Aeroporto, tutta la verità

Crotone vuole volare. E’ questo lo slogan che rimbalza tra social e giornali ininterrottamente da almeno 3 mesi, e che si ripresenta puntualmente ad ogni protesta a favore dell’aeroporto cittadino, chiuso dallo scorso novembre. A voler volare è anche Reggio Calabria, dove sempre da 3 mesi circa la popolazione si sta mobilitando contro la possibile chiusura dello scalo.

E’ una situazione critica quella degli scali aeroportuali calabresi: escluso quello internazionale di Lamezia Terme, Crotone e Reggio vivono una perenne crisi. E non si parli dei «numeri da record»: a contare davvero è l’attività economica. Le proteste, intanto, stanno andando via via moltiplicandosi, tanto da essersi quasi unite: si manifesta contro la chiusura dei due aeroporti.

Ad ogni modo, il destino di entrambi gli scali è legato unicamente al bando di gara dell’ENAC che deve identificare un nuovo gestore. Il nome del vincitore si sarebbe dovuto sapere già a dicembre scorso, ma a seguito di un ricorso (che ha riammesso in gara la Sagas) i tempi si sono allungati. La speranza è che il nuovo gestore venga definito entro la fine di gennaio. Solo dopo l’identificazione di un nuovo gestore gli scali potranno essere pienamente operativi.

Ma allora, per cosa si protesta? Perché si parla di «inganni», «complotti», e addirittura «manovrazioni politiche»? Per quale motivo si mettono in luce tutte queste paure e questi timori, apparentemente infondati? Forse serve fare un po’ di chiarezza.

Partiamo con Crotone: i problemi recenti dello scalo cominciano il 15 aprile 2015, quando la società Sant’Anna S.p.A. (all’epoca gestore) viene dichiarata fallita per bancarotta fraudolenta. Per evitare la chiusura dell’aeroporto, nei giorni successivi alla dichiarazione di fallimento si tenne una riunione con i vertici dell’ENAC, al fine di permetterne l’esercizio provvisorio, a patto di versare le somme necessarie per la gestione. Il giorno immediatamente successivo alla riunione, la Regione Calabria sblocca 800.000 €, mentre i sindaci locali si mettono d’accordo per i versamenti delle royalties del metano. Si procede così alla prima proroga di 6 mesi (fino al 31 ottobre 2015)

Nel frattempo, vengono raccolti circa 3 mln di euro che garantiranno più o meno altri 10 mesi di attività, e si procede alla formazione di una new – co per subentrare alla società fallita: iniziava a prendere forma la Sagas S.p.A., società che attualmente concorre per la gestione. Il 2 febbraio però cade un fulmine a ciel sereno, quando Ryanair annuncia di voler abbandonare lo scalo per via delle ‘tasse municipali’. L’aumento delle tasse venne evitato, ma nel frattempo arriva un’altra tegola proprio sulla neonata Sagas, ossia un sequestro preventivo da parte del tribunale. La paura è che la nuova società si comporti come la vecchia, gestendo l’infrastruttura in modo volutamente antieconomico. Solo in seguito, la società verrà dissequestrata.

Intanto l’esercizio provvisorio viene nuovamente concesso per altri 3 mesi, cioè fino alla scadenza ultima del 31 ottobre 2016. Ed è in questo clima che viene annunciato il bando di gara dell’ENAC, al quale parteciperanno ben 4 società. Dopo una prima serie di rinvii, la Sagas verrà definitivamente esclusa dalla gara, unica bocciata tra i partecipanti.

A questo punto, si alza un gran polverone sulla vicenda. Ci si rende conto della situazione appena una settimana prima della chiusura dello scalo. La curatela fallimentare fa sapere di non aver ricevuto alcuna richiesta di proroga questa volta, e l’ENAC fa arrivare la disposizione di chiusura a partire dall’1 novembre. Dopo i primi (e tardivi) interventi del Comune di Crotone, viene reso noto che non verrà concessa alcuna proroga all’esercizio. Seguirà un consiglio comunale straordinario, assolutamente inutile (come l’occupazione farsa dei 7 consiglieri di maggioranza all’aeroporto), il 30 ottobre, ad un giorno dalla chiusura.

L’esito del bando di gara doveva arrivare nel mese di Novembre, ma a causa dei ricorsi e delle integrazioni documentali i tempi si sono allungati. Ultima, in ordine di tempo, è la decisione del TAR della Calabria di riammettere la Sagas in gara, in quanto l’esclusione sarebbe stata ingiustificata. Questo allunga ancora di più i tempi, che ottimisticamente sono fissati entro la fine di gennaio, ma verosimilmente toccheranno la fine di febbraio (se non più genericamente la primavera).

