Perché lo scienziato non cementifica pure la spiaggia?

Ubi maior, minor cessat. Ovviamente non è questo il caso, visto che a parlare è tal Giuseppe Frisenda, storico maggiordomo di casa Sculco e capo degli scienziati che siedono in maggioranza. Dopo tanti anni di pellegrinaggio è finalmente diventato assessore e ha così conseguito un master in cialtroneria pura. Ogni volta che parla, dice sciocchezze. E’ un suo vezzo. Un marchio di fabbrica: banalità e sciocchezze, sciocchezze e banalità. Ama farsi riconoscere e non passare inosservato. E anche oggi non ha deluso le aspettative, lo scienziato con la poltrona al turismo. Ha infatti preso carta e penna e scritto una nota stampa memorabile, degna delle migliori rubriche che raccolgono le migliori stronzate della settimana, il cui titolo palesa inequivocabilmente i limiti mentali di questa amministrazione: «L’assessore Frisenda: fontana o…futuro?».

Ovviare al problema degli incivili con una bella colata di cemento nel pezzo più frequentato del lungomare è un atto da codardi, mediocri e incapaci? Non fa niente, bisogna guardare al futuro. Enzo Sculco comanda da fuori Comune e Provincia di Crotone? Bazzecole: è il futuro che conta. Pugliese in un anno non ne ha azzeccata una? E beh, l’importante è il futuro. Che guarda caso ha sempre quel retrogusto di passato mai passato.

Ma lo scienziato Frisenda quando si mette d’impegno regala grandi perle. Il titolo, infatti, è solo la punta dell’imbarazzante iceberg.

Nei giorni scorsi, dopo le prime polemiche, sindaco e assessore avevano diramato un comunicato nel quale spiegavano il motivo di questo capolavoro artistico: l’inciviltà dei crotonesi e la manutenzione troppo onerosa. Il Frisenda spiega infatti che «il ripristino della fontana della discordia, cioè intervenire sul motorino di alimentazione, quasi sempre intasato, sarebbe costato 7 mila euro». «Da qui – continua l’astuto e lungimirante amministratore – la decisione di rifare tutto daccapo, risparmiando 5 mila euro circa».

Ora, tralasciando il fatto che «rifare tutto daccapo» non consiste nel mettere del cemento qua e là, piuttosto nel ripensare in toto l’opera: con quale coraggio ha tentanto di nascondere un pastrocchio simile dietro la foglia di fico del denaro? Ma ha capito con chi sta amministrando, o non si è ancora svegliato? Lo sa, lo scienziato incompreso, quanti soldi ha sprecato il suo sindaco per 20 minuti di consiglio comunale in diretta? Ben 14.000 euro. E ancora, lo sa che il suo capo deve alla Provincia di Crotone circa 11.000 euro (soldi rubati che appartengono alla collettività)? E’ a conoscenza, il bel Frisenda, che la sua maggioranza spende un sacco di soldini pubblici in consulenze legali esterne? Solo ora si è reso conto che i soldi che maneggiano, in quanto ‘amministratori’, appartengono ai cittadini di Crotone? E’ proprio uno spasso questo Frisenda. Di certo un ottimo sculchiano.

Ciò detto, se il problema è l’inciviltà dei crotonesi, perché allora – coadiuvato dal simpatico Pugliese – non  propone la cementificazione totale della spiaggia? Si risparmierebbero un sacco di soldi e si eviterebbe di avere ancora qualcosa di bello sotto agli occhi. E’ un’idea alla quale, magari, ci ha pensato davvero e che a breve comunicherà sul nuovo canale ufficiale del Comune di Crotone: fantapolnews.it, una sorta di prefica digitale che un giorno sostiene Tizio e l’altro Caio. Al momento risponde a via Roma e regala perle che nemmeno Fede ai tempi d’oro. Sconsigliato, comunque, ai sensibili di stomaco.

La realtà è che non sanno quello che fanno ma lo fanno perché accecati da manie di grandezza assolute. Avendo studiato da Sculco credono che tutto gli appartenga e che non sia necessario consultare i cittadini. Scambiano l’assegnazione democratica di una poltrona per un contratto privato tra loro ed Enzo Sculco. A testimoniarlo, oltre all’uomo che hanno dietro, è l’arroganza con cui rispondono ai cittadini che manifestano disappunto. «Tanto inutile chiasso, tanto, troppo rumore per nulla» dice l’assessore – scienziato. Mostrare dubbi riguardo a una scelta così mediocre e poco valorizzatrice equivale a chiasso, a rumore. La città è una porcilaia, il lungomare puzza di letame, gli slalom sono obbligatori per evitare gli escrementi dei cani, e per loro cementare perché altrimenti dovrebbero pulire (visto che di sanzionare non sono in grado) diventa un nonnulla. Qualcosa derubricare. Sono lì per conto di Sculco e non dei cittadini ed è per questo che della città non gliene importa nulla. Non hanno la benché minima idea di come sia struggente vedere una città abbandonata e allo stesso tempo sentire le parole vuote di personaggi simili, lì, alla guida della città, soltanto per strani ma noti percorsi del destino.

Il bello poi è che non sono nemmeno tanto astuti come sembrano. Per cercare di smorzare le polemiche, e virare il discorso altrove, il Frisenda ha avuto l’idea più vecchia del mondo: buttarla nel benaltrismo. Peccato abbia scelto temi su cui la sua amministrazione è in grandissimo affanno. La differenziata, pagata profumatamente dai crotonesi, è un miraggio che esiste soltanto nelle testoline di Gaetani e Pugliese; l’aeroporto è chiuso; la bonifica è ancora un grande interrogativo; e il depuratore è destinato a ritornare di nuovo al punto zero per il problema dei fanghi che non sarà risolto poiché, il depuratore, non ha una linea di trattamento fanghi (costosi da smaltire). La chiosa, poi, è un capolavoro dell’ipocrisia, un monumento alla sfrontatezza: loro agirebbero «senza promesse e proclami». Loro, gli stessi che hanno speso 14.000 euro, tra dirette e giornali, per non dire nulla sulla bonifica e dirlo pure male.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

Di seguito il commento a piè di pagina di Andrea Arcuri:

In attesa della collezione Estate 2017, che darà alla Fontana la sue veste effetto mare, il Comune di Crotone ha trasmesso alla cittadinanza un messaggio culturale molto forte: i vandali hanno vinto. È vero: la fontana era diventata un ricettacolo di rifiuti. Ma un Comune che si rispetti  non trova facili scorciatoie per contrastare gli atti vandalici ma tenta di prevenirli, oppure, con gli strumenti previsti dalla legge, di reprimerli severamente. Se è questo il modus operandi dell’amministrazione Pugliese, ci ritroveremo sempre di più in una città vuota; in cui nessuna opera pubblica può essere realizzata perché, prima o poi, qualche vandalo la danneggerà. L’unica fontana presente sul lungomare è diventata uno scivolo degno di Acquapark. Perché? Per i vandali? No, per volontà del Comune di Crotone che, ancora una volta, ha fatto pagare a tutti i cittadini i disagi causati dagli incivili.

 

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...