Flora ‘mancia e scorda’

Da Falcomatà a Nicodemo Oliverio, passando per la regina dell’incoerenza Flora Sculco: tutti scandalizzati e indignati per le parole di Vito Riggio, presidente dell’Enac, che in una conferenza stampa in Senato ha semplicemente detto che esistono scali aeroportuali inutili. Una sacrosanta verità che, ovviamente, è stata travisata dai soliti noti chiacchieroni di casa nostra. Vito Riggio, infatti, non ha mai sostenuto che l’aeroporto di Crotone andrebbe chiuso e, cosa più grave, non ha mai nominato il Tito Minniti di Reggio Calabria. Parole che, invece, la piccola rampolla di via Roma gli ha meschinamente attribuito al solo fine di uscire sui giornali con una nota stampa dal titolo ad effetto ma lontanissima dalla verità. Non certo una novità per gli Sculco, interpreti orgogliosi della peggiore politica che per nulla scandalizza i giornali o quei poveri ragazzi che, teneramente, difendono le azioni di un uomo interdetto dai pubblici uffici e condannato in definitiva per danno erariale e a 4 anni di reclusione per concussione ai danni di un funzionario provinciale. Ma tant’è.

Ora, tralasciando il fatto che è proprio a causa delle politiche clientelari, che in via Roma sono di casa, se la Calabria è storicamente vittima dei campanilismi deleteri che vorrebbero un aeroporto ogni centomila abitanti (nel mentre gli altri chiudono vorrebbero aprirne uno a Sibari), donna Flora dovrebbe stizzirsi di meno o, al contrario, provare un po’ di vergogna. Ammesso che ne sia capace.

La delfina di Strongoli dimentica infatti che le parole attribuite a Vito Riggio in realtà hanno un padre ‘nobile’ che lei conosce bene. Fu proprio il suo amico Ernesto Carbone, parlamentare Pd, a proporre quanto furbescamente appioppato a Riggio. Nel 2015 ad Amantea, Carbone disse che Crotone e Reggio avrebbero dovuto lasciare il posto a Lamezia in quanto scalo internazionale. Lui sì che mise dentro anche il Tito Minniti e disse chiaramente ciò su cui oggi Flora Sculco sta alzando un polverone utile come la sua presenza in Regione Calabria. Ma queste, per padre e figlia, sono sottigliezze di poco conto: Carbone doveva portarla in Senato col sì al referendum, Riggio è invece un ottimo bersaglio per farsi belli sui giornali e togliere fuori l’orgoglio crotonese che tanto piace ai lacchè e ai figli di.

In altre parole: Riggio, che non ha mai detto quanto ipocritamente sostiene Flora, è un nemico, mentre Carbone, che ha espressamente avallato l’ipotesi di una reale chiusura del Sant’Anna, è un amico. Insomma, ‘mancia e scorda’ quando le fa comodo dimenticare.

Persino il simpatico sindaco Pugliese, all’epoca dei fatti (2015) un semplice signore che si ‘batteva’ per l’aeroporto, si scagliò contro Carbone, salvo poi, un anno dopo, dimenticare tutto e accoglierlo a braccia aperte nella stessa città di Crotone in vista del fallimentare referendum del 4 dicembre che tanto serviva a Flora per volare a Roma. Ovviamente da Lamezia.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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