La cronistoria dello scalo di Reggio Calabria invece è per alcuni aspetti identica alla nostra, ma non del tutto. I problemi dello scalo reggino iniziano il 17 maggio 2016, quando viene rinviata la prima udienza per discutere del fallimento della Sogas, società che già gestiva lo scalo. La sentenza arriverà solo il 24 ottobre, quando il Tribunale dichiarerà fallita la società, ma non l’aeroporto. Vengono infatti concessi 3 mesi di attività provvisoria, proprio in vista del bando dell’ENAC: in questo periodo di tempo si sarebbe potuto individuare il nuovo gestore senza far chiudere lo scalo. Ma i tempi sono andati per le lunghe, e i 3 mesi scadranno il prossimo 24 gennaio.

In tutto ciò, già a novembre si parlava di un possibile addio da parte di Alitalia, che sarebbe stato imminente. Ad oggi Alitalia continua a volare, e non è detto che abbandonerà lo scalo. Tuttavia, senza un nuovo gestore l’aeroporto dovrà necessariamente chiudere, nell’attesa di sapere chi ne prenderà il controllo.

A questo punto, è evidente che l’aeroporto di Crotone non è «chiuso per sempre», ma solo per dei tempi tecnici che servono all’individuazione del nuovo gestore. Una volta individuato, questo dovrà occuparsi di trovare dei partner commerciali (come Ryanair). Si parla di una riapertura dell’aeroporto pitagorico già entro l’estate di quest’anno. Stesso discorso per lo scalo di Reggio Calabria. Con l’unica differenza che lo scalo reggino si trova a fronteggiare una possibile chiusura, mentre noi siamo già chiusi.

Ma se sappiamo che ci sono dei tempi da rispettare, a che serve protestare? In realtà a nulla. Non c’è nulla da difendere o da tutelare, c’è solo da aspettare. Non ci credete? Appena ieri John Alborante ha confermato di ritornare a volare da/per Crotone non appena si saprà il nuovo gestore. Purtroppo, ci sono dei tempi tecnici da attendere, e non saranno di certo le proteste a velocizzare l’iter.

Il lato oscuro della vicenda è invece rappresentato dall’avanzata della Sacal: il gestore lametino non è ben visto né nel crotonese né nel reggino, tant’è che in entrambe le città la possibilità di perdere la gestione locale dello scalo è stata vista con timore. In un contesto sano sarebbe un controsenso evidente: la Sacal gestisce magistralmente lo scalo di Lamezia, ha un bilancio in attivo e spende grandi cifre in investimenti su più fronti. Sarebbe un candidato ideale, altrove. Ma non da noi: dare in gestione gli scali “al lametino” equivale a perdere il potere sull’infrastruttura. In parole povere, a spartire le poltrone in casa nostra sarebbe qualcun’altro.

Un’ipotesi che non piaceva (e non piace) agli Sculco, ma neanche al sindaco Pugliese. Quest’ultimo aveva affermato addirittura che «se qualcuno desidera che Crotone voli sempre più basso, che lo dica», lasciando intendere che “qualcuno” stava conquistando in modo forzoso la gestione degli scali Calabresi. Ma è lo stesso Sindaco, appena due giorni fa durante un incontro istituzionale al Comune, ad ammettere che la gestione unica degli scali può andar bene, purché non si perda l’infrastruttura.

Insomma, per i cittadini non cambia nulla. Gli unici a poter risentire di un’eventuale cambio di gestione sono i dipendenti degli scali: il nuovo gestore infatti non ha l’obbligo di assumere i vecchi dipendenti, che potrebbero trovarsi senza un lavoro.

Ieri Mario Oliverio ha contattato Vito Riggio, Presidente dell’ENAC, per sollecitare la chiusura della gara (e dunque l’individuazione dei gestori), ed il prossimo 19 gennaio ci sarà un incontro con il Ministro Delrio per discutere delle infrastrutture. E, speriamo, entro la fine del mese sapremo chi gestirà i due scali per prossimi 30 anni.

Trent’anni in cui succederanno tante, tantissime cose. Sperando che le proteste che verranno saranno indirizzate contro le cause concrete dei malfunzionamenti, e non contro i soliti mulini a vento. Insomma, l’aeroporto riaprirà a prescindere, sarà solo questione di tempo. Non certo merito di un Pugliese, una Sculco o una Bianchi qualunque.

di Francesco Placco
Il Pitagorico

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...