Aeroporto, ecco perché quest’estate (probabilmente) non si volerà

Torniamo a fare il punto sull’aeroporto di Crotone. Ci eravamo lasciati, appena sei mesi fa, con un dettagliato resoconto di cosa era accaduto al nostro scalo dal fallimento di aprile 2015 alla mancata proroga di ottobre 2016. Sebbene ci sia ancora chi sostiene che il Comune di Crotone si mosse per tempo, è oramai chiaro ai più che le cose andarono diversamente da come le raccontano il sindaco (quello con la fascia) e suoi soldatini (pensate: lo disse addirittura O’Connor, amministratore delegato di Ryanair). Lo scalo reggino infatti, a differenza del nostro, è tutt’oggi aperto nonostante il fallimento della società di gestione Sogas S.p.A. e nonostante la crisi ancora insoluta di Alitalia. Proprio perché agirono diversamente rispetto ai signori di via Roma.

Da gennaio ad oggi sono successe alcune cose molto interessanti sul piano amministrativo e politico. La notizia più importante di tutte è sicuramente quella che riguarda il pronunciamento del TAR della Calabria a favore della Sagas S.p.A. in merito a delle irregolarità nel bando dell’Enac. Per i più smemorati: la Sagas s.p.a., new – co creata appositamente per gestire lo scalo crotonese e subentrare alla precedente società (la Sant’Anna S.p.A, fallita per bancarotta fraudolenta), presentò verso metà ottobre un ricorso al TAR della Calabria contro il bando di selezione pubblicato da Enac, accusato di favorire palesemente la Sacal. Verso fine gennaio, il TAR calabrese ha dato ragione alla Sagas, sancendo l’imparzialità del bando che per come era impostato avrebbe favorito l’azienda lametina.

Per qualche giorno la situazione si bloccò. Da un lato la possibilità di annullare la gara in modo da poterne svolgere una nuova e con un bando diverso, dall’altro invece la possibilità di “chiudere un occhio” e non opporsi al bando in corso. Una scelta difficile, viste anche le diverse posizioni in merito alla gestione unica degli scali. Posizione cambiata più volte da parte di Pugliese e del suo entourage che prima si dissero contrari al monopolio Sacal, poi a favore e infine nuovamente contrari. Nonostante le assordanti grida di battaglia, alla fine si decise di chiudere un occhio e lasciar vincere la gara a Sacal, procedendo dunque alla soluzione della gestione unica. Detto in altri termini, si scelse l’opzione più veloce, che avrebbe favorito la riapertura dello scalo nel minor tempo possibile. O almeno così si pensava.

La Sacal, dunque, prese formalmente in gestione gli scali di Crotone e Reggio Calabria il 7 marzo 2017, data in cui l’Enac procedette all’aggiudicazione (e salvo imprevisti la manterrà per i prossimi 30 anni). Da allora, la Sacal deve ancora presentare il piano industriale degli aeroporti, ossia il suo programma di gestione dei tre scali calabresi (pianificazione dei voli, orari, collegamenti, investimenti ecc.), e nonostante i diversi solleciti – alcuni piuttosto repentini – questo piano pare non essere ancora disponibile. In tutto questo marasma si è aggiunta l’operazione Eumenidi, l’inchiesta condotta dai sostituti procuratori Giulia Maria Scavello e Marta Agostini, che ha portato all’azzeramento del CdA di Sacal con gravi accuse che vanno dal riciclaggio alla concussione. Insomma, una beffa nella beffa.

In questo clima siamo arrivati a giugno e dopo mesi di annunci e prese di posizione, la domanda è: perché l’aeroporto è ancora chiuso, e probabilmente lo sarà anche per l’estate? Non c’è bisogno di andare lontano per trovare la risposta. Lo scorso novembre, a seguito della chiusura dello scalo, è stato predisposto il NOTAM B5633/16 (notice to airmanavviso ai naviganti), una sorta di bollettino che definisce il periodo di chiusura dell’aeroporto. Prestate attenzione a questo dettaglio: lo scalo veniva chiuso dall’1 novembre 2016 al 29 gennaio 2017. Insomma, tecnicamente lo scalo si sarebbe potuto riaprire già il 30 gennaio, ma viste le situazioni in corso (con il ricorso al TAR e l’incognita sulla gestione) non se ne fece nulla, così il periodo di chiusura venne esteso fino al 22 maggio 2017. Anche per questo motivo si sperava in una possibile riapertura dello scalo “entro l’estate”, poiché questo sarebbe potuto tornare operativo, verosimilmente, già dal 23 maggio scorso.

