbia giustificato il tutto con la «necessità di ripristinare la legalità in questa città» quando lui è lì per e con i voti di un pluricondannato interdetto dai pubblici uffici. E’ come se Rocco Gaetani parlasse di meritocrazia. Capite che siamo al paradosso, all’ossimoro, ovvero alla giunta Pugliese – Sculco. Tutto ciò ha quel sapore di presa per il culo che nemmeno la stampa crotonese quando si definisce libera è in grado di offrire. E’ un continuo prendersi gioco dell’intelligenza dei cittadini alla maggior parte dei quali piace farsi trattare da scimmiette circensi. Godono proprio nell’alzare la voce e poi chinare il capo. Si sentono vivi così, a sprazzi. E’ un vezzo che caratterizza molti concittadini dalla tastiera cocente e dalla lingua penzolante. D’altra parte la politica clientelare li ha abituati così. Non hanno gli strumenti per evolversi e sperano magari di ritrovarsi con una poltrona in municipio. Da queste parti capita spesso. E’ il prezzo che i territori lottizzati dalle clientele pagheranno per sempre, nonostante la retorica positivista dei professionisti locali (che amano tacitamente sguazzare nel torbido).

Pugliese, infine, dovrebbe capire che la legalità è una parola importante. Non è un vessillo da esibire in modo strumentale e propagandistico. Evidentemente non ha maturato ancora la figuraccia di ieri sera. Al di là del cortocircuito istituzionale. La repressione è sacrosanta ma i modi sono importantissimi. Non ci si può svegliare la mattina e mettere a ferro e fuoco l’unico angolo di turismo che questo vessato territorio possiede: è follia, sadismo, masochismo, incapacità. Il punto è che la macchina comunale non funziona. Il presidente di Akrea è stato scelto da Pugliese su ordine di Sculco. Akrea è un carrozzone ignobile. I ritardi nel rilasciare le autorizzazioni hanno pesato tantissimo sul raid di ieri sera. E’ tutto il contesto a essere marcio. L’assessorato capitanato dalla Gentile (l’ennesima miracolata di Sculcolandia) ha grosse responsabilità e per questo dovrebbe seguire il sindaco nelle dimissioni. Anzi, precederlo.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico


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