Dirette TV, 14.000 € in propaganda elettorale a carico dei crotonesi

L’hanno venduto come un servizio per informare «tutti i cittadini sull’avvio delle attività di bonifica dell’ex area industriale», ma si è poi dimostrato nient’altro che un teatrino imbarazzante a carico delle casse comunali (già di per sé vuote). Il consiglio comunale del 15 maggio 2017, andato in onda su 6 emittenti, tra radio e tv, in diretta e in contemporanea (manco fosse la cronaca dell’allunaggio del ’69), ha generato una certa aspettativa anche per via del tema trattato: la tanto agognata e propagandata bonifica che dopo il rifiuto del precedente progetto, noto come “colline dei veleni”, e alla luce delle «nuove sinergie» sbandierate dalla maggioranza sculchiana, aveva creato una certa attesa da dovizia di particolari. 

E invece niente, il vuoto pneumatico. In circa 40 minuti di parole strabordanti di nulla e retorica, Ugo Pugliese si è limitato a comunicare vaghi dettagli già ampiamente noti in quanto pubblicati e ripresi dalla stampa locale. Lo scorso 6 aprile infatti, Syndial aveva annunciato un cambio di programma presentando un nuovo studio di fattibilità. Ad oggi, quindi, l’unica cosa certa è lo «scortico delle discariche a mare», ossia la rimozione e la bonifica delle discariche ex fosfotec ed ex pertusola, da località Trappeto ad Armeria (la ‘passeggiata degli innamorati’). Tutta la costa verrà ripulita. E se nel vecchio progetto si era pensato ad un nuovo waterfront e addirittura ad un porticciolo turistico, nelle nuove carte è ancora tutto da definire. Il ‘Progetto Operativo di Bonifica’ verrà presentato entro agosto (90 giorni dal 27 aprile 2017). Solo allora si avranno gli elementi necessari per parlare seriamente di bonifica: il resto è puerile propaganda a carico dei contribuenti.

Poche, dunque, le novità in merito alla questione. Il sindaco (quello con la fascia s’intende) nella sua litania – trasmessa in simultanea tipo l’angelus domenicale di Papa Francesco – ha informato i «telespettatori» di una spesa preventivata di «qualche centinaia di milioni», lanciato frecciatine e spiegato che per le ex aree industriali verrà valutato il miglior procedimento di bonifica possibile da stabilire a seguito di dovute valutazioni. Nient’altro. In due ore di trasmissione non sono stati forniti dettagli utili ai cittadini «sull’avvio delle attività di bonifica», ma si è assistito alla santificazione di Pugliese da parte dell’allineata maggioranza e ai leciti dubbi di una parte dell’opposizione. Un gruzzoletto di soldi pubblici buttato nel gabinetto e che invece poteva essere speso per una tra le tante emergenze quotidiane di cui è vittima questa città (ormai da un anno sotto le grinfie di Sculco & CO.) e che si è preferito investire in propaganda (post) elettorale a carico dei cittadini. Anche perché, ad oggi, non si è capito il motivo per cui siano state pagate ben 6 aziende private per lo stesso servizio (4 emittenti tv e 2 stazioni radiofoniche).

Si sa soltanto che tutto questo è stato voluto da Pugliese in persona (come lui stesso ha sottolineato nel corso della discussione in aula) e deciso il 12 maggio con Determina Dirigenziale 993/2017. E le carte parlano chiaro: i cittadini di Crotone hanno pagato 6.222€ per trasmettere il consiglio su quattro emittenti locali; 610€ per la diretta radiofonica su due radio locali e 366€ per la “diretta streaming” di RTI. Si aggiungano poi al conteggio altri 3.733€ per la pubblicità sui quotidiani locali, 1.041€ per la pubblicità sui giornali online e 488€ per la stampa dei manifesti da affiggere in città.

Una spesa non indifferente per un Comune, come quello di Crotone, che fa fatica a trovare i soldi anche per garantire l’ordinaria amministrazione ai suoi cittadini. Se poi si aggiunge che sono serviti esclusivamente a dare visibilità alle parole di Pugliese e a un solo ordine del giorno (quello sulla bonifica) su trenta, la cosa diventa ancora più indigesta. Nessun beneficio che al contrario si sarebbe avuto se quei soldi fossero stati destinati a piccoli ma tangibili interventi di politica sociale nei quartieri più disagiati della città. E nonostante questi facessero parte del tesoretto destinato alle ‘iniziative promozionali in favore di attività produttive‘, deciso comunque in fase di bilancio, la cosa non cambia ma anzi peggiora la situazione: se fare ‘pubblicità’ alle attività comunali significa questo, sarebbe meglio dirottarli altrove. Anche perché non è la prima volta che il Comune impiega risorse pubbliche in modo a dir poco discutibile. E di esempi se ne potrebbero fare partendo dalle royalties, passando dalle consulenze legali affidate sempre ad esterni e finendo alla differenziata fantasma che ci costa oltre un milione di euro l’anno. E nel frattempo che i soldi dei crotonesi vengono spesi così stupidamente, la città continua ad arrancare per via del loro totale disinteresse ormai sotto gli occhi di tutti: la differenziata non è partita, il verde pubblico è lasciato a se stesso, le strade, centrali e periferiche, sono sporche e non vengono pulite da non si sa quanto (animali morti sui marciapiedi rimango lì per settimane), i parchi sono abbandonati, i controlli per multare gli incivili assenti e chi più ne ha più ne metta. D’altra parte, però, questa maggioranza, teleguidata dall’esterno da un feudatario che non può nemmeno esercitare il diritto al voto, non ha tempo per dedicarsi alla città e alle sue esigenze. E’ la storia a parlare: le priorità sono altre quando ci sono i DemoKratici al comando. E di legge se ne rispetta soltanto una: quella di Enzo.

Appurato dunque che il contenuto della discussione è stato minimo, non resta che capire quanti “telespettatori” abbiano seguito la diretta. Fare un bilancio dell’iniziativa in modo da poter capire se ha avuto (almeno) un riscontro oppure no. Il picco di telespettatori sulla diretta streaming di RTI è stato di 22 persone, un po’ pochine per giustificare una spesa di 366€ (solo per trasmetterla online). Anziché bruciare questi soldi in un modo così barbaro, sarebbe stato meglio optare per una diretta live a costo (quasi) zero su Facebook o su Youtube. Sarebbe stata decisamente una mossa intelligente, ma siccome paga Pantalone le grandi menti della maggioranza non badano a spese quando è il momento di esibire tutta la loro grandezza. Mania di grandezza, ovviamente. E poi foraggiare in maniera del tutto gratuita buona parte della stampa locale è sempre cosa buona per chi sta spaparanzato in maggioranza e ha voglia di restarci più a lungo possibile. Insomma, tutto regolare. O quasi, visto che sono ormai passati 5 mesi da quando il consiglio comunale ha approvato la mozione dei grillini crotonesi per trasmettere in streaming le sedute consiliari. Un altro esempio su come si sarebbero potuti investire quei soldi anziché regalarli alle televisioni locali. Ma tant’è.

Ignoti invece i dati sulla diretta televisiva: renderli consultabili sarebbe utile non solo per capire il livello di coinvolgimento generale ma soprattutto per evitare future follie simili. Non fosse altro perché lo sanno bene anche loro che sarebbero bastati un semplice comunicato stampa e una diretta streaming per comunicare ai cittadini che un simpatico gruppo di persone, dall’italiano incerto, si fosse riunito per farsi i complimenti a vicenda.

di Francesco Placco e Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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