La differenziata farsa di Pugliese detto Sculco

Niente. Non ce la fa proprio Pugliese a non creare false speranze tra la cittadinanza con le sue uscite a vuoto (non certo a gratis, visto che l’imbarazzante comizietto sulla bonifica è costato una cosa come cinquemila euro) che puntualmente giornali e telegiornali riprendono senza porre una domanda o instillare un dubbio. Lo sceriffo col distintivo di plastica ci è ricascato. Non ha saputo tenere a bada la sua smania di protagonismo, che lo porta alla ricerca sfrenata del titolo ad effetto, ed ha annunciato l’inizio della famigerata raccolta differenziata. Quella che – come per la bonifica propagandata – nessuno aveva mai osato fare prima. E infatti nemmeno lui c’è riuscito. La differenziata – stando ai suoi continui proclami da progettista in piena crisi – sarebbe dovuta partire lunedì scorso. Ovvero tre giorni fa. Ma niente da fare: i cassonetti straboccano come sempre e i cittadini buttano tutto nell’indifferenziata. E c’è da capirli visto che sono gli unici (o quasi) cassonetti esistenti. Ed è proprio questo che Pugliese e l’artigiano Gaetani (riconfermato da Enzo Sculco senza meriti evidenti alla presidenza di Akrea) dovrebbero spiegare ai crotonesi: come è possibile fare la differenziata se non si parte col “porta a porta”, ovvero con l’unico modo serio per poter parlare di differenziata senza suscitare ilarità in chi ascolta? 

Perché al di fuori dei cassonetti standard, quelli verdi per intenderci, non vi è traccia d’altro in quasi tutte le zone della città: mancano le campane per il vetro, i cassonetti per l’organico, il cartone e via dicendo. A tali condizioni la differenziata è scientificamente impossibile e quella annunciata dalla controfigura di Enzo altro non è che una “differenziata farsa”. D’altra parte quella della differenziata è una delle sfide più ardue per chi si trova ad amministrare una città. Altrove ha stroncato carriere politiche, distrutto maggioranze, messo in crisi governi. E proprio per questo andrebbe messa in mani esperte di gente preparata e con esperienza maturata. E invece no, Pugliese, per mere questioni elettorali, su ordine politico di Sculco, ha riconfermato Gaetani: incompetente e senza la necessaria esperienza. E lo ha fatto nonostante i novanta curricula arrivati da altrettanti liberi candidati alla presidenza della municipalizzata più strategica che ci sia per un comune; l’unica, se ben gestita, in grado di riportare la civiltà in questa città e dunque questa città nel mondo civilizzato. Ma siccome qui l’unica legge che conta è la parola di Enzo Sculco, a un professionista, con tutte le competenze, si è preferito un tale che nella sua vita oltre a non aver mai studiato, ha sempre e solo vissuto di politica passando da una poltrona all’altra fino a portarci direttamente il nipote su una bella poltrona del consiglio comunale, che in un attimo è magistralmente passato dall’opposizione alla maggioranza (in maniera non troppo velata).

Una maggioranza senza spina dorsale, colma di bambocci e fedeli alla linea di via Roma, che eccelle in sole due cose: lodare Pugliese e non vergognarsi di stare lì con e per conto di un condannato in definitiva che continua a muovere i fili di questa città ormai senza più speranze, sempre più incivile, sempre meno onesta, meno rispettosa degli ultimi, non più vivibile, soggetta alle facce pulite, senza contenuti e autonomia, che fingono di volerla risollevare per poi baciare la solita pantofola di chi la tiene in stallo e ne determina la decadenza etica, sociale, culturale e legale. Che sarebbe un po’ come voler cambiarsi le mutande in un mare di sterco. Ma tant’è: il sindaco ha annunciato la differenziata, invitato i cittadini a cooperare e poi lasciato tutto com’era. Del resto lui sa bene che nessuno, o quasi, gli chiederà conto, a partire dalla stampa che tutto fa in questa città tranne che fare la stampa.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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