Verri, botte piena e moglie ubriaca

E’ stato recentemente premiato come “Un OK in Rossoblù” dal giornale “Crotone OK” – pare il più diffuso tra i banchi del pesce -, insieme a uno dei suoi principali clienti, il presidente dell’F.C Crotone Raffaele Vrenna, quest’ultimo vincitore della prestigiosissima categoria “Personaggio OK 2016” (probabilmente per essere scampato al sequestro di tutti i beni, tra cui lo stesso Crotone, da parte della Procura di Catanzaro). A consegnare il premio a Francesco Verri, nientepopodimeno che Dorina Bianchi, sottosegretario e donna dalle grandi doti tecniche e dialettiche: da quando è stata riconfermata anche nel Governo Gentiloni, riesce a dire solo «turismo», «cultura», «cultura», «turismo». Mai nulla di concreto e dettagliato. Ciancia e basta. E lo fa a un ritmo spaventoso, da record: ogni due parole ci mette dentro il turismo e la cultura. Tutto dire di un personaggio politico arcinoto per la sua superficialità. Del resto sulla situazione di Scifo non ha detto una parola. Ma questo territorio è il massimo che riesce ad offrire (e che forse si merita): d’altra parte a guidare il comune c’è Pugliese, a teleguidarlo c’è Enzo e a rappresentare le istanze crotonesi a Catanzaro c’è Flora, battagliera a Crotone, tacita connivente in Regione. Se parla Guccione, lei si astiene. E’ fatta così, i piedi agli amici non li pesta.

Proprio Verri sembrerebbe essere la figura più adatta per tentare, presto o tardi, un maquillage spendibile in politica. E’ un uomo dalle mille sfaccettature, dai tanti contatti, dal viso pulito. Insomma, un bravo ragazzo. Pare sia un ottimo penalista, perlomeno a giudicare dai suoi clienti più in vista: Vrenna, Eni, Leonardo Sacco (governatore della Misericordia). Ma Francesco Verri non è solo uno stimato avvocato. Il suo raggio di azione e reazione è decisamente ampio: è vicinissimo al Pd tanto da essere stato tirato in ballo per concorrere da protagonista alle ultime comunali, ma è in buoni rapporti anche con La Prossima Crotone di Sculco; è fondatore, nonché presidente, del Club Velico Crotone e si spende per il rilancio della città, con iniziative e proposte.

Soprattutto in relazione al suo club di velisti: ultima l’apertura lampo di un bel ristorante, con più soci, sul porto di Crotone. Tra le altre attività del buon Verri c’è quella di socio de il Crotonese. Così, giusto per non farsi mancare nulla. Il suo più grande spot, ad oggi, è l’europeo di vela disputatosi questa estate a Crotone: in un mare di retorica, i risultati più importanti, più che su quello economico, sono arrivati sul versante mediatico: fiumi di articoli celebrativi (e molto sintetici) su la Repubblica e Il Sole 24 Ore (che parla di cifre molto discutibili, messe a casaccio e senza dettagli) hanno descritto – con titoli altissimi come ‘Crotone mette voglia di essere Optimist’ – una città in ripresa, rinata, unica. Tutte balle, ovviamente. Ma tanto è bastato ad accrescere l’immagine pubblica degli organizzatori ed alimentare false speranze tra la cittadinanza. Il classico modus operandi: da un fiore si arriva a descrivere una foresta che non c’è e che mai ci potrà essere a determinate condizioni: le città non si costruiscono coi titoli ad effetto, con due gazebo e una manciata di atleti e turisti che in città non trovano nulla (nemmeno il mare, in quei giorni off – limits a causa della fogna). Finire sui giornali serve veramente a poco, ma purtroppo qui, tutti, si eccitano troppo facilmente: dalla Serie A del Crotone, passando per gli Europei di vela, finanche ad Affidato che, per l’ennesimo anno, sarà a Sanremo. Nella fattispecie si tratta, perlopiù, di articoli anonimi di un giornalista fantasma: diversi pezzi apparsi su repubblica.it, infatti, non sono firmati. Forse il giornalista non se l’è sentita di apporre il proprio nome sotto articoli che cozzavano con la realtà. D’altra parte, al realismo, si è sempre preferita la retorica che sfocia poi in propaganda. Non è una novità per Crotone.

Certo è che Verri sa come muoversi: non è da tutti parlare di sviluppo, rinascita, progetti per la città di Crotone e poi, ad esempio, difendere Eni nella causa sull’amianto. E’ quantomeno un controsenso che chiaramente Verri non percepisce: essere sia carne che pesce è comodo. Per carità, nulla di male nel fare il legale per Eni o altre aziende e personaggi, ci mancherebbe: è il suo lavoro. Peccato però che questo faccia a pugni con l’interesse pubblico: spendersi per Crotone e poi difendere, tra l’altro con ottimi risultati, chi questa città (Eni) l’ha resa un deserto contaminato non è un connubio tollerabile. Sognare una nuova Crotone è necessario, ma la coerenza e l’indipendenza nel farlo sono fondamentali. A qualcosa bisognerebbe rinunciare.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...