Ma nel frattempo il gestore è cambiato, e questo cambiamento comporterà ulteriori ritardi. La Sacal infatti adesso dovrà procedere all’acquisizione di tutti i mezzi disponibili, oltre che a diversi lavori di manutenzione (si vocifera di lavori sulle piste) e ad ottenere i nuovi certificati rilasciati dall’Enac. Il periodo di chiusura quindi è stato nuovamente esteso fino al 19 agosto 2017. Salvo imprevisti, dunque, è alquanto improbabile che l’aeroporto riapra prima del 20 agosto prossimo. Anzi, secondo quanto riportato da alcuni sindacalisti a seguito del primo incontro con Arturo De Felice (nuovo presidente del CdA di Sacal), pare che non ci sia l’intenzione di riaprire lo scalo prima di ottobre. La posizione di De Felice ovviamente ha suscitato molte polemiche, amplificate non solo dallo scotto dell’aver passato la gestione dello scalo ad un “forestiero”, ma anche dalla costante sensazione che questo ci voglia in qualche modo fottere.

Arriviamo così ai giorni nostri, tra proteste per i voli charter dirottati su Lamezia e polemiche montate ad arte sulle dichiarazioni di Vito Riggio (che ha risposto a modo). Si vuole fare polemica, insomma, perché adesso ogni occasione sarà buona per “dare la colpa a qualcun altro”. Nel frattempo, Ugo Pugliese ha avuto il suo primo incontro con Arturo De Felice, e appena due giorni dopo ha presieduto una conferenza stampa straordinarial’ennesima operazione di marketing senza costrutto – «per fare il punto sulla situazione legata alla chiusura dello scalo aeroportuale di Sant’Anna». Si chiede ‘a gran voce’ (come al solito) la riapertura immediata dello scalo, con la differenza che questa volta sarebbero già disponibili ben 300.000€: soldi che comunque non sarebbero destinati alla riapertura del Sant’Anna, ma alla sola fruizione per i voli charter attesi per la stagione estiva, in modo da non doverli dirottare su Lamezia. Per i voli di linea si parla sempre del prossimo autunno, per cui sarebbe come se l’aeroporto non fosse aperto.

Indipendentemente dall’utilità della mossa, che pare più che altro una dispendiosa presa di posizione, è alquanto improbabile che l’Enac conceda una riduzione del NOTAM, così com’è improbabile «l’accelerazione dell’iter di certificazione dello scalo per l’esercizio». Ma ci sono, purtroppo, dei tempi tecnici da rispettare che si sono via via allungati nel corso dell’anno, anche se non è detta l’ultima parola. Ad ogni modo la palla adesso è in mano alla Sacal, che con il suo piano industriale dovrà dimostrare di essere pronta alla tanto decantata gestione unica. Al Comune di Crotone invece, così come agli altri comuni “amici” dello scalo, oltre alla parola sarebbero rimasti solo i debiti nei confronti della curatela fallimentare, di cui non si fa più cenno nel dibattito pubblico dallo scorso ottobre. Avremo saldato il conto (circa mezzo milione) prima di mettere sul piatto altri trecentomila euro, o si tratterebbe dell’ennesima pezza a colori a carico delle casse comunali? Un’ipotesi da non escludere se si tiene conto del controverso rapporto che questa maggioranza ha con la spesa pubblica.

Se per l’aeroporto si sono verificate diverse novità, non si intravede ancora nessun nuovo atteggiamento da parte dell’amministrazione. Lo scaricabarile sulle responsabilità della chiusura dello scalo partì già lo scorso anno, quando Pugliese accusò indistintamente i sindaci dei comuni costieri, la regione e il governo di aver cospirato contro il Sant’Anna, e un po’ tutti fecero “specchio riflesso” accusando a loro volta il sindaco del capoluogo. La stampa locale, vergognosamente asservita alla causa, ha da sempre dato unicamente ragione al sindaco avallando teorie del complotto condivise ampiamente dalla Prossima Crotone. Anche Mario Oliverio, di recente, è tornato più volte sulla questione attribuendo all’amministrazione sculchiana tutte le colpe e le responsabilità.

Una situazione complicata e ingarbugliata che nessuno ha cercato di spiegare meglio. A fronte delle ultime dichiarazioni di Pugliese staremo a vedere cosa risponderanno Enac e Sacal. Quello che appare certo è che sarà un’estate senza aeroporto. Speriamo che sia un torto necessario a fronte di una futura miglioria, e non un torto ingiusto come quello subito fino ad oggi e spacciato come “complotto”.

di Francesco Placco
Il Pitagorico

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