Jonny, «indagato Gianluca Bruno»: anzi no, ma forse sì

Alle prime luci dell’alba di ieri, su ordine della Dda di Catanzaro, è scattata l’operazione “Jonny”. In manette sono finiti uomini di spicco della cosca Arena, il potentissimo governatore Leonardo Sacco e il suo mentore spirituale (e non solo spirituale), il prete Edoardo Scordio. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa alla detenzione abusiva di armi, passando per intestazione fittizia di beni a un’altra sfilza di reati gravi che avrete sicuramente letto altrove. E’ stata la notizia d’apertura del principale telegiornale italiano e ha occupato le prime pagine di alcuni dei più diffusi quotidiani nazionali. Si tratta di un’operazione importantissima che molti – tra cui noi – aspettavano e auspicavano da tempo. Ma ci sarebbe di più: tra gli indagati risulterebbe anche Gianluca Bruno, sindaco di Isola Capo Rizzuto (lo stesso che Enzo Sculco voleva «cacciare a calci in culo»). Il condizionale è d’obbligo nel momento che la notizia, che vedrebbe Bruno iscritto nel registro degli indagati, è stata pubblicata da alcuni quotidiani online, come per esempio crotonenews.com, e indirettamente smentita da lacnews24.it che nel riportare un’intercettazione tra lo stesso Bruno e uno degli indagati, dalla quale emerge la figura forte del prete – imprenditore («se se ne va lui, ci ripuliscono tutti» dice il sindaco), ha sottolineato, in ogni passaggio, che il primo cittadino  risulta «non indagato».

Difronte a due notizie in così pieno conflitto tra loro ho chiesto lumi alla redazione di LaC News24 senza però ricevere alcuna risposta. Ho quindi scritto a Pasquale Motta, direttore della testata online del gruppo, che ha prima verificato, contattando direttamente i suoi cronisti, e immediatamente dopo confermato quanto riportato dalla sua redazione: Gianluca Bruno non risulta indagato. In nessuna pagina del decreto di fermo, dunque, si trova quanto riportato da CrotoneNews. Non solo. Motta mi cita il passaggio di pagina 1584 del succitato decreto di fermo in cui il procuratore Luberto e i pm Capomolla e Guarascio scrivono che «ciò nonostante, allo stato, non vi sono elementi per ritenere che il Sindaco partecipi dall’esterno alle consorterie isolitane». A questo punto contatto la redazione di CrotoneNews che conferma l’iscrizione di Gianluca Bruno nel registro degli indagati: «Lo ha detto il procuratore aggiunto della Ddda Luberto in conferenza stampa».

E qui la situazione diventa estremamente paradossale: da una parte c’è Pasquale Motta che, mettendo al centro carte e cronisti, esclude nella maniera più categorica la notizia, dall’altra c’è invece Bruno Palermo, direttore di CrotoneNews, che conferma quanto scritto sul suo giornale e aggiunge: «Ero presente alla conferenza e rispondo di quello che scrivo io, quello che scrivono gli altri sono affari loro». E a sostegno della ‘versione’ di Palermo c’è una nota dell’ANSA che parla di un’indagine nei confronti di Gianluca Bruno e riporta addirittura il reato ipotizzato: concorso esterno in associazione mafiosa. Certo, le gaffe delle agenzie non sono rare. Anzi: proprio ieri la stessa ANSA ha riportato in malo modo un virgolettato di Salvini suscitando non poche polemiche. Ciò detto, grande è la confusione sotto il cielo. Nell’era della massima informazione, il rischio più grande è proprio quello della disinformazione.

Due redazioni, una notizia, due versioni, una sola conferenza stampa, un grande interrogativo: il primo cittadino di Isola è sotto indagine per concorso esterno in associazione mafiosa? Potrebbe essere lo stesso Bruno a chiarire la situazione, ma purtroppo non ha ancora risposto (e c’è da capirlo: indagato o no, all’ex astro nascente del centrodestra crotonese l’avvenire non sorride).

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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