La favola di Davide contro Golia

È stato un inverno difficile quello del 2017. Cupo, demotivante. Un inverno di rassegnazione. Me le ricordo bene quelle domeniche: in campo senza stimoli, senza ambizioni e, soprattutto, senza rimediare. Era appena trascorso il 31 gennaio, portandosi via con sé le nostre speranze: nessun acquisto, tanti rifiuti da pseudo goleador e la cessione del calciatore più importante, Raffaele Palladino. Una pioggia di critiche per la società e il mister, al quale erano destinati i famosi cori «Noi Nicola non lo vogliamo».

Un inverno così grigio da cancellare gioie e colori della primavera del 2016, quella della promozione. Avete distrutto il nostro sogno, dicevano. E in tanti avevano già preparato la canzone della retrocessione, che cantavano grintosi dal mese di marzo.

Ma è un po’ come quando nessuno crede in te. Nessuno crede nelle tue capacità, nella tua determinazione. È come quando ti dicono che tu, ragazzo di strada, non riuscirai mai a laurearti. Che poi, alla fine, i tuoi progetti ambiziosi non riuscirai mai a realizzarli, perché la meta è troppo lontana, perché non sei capace.

Li osservi in silenzio e vai dritto per quella meta che, anche se distante, vedi sempre all’orizzonte.

Ve lo ricordate quel famoso «fiore nel nostro giardino»? È nato, ed è nato il 29 aprile del 2016, alle ore 22:22 per l’esattezza. Le innumerevoli tempeste del 2017 non lo hanno sradicato, anzi, gli hanno dato più colore, più consistenza, più forza, proprio nel mese di aprile: Crotone contro Chievo, Inter, Torino, Sampdoria, Milan. Undici punti su quindici a disposizione.

Il treno della Salvezza è partito. E a guidarlo è proprio lui, Davide Nicola. Sì, quello del «Noi Nicola non lo vogliamo». Ma Davide, nonostante zero acquisti, nonostante le dicerie, nonostante gli errori arbitrali, ci ha sempre creduto. Ha sempre affrontato le telecamere ricordando a viso aperto che «questa squadra può far male a chiunque». Lo diceva a settembre. Lo ha dimostrato il 28 maggio del 2017.

Davide (Nicola) contro Golia. Ma questa volta Golia non è un titano. Non è un gigante che mostra la forza con la meastosità del suo corpo. Golia, in questa storia, sono i miscredenti, gli scettici, i criticoni. Golia è chi ha rifiutato Crotone. Golia è la rassegnazione alla sconfitta. Oggi Davide ha vinto. Ha raggiunto la meta. Ha sconfitto Golia. E noi dobbiamo dirgli grazie e, soprattutto, scusa, Mister.

di Andrea Arcuri
per “Libere Opinioni

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