Prossima Crotone, la solita arroganza

C’è una grande contraddizione nel nome della lista che ha “vinto” le ultime elezioni amministrative: più che rappresentare la Prossima Crotone, sembrano essere degni esponenti della Precedente Crotone. Quella arrogante e arroccata, che alza la voce per intimorire e attaccare. Atteggiamento classico di chi si sente padrone delle istituzioni che rappresenta.

E la linea pubblica della lista – di proprietà degli Scuclo – è chiara: puntare e sparare a zero sull’avversario. Da giugno infatti, sui numerosi comunicati stampa pubblicati dalla lista, si è quasi sempre registrato un accanimento personale verso il bersaglio di turno. O, per leggerla in un altro modo, verso chi ha posto perplessità o dubbi sull’operato della maggioranza.

Ed è così che, rispondendo quando alla Barbieri, quando a Piuma, quando a Sorgiovanni, anziché limitarsi al tema in questione si preferisce strafare, con offese e attacchi che vanno vergognosamente al di là del ruolo pubblico di chi li subisce. E lo fanno anche con i cittadini, tacciati di «saccenza» o «presunzione».

Insomma, sul loro programma si parlava di inclusione e partecipazione, ma la realtà parla diversamente, e dimostra, nuovamente, un’ambiente chiuso e ostile, aperto solo a chi è d’accordo con loro. Non c’è differenza tra chi sta nelle opposizioni, con buona pace del ruolo di ascoltatori e mediatori che tanto hanno propagandato. Tutti hanno torto. Solo loro – con tanta arroganza – hanno ragione.

Quelli della Prossima Crotone (li si include tutti, perché i comunicati sono firmati a nome della coalizione) dovrebbero produrre fatti concreti anziché comunicati stampa. E magari comprendere che non hanno a che fare con una popolazione totalmente smorta e disinteressata. Una parte istruita, interessata e cosciente di quelli che sono i funzionamenti delle PA e della legge esiste ed è sempre pronta a indicare e mettere in luce tutti i malfunzionamenti di sorta. A prescindere da Sculco il benefattore o Vallone il tacito.

E sopratutto, devono capire che una popolazione collaborativa e attenta, va anche a loro vantaggio, al di là delle possibili rivalità. Funzionano così, nel resto d’Italia, le liste che vogliono fare davvero qualcosa per la propria città. Il fatto che non lo capiscano, o che peggio ancora si rifiutino, non può che lasciare spazio aperto a mille ipotesi.

Pongo quindi una domanda, al povero scribacchino che produce (o forse ricopia) i comunicati stampa della lista Sculco e alla lista stessa: cosa cercate di ottenere? Pensate forse di intimorire qualcuno alzando la voce? Perché così facendo otterrete solo l’effetto contrario.

di Francesco Placco
Il Pitagorico

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